Spesso, a cena, discuto con Raffa del fatto che dovremmo inventarci un nuovo lavoro. Non cambiare ufficio ma immaginare nuove professioni. Questa settimana sto provando a convincerla che è sprecata come Professoressa di italiano (tra l’altro precaria) visto che potrebbe diventare una Sommelier Cinematografica. La mia tesi è: se esiste il vino giusto per ogni cibo, perché non dovrebbe esistere il film giusto per ogni cena?
Il Sommelier Cinematografico suggerisce soluzioni eno-cinematografiche originali e sfiziose per feste, buffet ed eventi ma anche per cene tra amici e cenette intime. Il Sommelier Cinematografico (da qui in poi SC) non propone “film in cui la gente mangia” (troppo banale) ma “film per gente che mangia”. Il SC organizza e coordina serate a tema muovendosi in due direzioni:
SERATA A - Visione passiva accompagnata da cibo: si vede il film, si fanno commenti (anche spinti) su attori, scene e battute celebri e si degustano cibi. Target: cinefili e gruppi di amici collaudati. Il SC fornirà spunti di discussione conditi da gustosi aneddoti cinegastronomici. A titolo esemplificativo:
Serata Funny Face. Audrey Hepburn balla e canta a Parigi con Fred Astaire fuggendo la direttrice della più famosa rivista di moda statunitense che vuole trasformarla - poverina - in una modella. Numero partecipanti: da 3 a 5. Abbinamenti: cocktail ultracolorati a base di frutta (anche analcolici) + baguette con nutella + caramelle gommose rosa (“Think Pink!“). Argomenti di discussione: è proprio vero che tutte, anche “quelle interessate solo ai libri” (sic) sognano un matrimonio in una chiesetta di campagna? E poi: perché Audrey Hepburn sembra sempre una minorenne che si innammora di ultraottantenni? Il dibattito è aperto.




























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