
Questo non è un mondo perfetto. C’è tanta gente che vive gravi difficoltà ogni giorno. Eppure c’è qualcosa che possiamo fare per migliorare le cose. Ad esempio entrare di sorpresa a casa di un single di bella presenza e insegnargli a fare il bucato.
- Buongiorno signor Francesco
- Laura, che diavolo ci fai qui?
- Sono qui per aiutarla a fare il bucato, gentile signore!
- Che?! Chiamo un medico? Vuoi un esorcismo?
- Non fare lo spiritoso. Sono qui in missione, come Ferruccio Amendola. Ricordi gli spot? Se ora vuoi condurmi nel tuo bagno…
Mentre frugo e tiro fuori la biancheria sporca dalla cesta, Francesco è visibilmente imbarazzato: indice che è importante ciascuno impari a lavare da sé i suoi panni sporchi. Come prima cosa iniziamo a dividere i bianchi dai colorati: ed è subito Crisi. Interrogo Francesco. Questa morigerata camicia gialla la mettiamo tra i bianchi o i colorati? Immagino tu sia solito indossarla con questa cravatta bianca a pois. I pois ti mettono in difficoltà e non sai da che parte metterli? I boxer di Capodanno, questi sono biancheria certo, ma sono rossi…
Francesco fa le sue scelte come un daltonico davanti all’arcobaleno. E non se la cava meglio con la divisione tra delicati e non, e con la selezione del programma della lavatrice. Ma non è per questo che sono qui. Quello che conta è ben altro… ¶ Leggi il resto…





La penultima puntata dell’Isola dei famosi fa sorgere il dubbio che lo sciopero degli autori americani abbia colpito anche quelli italiani, in particolare quelli di Simona Ventura. Da dieci puntate la Ventura apre il programma con la stessa battuta: “sarà una serata ricca di sorprese”. Sorprese che tutti noi abbiamo atteso con ansia per quasi tre mesi, snobbando un incontenibile Dr House, ma di cui non abbiamo visto nemmeno l’ombra. Ogni puntata dell’Isola dei famosi sembra la fotocopia della precedente. I naufraghi che si lamentano di non mangiare abbastanza, gli opinionisti che massacrano i partecipanti e lisciano la presentatrice, Francesco Facchinetti vestito come un pirla, scambi di battute in romanesco perennemente asincrone e qualcuno che afferma “qui è tutto vero”. La noia è l’unica vera protagonista di questo costosissimo reality, che ha il solo pregio di essere un’alternativa più potente alla soporifera Formula 1. Quattro ore di noia pura, questa è l’Isola dei famosi per quanto mi riguarda. Ed è un peccato, perché dietro ci sono una gigantesca macchina organizzativa che riesce a tenere in piedi quattro ore di diretta via satellite con 7 ore di fuso orario e una squadra di autori molto in gamba e non in sciopero.


Mr Endemol, assiduo frequentatore del blog di Grazia e fan di 
























Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.