Sta per arrivare un nuovo anno. Tutto sarà come prima, sentenziano i soliti scettici. No, le cose miglioreranno, è la tesi degli inveterati ottimisti. Mentre per i pessimisti… non c’è fine al peggio!
La lezione, tristissima, mi è stata impartita, qualche giorno fa, da un taxista. Chiacchierando del fatto che manca poco a Capodanno mi ha citato un proverbio del suo paese che, tradotto dal pugliese stretto, significa sinteticamente: cambiare è peggiorare! In qualche modo rimanda al più famoso “chi lascia la strada vecchia per la nuova ecc. ecc.”, ma con un’aggravante. Quella era una tesi razionale, realista, che si limitava a constatare quello che tutti sappiamo e cioè che effettivamente “si sa quello che si lascia, ma non quello che si trova”: okay, e allora? È un azzardo, ma può funzionare. Ma che la saggezza popolare sancisca che, per definizione, ogni cambiamento peggiora solo la situazione precedente è orribile, deprimente. È la negazione di ogni progresso, andrebbe vietato di dirlo ai bambini…




































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