Lei è quello che vi hanno raccontato. L’Altra è più vicina alla realtà. Potete scegliere di leggere solo quello che riguarda Lei, e ne sarete rassicurate. Oppure anche quello che riguarda L’Altra, e tutto quello che arriverà in più sarà grasso che cola.
Lei
Il ruolo di padre gli calza a pennello, a Lui. Sembra nato per occuparsi di un bambino. C’è da dire che l’esperienza della “paternità” (il congedo parentale per i padri) è stata determinante. Lui è diventato del tutto intercambiabile rispetto a Lei, per quanto riguarda gli aspetti “funzionali” della cura, senza che però la sua identità di padre ne venisse scalfita in termini di ruolo. Insomma, è stata una scelta matura. Non si è mai sentito escluso dal rapporto madre-figlio, ha avuto modo di riflettere a lungo sulla sue esperienza di figlio per poter proporre una figura paterna adeguata al ruolo e ai tempi. E quindi Lei è più innamorata che mai.
L’Altra
“I figli si fanno in due”, si sono detti l’Altra e l’Altro. Quindi pari responsabilità. Certo, quando una parte della coppia perde le sue prospettive di carriera, c’è poco da fare: l’altra parte va incoraggiata e sostenuta. Per cui non si dà che sia il papà ad andare dal pediatra, né che chiami la babysitter, o metta a letto il bambino: il papà lavora. È la risposta che l’Altra dà al Mostro ogni volta che si sente fare la fatidica domanda: “Ma papà dov’è?”. Che poi, a ben guardare, questa risposta crea un pericoloso precedente per il futuro approccio al lavoro del pargolo: il lavoro è cattivo, gli porta via il papà, che non c’è neanche per la festa di Natale all’asilo. Però il papà ha promesso che gli insegnerà ad andare in bici, quando sarà più grande: del resto, i figli si fanno in due.





























Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.