Grazia Perché non puoi aspettare

Articoli taggati "bambini"

Non sarà il migliore dei mondi… ma BENVENUTI, bambini 2010!

Sta per arrivare un nuovo anno. Tutto sarà come prima, sentenziano i soliti scettici. No, le cose miglioreranno, è la tesi degli inveterati ottimisti. Mentre per i pessimisti… non c’è fine al peggio!

La lezione, tristissima, mi è stata impartita, qualche giorno fa, da un taxista. Chiacchierando del fatto che manca poco a Capodanno mi ha citato un proverbio del suo paese che, tradotto dal pugliese stretto, significa sinteticamente: cambiare è peggiorare! In qualche modo rimanda al più famoso “chi lascia la strada vecchia per la nuova ecc. ecc.”, ma con un’aggravante. Quella era una tesi razionale, realista, che si limitava a constatare quello che tutti sappiamo e cioè che effettivamente “si sa quello che si lascia, ma non quello che si trova”: okay, e allora? È un azzardo, ma può funzionare. Ma che la saggezza popolare sancisca che, per definizione, ogni cambiamento peggiora solo la situazione precedente è orribile, deprimente. È la negazione di ogni progresso, andrebbe vietato di dirlo ai bambini…

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Giorno e notte con Marzullo

Dialoghi interiori della mamma di un bambino con autismo

Vivere con Tommaso, mio figlio di quasi 12 anni, è come essere in un eterno programma di Marzullo che dura notte e giorno: fai continuamente delle domande e ti devi dare le risposte, perché Tommaso non parla né mai parlerà. Fra di noi c’è relazione, c’è comunicazione, ma la sua condizione di bambino con autismo gli ha negato il dono della parola. Quindi uno deve fare tutto il dialogo, botta e risposta, protagonista e antagonista, tutto nella propria testa, che è probabilmente quello che fa anche Tommaso nella sua, ma ognuno per conto proprio.
Ovviamente il fatto di non parlare non è l’unico problema di Tommaso: dai test la sua età dal punto di vista cognitivo è di circa 2 anni; esprime bene i suoi bisogni e i suoi desideri, come andare in bagno, indicare il SI’-NO (risultati ottenuti grazie al lavoro certosino e incredibile delle sue insegnanti negli anni), e soprattutto MANGIARE, sempre, di tutto, con estremo e visibile piacere.

Tommaso è un bambino semplice da gestire: non chiede le scarpe da ginnastica con il marchio alla moda, non si lamenta per la paghetta troppo bassa, non si picchia con i compagni di scuola, non vorrà mai il motorino, non critica noi genitori, non ci giudica per le scelte che facciamo. Detto così, care le mie amiche, la mia è una condizione invidiabile. Ma qui torna il fantasma di Marzullo: noi genitori facciamo il doppio della fatica, facciamo anche la sua parte, decidiamo per lui e interpretiamo i sui desideri, il suo presente, il suo futuro che sarà sempre, inevitabilmente, legato a quello di un adulto. D’altra parte, lascereste andare in giro da solo per strada un bambino di 2 anni che non sa dire dove abita o come si chiama?

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Bambino Latino

Chi si aggira per qualsiasi parco londinese al mattino è solito vedere gruppi di mamme che spingono il passeggino correndo. A prima vista sembrerebbero tutte delle esaurite in situazione d’emergenza (donne che all’improvviso hanno ricordato di aver lasciato i fornelli accesi o la porta di casa aperta). In realtà frequentano i corsi Buggy Fit, ovvero jogging ed esercizi da ripetere mentre si spinge il proprio neonato. Sono efficaci e divertenti e anche i bimbi, che rimbalzano su e giù come se galoppassero sopra un cammello, sembrano spassarsela.

Le lezioni sono pesanti (livello Ufficiale e Gentiluomo, direi) e chi vi scrive perse i chili di troppo frequentandole dopo la nascita della prima figlia. Ma quando poco dopo nacque anche la seconda decise che non aveva tempo né energie per una sfacchinata del genere. La scelta invece è ricaduta su Bambino Latino.

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Homeschoolers nella prateria

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Durante la nostra esperienza di homeschoolers abbiamo passato mesi a passeggiare nei boschi raccogliendo campioni da esaminare a casa. Ad ascoltare il canto degli uccelli cercando di identificarli. A leggere, a dipingere, ad informarci sugli argomenti che di volta in volta ci interessavano. Ad impastare, cucinare, pasticciare, sperimentare. A giocare con i vicini di casa quando rientravano da scuola.

