Grazia Perché non puoi aspettare

Articoli taggati "25 novembre"

Questa pagina non è per voi, ma per i vostri MARITI

Questa volta, care lettrici, non mi rivolgo a voi, ma agli uomini della vostra vita. Cari fidanzati, sposi, figli o padri, che ci amate e vivete con noi, potreste per favore darci una mano? Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza alle donne: vogliamo parlarne?

Lo so, voi non c’entrate niente, mai alzato neanche un fiore contro una donna, figuratevi un pugno… Vi credo sulla parola, però i dati trasmessi dal ministero delle Pari opportunità sono inquietanti e non li snocciolo solo per non turbare nessuno. Vi basti sapere che, in Italia, una donna su tre ha subito, nella sua vita, violenza e che l’Onu ha calcolato che, nel mondo, capita ogni 8 minuti…

Se volete documentarvi meglio, internet è, come sempre, una fonte infinita di informazioni e YouTube anche di video che raccontano, per immagini e quindi per emozioni, una situazione inimmaginabile per i più sani tra voi. Se siete dei ragazzi sensibili, e noi sappiamo che lo siete, evitate quelli più crudi, però ve ne racconto uno, che vi consiglio. È una sorta di spot che inizia con una domanda semplice semplice: quale è la principale causa di violenza nel mondo?

Mentre sullo schermo scorrono le immagini più ovvie e tristi, arrivano le risposte: la guerra, il razzismo, gli estremismi… o semplicemente il fatto di nascere donna. E poi inesorabile c’è la sequenza delle infamie a cui sono sottoposte troppe donne, in tutto il mondo: stupri, compravendita di corpi, mutilazioni genitali, violenze domestiche… Chi sarà la prossima? È la crudele domanda finale. Tua madre? Tua sorella? Tua figlia?

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Sadici, insicuri o animali da branco. E tutti pronti alla violenza. Sono questi, oggi, gli UOMINI che odiano le donne

Da dieci anni, in tutto il mondo, il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Si tratta di un’occasione nobile per stabilire un principio (le donne non vanno toccate), ma, purtroppo, senza nessuna possibilità di risolvere un problema antico e tuttora di larghissima diffusione.

Episodi di violenza di questo genere sono, infatti, così frequenti che è già dimenticato l’episodio accaduto pochi giorni fa a Silvi, un centro balneare in provincia di Teramo. Un pregiudicato, lasciato dalla sua compagna, prima l’ha molestata al punto da guadagnarsi gli arresti domiciliari per stalking, poi ha violato la consegna giudiziaria, raggiungendo la donna, insieme con il suo nuovo amico, e ha ferito entrambi in modo gravissimo.

Le violenze contro le donne sono in realtà molto più diffuse di quanto non sappiamo.

Alessandra Graziottin, sessuologa a Milano, mi dice che il 70 per cento delle vittime non denuncia l’aggressione, temendone i risvolti negativi di due tipi: la vendetta del denunciato (o dei suoi amici) e il sospetto, successivo alla solidarietà dei primi giorni, che sotto sotto la vittima sia andata a cercarsi l’incidente con qualche comportamento allusivo.

Le esperienze più dolorose capitano alle ragazze violentate in compagnia del proprio fidanzato. Nei primi tempi la coppia è unitissima, poi un tarlo comincia a scavare dentro di lui elo allontana da un corpo che egli non sente più completamente suo. