Diciamo che l’hai ascoltato, e molto bene, e non c’erano segnali di pericolo. Tutto è in ordine e l’uomo ti piace. Allora tieni presente una cosa: l’uomo moderno difficilmente corteggia. Insegue, sbava, si incasina, assedia, ma come corteggiatore è scarsino. Non si fa avanti per paura di essere respinto, non considera il rifiuto come parte fisiologica del processo di ricerca di una partner adatta, ha l’autostima fragile.
Se vuoi il maschio virile peloso e decisionista, sappi che ha delle controindicazioni notevoli: spesso è stronzo, prepotente e possessivo. Se invece preferisci orientarti su uno la cui idea di mascolinità suprema non sia sgozzare cervi a mani nude nella Foresta Nera, un modello più casalingo calcio-lavoro-hobby, sappi che se sei timida tu lo è anche lui.
Non aspettare all’infinito che faccia il primo passo, perché potreste ritrovarvi a trascinare la faccenda per un tempo insostenibile. Usa il linguaggio del corpo, e usalo bene: stabilisci un contatto fisico, avvicinati, piazzati a tiro di bacio, sono cose che si imparano alle medie. Alle superiori, to’.
Se lui ti gira intorno da mesi, ma non fa il primo passo, non sempre è perché non gli interessi abbastanza, come dice il celebre manuale: tante volte è solo strizza.
Buttati, donna. Alla peggio, avrai eliminato un pusillanime o un perdigiorno, e il vantaggio è che difficilmente lui potrà vantarsi al bar di non averti voluta baciare. A meno di farsi prendere per fesso.


































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