Grazia Perché non puoi aspettare

Articoli taggati "giulia-blasi"

Guida al flirt #5: Niente panico

Diciamo che l’hai ascoltato, e molto bene, e non c’erano segnali di pericolo. Tutto è in ordine e l’uomo ti piace. Allora tieni presente una cosa: l’uomo moderno difficilmente corteggia. Insegue, sbava, si incasina, assedia, ma come corteggiatore è scarsino. Non si fa avanti per paura di essere respinto, non considera il rifiuto come parte fisiologica del processo di ricerca di una partner adatta, ha l’autostima fragile.

Se vuoi il maschio virile peloso e decisionista, sappi che ha delle controindicazioni notevoli: spesso è stronzo, prepotente e possessivo. Se invece preferisci orientarti su uno la cui idea di mascolinità suprema non sia sgozzare cervi a mani nude nella Foresta Nera, un modello più casalingo calcio-lavoro-hobby, sappi che se sei timida tu lo è anche lui.

Non aspettare all’infinito che faccia il primo passo, perché potreste ritrovarvi a trascinare la faccenda per un tempo insostenibile. Usa il linguaggio del corpo, e usalo bene: stabilisci un contatto fisico, avvicinati, piazzati a tiro di bacio, sono cose che si imparano alle medie. Alle superiori, to’.

Se lui ti gira intorno da mesi, ma non fa il primo passo, non sempre è perché non gli interessi abbastanza, come dice il celebre manuale: tante volte è solo strizza.

Buttati, donna. Alla peggio, avrai eliminato un pusillanime o un perdigiorno, e il vantaggio è che difficilmente lui potrà vantarsi al bar di non averti voluta baciare. A meno di farsi prendere per fesso.

Guida al flirt #4: Ascolto

Ascoltare, dicevamo, è una parte fondamentale dell’approccio. Ascoltare veramente, non interpretare: le persone bisogna prenderle a valore di facciata.

Ti dicono subito un sacco di cose: “Esco da una storia impegnativa”, “Non sono uno facile”, “Non ho voglia di impegnarmi subito”, “Non c’è nessuno che mi interessi”.

Che una sciocchina potrebbe essere tentata di completare: “Esco da una storia impegnativa, sono single”, “Non sono uno facile, ma tu sei una donna di polso”, “Non ho voglia di impegnarmi subito, ma più avanti, magari…”

Tu sei una sciocchina? No. Allora: ascolta. Non interpretare.

¶ Leggi il resto…

Guida al flirt #3: Approccio

Nessuno può insegnarti ad essere seduttiva, è una dote che si apprende per osmosi dalle donne che si hanno intorno negli anni formativi: se le donne intorno a te erano sexy, bene. Altrimenti ciccia, è andata, puoi imparare ora osservando quelle che lo fanno meglio di te, ma non sarà automatico. Ci sono donne che quella modalità lì, quella del flirt, ce l’hanno inserita 24 ore su 24 e la usano con tutti: uomini, bambini, cani, altre donne.

Non è che ti devi preoccupare, se non ce l’hai. Non è essenziale, accelera le cose ma non è essenziale. Chiaro che se hai quel je ne sais quoi di sfarfallìo di ciglia (discreto) e linguaggio del corpo mirato (fare la cretina a caso funziona solo con i cretini), concludi prima. Se non ce l’hai, magari vai più lenta, ma arrivi allo stesso punto con metodi diversi. Di base, davanti hai un’altra persona, e alle persone piace essere ascoltate.

Non è difficilissimo: ti siedi e ascolti. Sorridi. E ascolti. Non serve neanche che tu faccia delle domande, le persone a volte rivelano di sé molto più di quanto intendono, se si trovano su terreno ricettivo. E così hai anche il vantaggio di raccogliere informazioni su di lui: magari capire se ti interessa veramente o no. ¶ Leggi il resto…

Guida al flirt #2: Abbigliamento

Dovrebbe essere un no-brainer, come dicono gli anglosassoni: una cosa che non richiede l’uso del cervello.