Abbiamo potuto goderci il lago, la biblioteca, i musei in orari in cui non c’era nessuno. Andare al mare quando piaceva a noi, senza dover aspettare le vacanze. Abbiamo visitato le fattorie vicino a casa nostra, imparando come vengono munte le mucche o come vengono tosate le pecore. Abbiamo lavato, filato e lavorato la lana. Abbiamo coltivato il nostro orto imparando, insieme, come prenderci cura delle piante, come cucinarle o conservarle per l’inverno. Abbiamo fatto sughi, marmellate, conserve di ogni tipo. ¶ Leggi il resto…

Bimbo a bordo, come sopravvivere con stile alla gravidanza

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Esce oggi nelle più importanti librerie Bimbo a bordo, di Barbara Sgarzi, un libro per chi pensa ancora che “fare figli è ancora la cosa più naturale del mondo”, sebbene oggi sembri più complicato che far decollare uno shuttle…

Barbara, meglio nota in rete con il nick di Blimunda, è stata una delle blogger e delle commentatrici più attive e apprezzate di questo blog, soprattutto per aver raccontato in maniera allegra e briosa la sua gravidanza. Ed è proprio da quello scambio con future mamme come lei, insicure e piene di dubbi e stufe di sentirsi dire “Cara! Da dietro sei uguale!”, che è nato “Bimbo a bordo”, edito da Morellini editore.

Ma chi meglio dell’autrice può raccontarci questo libro? Ho contattato Barbara in Liguria, da cui, nonostante una connessione internet a carbone, mi ha subito risposto.

Per quale motivo hai deciso di scrivere Bimbo a bordo?
Perché sono rimasta incinta a sopresa, dopo aver militato per anni nella gloriosa fazione delle childfree più convinte. E quindi in gravidanza mi sono sentita confusa, sola, di pessimo umore, insicura, lamentosa e in piena crisi da “Oddio, adesso cosa faccio?”. Spesso questi stati d’animo si susseguivano nella stessa giornata, senza soluzione di continuità. Parlandone sul blog ho trovato molte amiche che mi hanno aiutato a superare quei momenti bui, per cui spero che questo libro possa servire ad altre donne. Anche solo per farsi due risate, che quando hai la taglia di un capodoglio e poco altro da ridere, non fanno male.

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Ricetta per la merenda dei bambini

La merenda è un pasto molto importante per i bambini. Il languorino che viene loro a metà pomeriggio è l’occasione giusta per proporgli degli alimenti ricchi di nutrimento ma anche leggeri, che non ostacolino l’appetito per la cena ma che diano il “carburante” giusto per i loro movimenti e per la crescita.

La cosa ideale è proporre loro della frutta di stagione arricchita con qualche ingrediente in più, giusto mix tra vitamine, fibre e carboidrati.

A questo proposito vi segnalo due ricette per bambini di almeno un anno, età nella quale si può introdurre il latte vaccino.

Porridge di avena e mela
Cuocete due cucchiai di fiocchi d’avena in un bicchiere e mezzo di acqua, per 5 minuti mescolando il composto. Versare il composto in una coppetta, diluire con mezzo bicchiere di latte freddo e aggiungere mezza mela grattugiata. Addolcite con pochino di zucchero di canna (mezzo cucchiaino circa), oppure con una punta di miele per i bambini anche più grandi (13-14 mesi).

Mousse di frutta
Cuocere della frutta tagliata a dadini (mezza mela o mezza pera) con un po’ d’acqua, di zucchero di canna (o miele) e di succo di limone. Passate al mixer o al passaverdura se i vostri bambini non hanno ancora i dentini oppure servite così com’è, una volta intiepidita.

Attenzione! Il miele è un alimento con molte proprietà positive, ma si consiglia di non inserirlo nella dieta dei piccoli prima dei 12 mesi, per il pericolo del botulino infantile e per il suo potere allergizzante sui soggetti predisposti.

Baby-shopping di primavera


Ho sempre avvertito, forte e irrazionale, l’impulso allo shopping primaverile, anche quando ancora fa freddino e di certo non sarebbe il momento di indossare le camicette leggere proposte nelle vetrine.
Con il tempo questa “malattia” non è passata, anzi,

da quando sono mamma sono attratta ancora di più dai negozi per bambini, forse spinta, e in parte anche confortata, dal fatto che gli abiti dell’anno prima non saranno più giusti e che quindi è sacrosanto comprarne di nuovi!

