Nonostante gli anni di pellegrinaggio del weekend, ancora pecco di ottimismo. Ad ogni partenza, ad ogni venerdi, dimentico, da ingenua che sono, che a Londra si è sempre una stagione avanti.
Per esempio, all’ultimo giro a Milano era estate. Esco di casa in maniche a 3/4, ovviamente senza calze. Metto le ballerine per un minimo di decenza morale, porto sottobraccio un impermeabile sì tanto sottile che non basterebbe a ripararmi dallo sgocciolio delle piante della Signora del quarto piano. Faccio le mie riunioni, tiro sera, saluto tutti. Mi avvio verso il mio solito aeroporto. Tre ore dopo, sono quella ormai del tutto blu che trema alla fermata del treno in attesa del Southern Service to London Victoria.
L’indomani ho un colloquio. Il vestito preparato per l’occasione urla Tarda Estate da tutti gli accessori, le calze – queste sconosciute – latitano, neanche una pashmina a portare un po’ di conforto.
Non avendo (mea culpa) una mise di riserva, mi preparo ad affrontare una giornata di stenti.


































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