Come non bastassero le sollecitazioni che già subiamo tutti i giorni, adesso saremo costrette a dimagrire giocoforza. Per non fare brutte figure con i body scanner degli aeroporti…
Ma guardate che la vita per noi donne è davvero durissima. E non sto parlando del doppio lavoro, della disparità di ruoli e di poteri, di discriminazioni, “tetti di cristallo” e tutte quelle amenità con cui siamo costrette a fare i conti quotidianamente. No, sto, molto più banalmente, parlando del problema dei problemi, quello che toglie il sonno e la serenità anche alla più solida e realizzata di noi: gli odiati chili di troppo. E quel “troppo” non siamo mai noi a determinarlo liberamente, perché è un dogma, esiste sempre e comunque, a prescindere dal nostro peso.
Certo, un po’ è colpa nostra che ci facciamo tiranneggiare dalla moda e dagli stilisti che si intestardiscono a proporci, stagione dopo stagione, modelli irraggiungibili di donne sempre più esili ed esangui, le Victoria Beckham che noi non siamo e non saremo mai, e francamente neppure vorremmo essere. Però, poi, anche medici e scienziati rincarano la dose spiegandoci che la magrezza è salute e longevità e che dal nostro giro vita dipende il nostro futuro.
Mai, per nessun motivo, deve superare gli 85 centimetri: non so voi ma io, per precauzione, non me lo misuro dall’ultimo vestito fatto con una sarta quando ancora i vestiti si facevano con le sarte… Eroica resisto anche alle, pesanti, pressioni psicologiche di mio marito che, ogni mattina, quando faccio colazione con pane, burro e miele, mi squadra con uno sguardo che è un misto di disapprovazione/apprensione, come di fronte a un’aspirante suicida, e per contenere il mio entusiasmo per dolci, fritti e tutti i cibi proibiti, mi ripete, come un frate trappista, «controllati, reprimiti, rinuncia…».








E alla fine viene fuori che la colpa è tutta dei giornali e dei giornalisti. So che può sembrare una difesa d’ufficio, un argomento che riguarda gli addetti ai lavori e non i lettori o i cittadini, ma provate a pensarci soltanto per un istante e scoprirete che ciò che è in discussione è qualcosa di molto, molto rilevante che interessa tutti.






















Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.