- Non ti mettere cose troppo strette e scomode.

- Non ti mettere la minigonna se devi passare la serata a tirarla giù perché ti sale.

- Non ti mettere maglie troppo scollate se poi stai lì a sistemarle.

- Non ti mettere i tacchi alti se non ci sai camminare o ti fanno male i piedi.

Insomma, cerca di stare comoda. Una donna a disagio è poco sexy, a meno che non sappia riderci su, ma anche per quello ci vuole talento, e comunque sei scomoda. La cosa che si dice degli uomini, in media, è che non fanno caso a come sei vestita, comunque non nel dettaglio: notano solo come ci stai dentro.

Puoi dunque indossare quello che ti pare, a patto che tu ti ci senta bene.

¶ Leggi il resto…

Guida al flirt #1: Fase preliminare

Cosa vai in giro a cercare uomini se ti fai schifo? Soprattutto, come pretendi di piacere a loro, se tu non ti piaci? Guarda che la favola della bruttina nell’angolo che viene notata dal superfigo al centro della scena è una favola. Roba da film. Continua a frignare che hai il sedere grosso, il naso storto, i polpacci a pagnottella, cinque chili di troppo, dieci, sono quindici che faccio lascio? Continua pure a paragonarti sfavorevolmente ad ogni gnocca che vedi, chi ti ferma.

Ma sappi che questo reca gravissimo danno alla tua autostima, e di conseguenza alla sicurezza in te stessa. Non si flirta con una che ha scritto negli occhi “Portami a casa, costo poco, non sporco, ti sarò grata di ogni grattino”.

Per flirtare in maniera efficace, devi sentirti attraente.

Non gnocca da concorso, non Velina da provino, non modella photoshoppata: attraente. Una che attrae, per le ragioni più disparate: a volte basta anche solo un tono di voce suadente, uno sguardo, delle belle mani. Sei stai sempre lì a dirti che devi perdere peso, che questo non va e quell’altro neanche, perdi tempo, sprechi energie, non sei efficiente. E fai anche un po’ due palle, lasciatelo dire fuori dai denti. A che ti serve essere gnocca, se sei noiosa?

¶ Leggi il resto…

L’ospite della settimana: Giulia Blasi

giulia

Acuta osservatrice delle “imperdonabili gaffe del maschio sotto (e sopra) le lenzuola”, Giulia Blasi è l’autrice del libro che vedete qui accanto. Ce ne parla su Grazia di questa settimana e noi del blog, che non potevamo perdonare a una blogger veterana di snobbarci per la carta, l’abbiamo letteralmente implorata di produrre un mini-manuale di corteggiamento. Ne è uscito un capolavoro in cinque, imperdibili puntate in esclusiva per il blog di Grazia. Come dire, se “la verità è che non gli piaci abbastanza” e non capisci perché, te lo dice la Guida al flirt.

Io ai giapponesi non ci credo

giulia blasi
Secondo me sono stati inventati per far ridere il resto del mondo.

No, scusate, ma voi cosa mi dite di un popolo che per sfuggire alle aggressioni per strada si traveste da distributore di bibite?
(Via Scanner)

Il ballo dello zombie

Avete meno di venti giorni per prepararvi: il 27 ottobre si celebra Thrill the World. Trattasi di un tentativo di entrare nel Guinness dei Primati tramite balletto planetario: tutti insieme, proprio il 27 ottobre, e contemporaneamente, i partecipanti alla manifestazione dovranno eseguire la celeberrima coreografia del video di Michael Jackson.

Chissà se parteciperanno anche loro. E loro.

(via Yesbutnobutyes)

Camere separate

Ho trovato (via Scanner, sempre sia lodato) un articolo che mi ha stimolato un piccolo sorriso. Un po’ di tempo fa, Silvia parlava di case separate, raccogliendo i commenti di diverse persone che, se non erano direttamente praticanti, trovavano l’idea quantomeno interessante. Adesso viene fuori che la tendenza rampante fra le coppie americane (o quantomeno fra quelle dotate di un certo reddito) è farsi costruire una casa sola con due camere da letto separate*.

