Non ricordo più l’ultima volta che ho mangiato perché avevo fame. Dovevo essere una bambina. Perché da allora, pare come la stragrande maggioranza degli abitanti del mondo occidentale o comunque come moltissime delle donne che conosco, ho mangiato spinta da motivazioni completamente diverse.
Perlopiù dalla banale voglia di mangiare, dal piacere di masticare, un po’ come i bambini con il ciuccio o gli adulti con le sigarette. Io mangio in continuazione (adesso per esempio, sto sgranocchiando delle noccioline). Faccio due colazioni (una a casa, una in redazione, entrambe molto abbondanti), un pranzo, una cena, più una quantità di intermezzi, in cui mi abbuffo di snacks, crackers, biscotti, caramelle… Per non parlare di cioccolata e cioccolatini con cui ho un rapporto di vera dipendenza psicologica (e se me ne mangiassi uno di quelli rimasti dai regali di Natale?). La disgrazia è che tendenzialmente non ingrasso (però neppure dimagrisco, ovviamente), non ho i brufoli, non soffro di mal di stomaco…
Certo, se pesassi qualche chilo in meno, potrei osare un po’ di più nel vestire, ma questa non riesce ad essere una motivazione sufficiente per rinunciare al mio “peccato” (consolatorio, sostiene Tiziana, il nostro caporedattore, che è affetta dalla stessa sindrome: ma ci stiamo consolando di che? Forse dovrei offendermi). Comunque tutte le volte che penso “adesso basta”, è peggio perché poi mi avvento sul cibo come una fidanzata sull’ex mai dimenticato e finisce che ordino la cassola al ristorante.
Convivo quindi da molti anni con il senso di colpa perché, facendo il mestiere che faccio, ho letto migliaia di articoli sull’importanza di una corretta alimentazione… Per non parlare della moda. Settimana prossima, per esempio, ci saranno le sfilate e io sarò costretta a convivere con donne magrissime ed elegantissime, che indossano vestiti taglia Barbie. Come non bastasse, la mia amica Francesca, reduce da un viaggio in Giappone, mi ha raccontato che i giapponesi (che, lottatori di sumo esclusi, sono tutti magri, sani, estremamente longevi e molto chic) non solo mangiano poco, ma considerano proprio spiacevole, brutto, addirittura di cattivo gusto servire piatti troppo ricchi e pieni.
¶ Leggi il resto…