Da poco concluso Pitti Bimbo a Firenze per le tendenze moda autunno-inverno, i negozi in questo periodo si stanno “rivestendo” di nuova luce grazie agli arrivi per la primavera-estate. Cosa vedremo nelle vetrine per i più piccoli? Direi un po’ di tutto, perché il periodo della “moda totale” si è chiuso negli anni ’80, e quindi oggi i marchi si muovono con molta più libertà e fantasia. Possiamo però tracciare alcune tendenze, per non rischiare di essere davvero “fuori tema”.

Partiamo dal colore: allegro, pop, giocato con stampe e applicazioni, oppure con i tessuti monocromatici, a volte con influssi etnici. La collezione Brooksfield Junior abbina il sempre eterno bianco di jeans o polo, a capi dai colori sgargianti, come bermuda verde erba, felpe gialle, pantaloni turchesi. Forme classiche, riviste in chiave vivace. Anche Guru Gang e Diesel propongono l’allegria di stampe e dettagli, declinati nel consueto spirito trend dei due marchi.

Ancora in grande spolvero, come negli ultimi 2 anni, i colori bianco-grigio-nero per i bambini, colori che fino a qualche anno fa erano da considerare solo per gli adulti. Li troviamo sugli abitini di Simonetta ma anche quelli di Il Gufo e Patrizia Pepe, perfetti per le cerimonie della primavera e per tutte le occasioni eleganti.

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Mamme e bambini

Qualche giorno fa ha aperto ufficialmente il nuovo sito per tutte le mamme e i bimbi al passo con i tempi. Il nuovo product-blog è un collettore di prodotti curiosi e alla moda dedicati ai bambini, di consigli su laboratori creativi e spettacoli, fonte di ispirazione e divertimento per tutti i genitori con la voglia di qualche cosa di speciale per i propri figli… e per se stessi.

Nato dalla volontà di due amiche di professione designer, Mamme e Bambini si pone come lʼanello mancante tra il self-blogging e quellʼarchivio utile ad ogni genitore per tenere traccia dei nuovi trend nazionali e internazionali riguardanti il mondo dellʼinfanzia.

identità

pronto? pronto?
funziona?
buongiorno signore belle
sono paolino

sono un digital native
non tanto perché appartengo alla generazione di quelli che nascono e crescono con tecnologie digitali sotto mano
sono un nativo digitale nel senso che sono nato qui

l’identità digitale è una figata
posso essere quello che voglio
che ne so, posso essere giulio andreotti su feisbuc
oppure mi iscrivo come paolino, ma dico che ci ho vent’anni
e posso pure sembrare molto bello perché la foto che ci metto è fantastica
con fotosciop è facile sembrare belli
ed è più veloce che mettersi allo specchio e darsi una pettinata
o almeno così mi dicono
poi prendo la foto bellissima e cerco una fidanzata su mìtic
la mia scheda? mi piacciono un sacco di cose che invece no, ma se dico di si poi rimorchio di più
vi è mai capitato un appuntamento con quelli che poi invece non erano come dicevano?

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I BAMBINI sono terribilmente di destra. I padri sempre meno

La politica non c’entra. Dico che i padri stanno diventando “di sinistra” per modo di dire: nel senso che il politicamente corretto sta vincendo, il padre ormai è una figura sempre più femminile e de-virilizzata, tanto che le frontiere della modernità ne palesano o quasi l’eliminazione. Pensa solo all’inseminazione artificiale e alla banca del seme: ormai ci prospettano come una specie di ibrido, diviso tra un surgelato riproduttivo e un toro da monta. La sacralità del padre è scomparsa.

Dici che ho visto troppi film, e che straparlo sempre di lealtà, di coraggio, di sangue, di lotta, di valori arcaici e viscerali. Può essere. Però ti vedo, al cinema: anche tu, alla fine, come tutti, grandi e piccini, sussulti per film ridondanti le stesse cose: eroismo, selezione, competizione, vendetta, gerarchia, premi, punizioni, dovere, dignità, onore. Tutta roba che fuori dal cinema, poi, indichi al tuo bambino come deleteria. A lui insegni altre cose: a crearsi una mistica della tolleranza e dell’accettazione dell’altro, la bontà universale, queste cose. Ma i bambini sono bambini, sono veri, e giocando coi soldatini non faranno mai concertare indiani e cowboy, non scambieranno mai segni di pace tra mostri intergalattici: li faranno scannare tra loro.
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