Non è questione di cattivi rapporti fra coniugi. Anzi: dividersi per dormire, in alcuni casi, è salutare per la coppia. Specialmente se lui russa, lei si agita, lui si scopre, lei parla nel sonno, lui si alza, lei legge di notte e via dicendo. La vita sessuale non c’entra, anzi, può addirittura trarne beneficio (”Da me o da te?”, come ai tempi del corteggiamento). E i coccoloni che però a dormire insieme soffrono possono sempre ritagliarsi un momento riservato alle tenerezze prima di dirigersi verso il proprio santuario. Insomma, a poterlo fare, è un’ipotesi consigliata.

A casa mia, ovviamente, il posto per un’altra stanza non c’è. Ma anche se ci fosse, devo fare una confessione: quando, per qualsiasi motivo, devo dormire da sola, dormo male. Il mio compagno di letto è un coacervo di disturbi del sonno: parla, si agita, russa, si alza e ruba le coperte. Io, a mia volta, parlo, mi agito, si dice che a volte russi, mi alzo e rubo le coperte. Non so se sia per quello che riusciamo a dormire insieme, ma ne dubito, perché i nostri disturbi non sono mai sincronizzati (se io faccio fatica a dormire, lui russa; se io parlo, lui coincidentalmente è sveglio e si fa delle gran conversazioni con me che il giorno dopo non mi ricordo nulla). Un po’ ho fatto l’abitudine al suo russare, e neanche lo sento più, un po’ ho veramente il sonno pesante. Insomma, se mi capita di svegliarmi di notte (perché ho avuto un incubo o per i normali cicli del sonno), è confortante trovarlo lì che ronfa leggermente e nel sonno si gira per abbracciarmi. Ho spesso desiderato una stanza-studio tutta mia, à la Virginia Woolf, per leggere, scrivere e ascoltare musica. Ma un letto tutto mio, no.

Ecco il perché del piccolo sorriso.

* L’articolo è sul New York Times online e potrebbe richiedere la registrazione.

La babysitter più brava d’America

E’ un uomo.

Si chiama Ryan, ha ventiquattro anni, è gay e con i bambini ci sa veramente fare. Al punto che i genitori dei bambini che gli sono affidati passano la voce agli amici, e il cellulare dell’aspirante attore/cantante/whatever perso a New York squilla in continuazione. Ryan, a differenza della maggioranza delle tate, non si limita a scaricare i pupi nella buca della sabbia del parco più vicino: gioca con loro, li fa disegnare con i gessetti sul marciapiede, si inventa storie e attività e non li fa guardare la televisione.
Come qualsiasi altro ventiquattrenne americano, Ryan the Manny ha un MySpace.
Ricordatevi di lui, la prossima volta che vi capiterà di pensare che gli uomini/gli uomini gay/gli uomini gay giovani non possono sapere come cavarsela con i ragazzini.

 Page 1 of 2  1  2 »

I più commentati

  1. Dietro ai colori... Bianca (820)
  2. Asili, scuole materne e altri locali di aggregazione per noi papà (617)
  3. Padre in stand-by (299)
  4. Aperitivo di Grazia, l'aperitivo più esclusivo dell’anno! (288)
  5. Spiaggia: il problema del cambio costume “on the fly” (281)

I più amati

  1. Aperitivo di Grazia, l'aperitivo più esclusivo dell’anno!
  2. Si chiama WEB FASHION TV, ma è sempre Grazia
  3. Essere fedeli senza smettere di vedere l’altra: è la (bieca) LEGGE dell’ex
  4. Cava di Fantiscritti
  5. Giardino dei tarocchi
  6. La mia nuova vita digitale
  7. Brivido freddo
  8. Il cuore in cielo, le mani nel mondo. La formula della FELICITÀ
  9. Sapevate che quelli di Internet si “alimentano” con i feed?
  10. Meglio non farsi illusioni su quelli abituati a dire: «Adesso vedo»