Visti gli argomenti che tratto, non vorrei qualcuno pensasse che ho una visione stereotipata della donna, perché non è così. Non vedo tutte le donne come persone che vogliono avere figli, che odiano il calcio, che amano i reality e che hanno forti e inspiegabili e incontrollabili emozioni. So bene che molte donne non hanno neanche una di queste caratteristiche, anzi ne conosco a decine e sono tutte tra loro felicemente sposate. La scelta degli argomenti dipende dal fatto che, oltre a essere cliché e forse proprio per il fatto di esserlo, si ripresentano ogni giorno nella vita di ogni uomo senza che sembri anche solo lontanamente possibile venirne mai a capo.
Ad esempio, si sa, alle donne non piace il calcio. “Anche a me piace”, “luogo comune”, “piace pure a me”, “non è che non mi piaccia…”. Ok. Ma per quelle tre o quattro donne che tutto sommato il calcio non è neanche la morte, ce ne sono però un paio di bilioni che, è inutile star lì, il calcio fa vomitare. E poi, anche quando a una donna piace, in realtà non le piace veramente, e questo perché lei e un uomo, quando guardano la stessa partita, vedono due cose diverse: lei magari pensa che quello che prova sia piacere, ma in realtà è solo un conato di grado inferiore. Per dire: Anche alla mia ragazza piace il calcio, ma poi, quando mi trova lì a guardare Chelsea-Liverpool con lo stesso entusiasmo e interesse come se fosse Milan-Juventus (come sarebbe a dire “che differenza c’è?”), dice “siete tutti uguali” e si sente trascurata e io sinceramente non riesco a immaginare quello che prova.






Epilogo























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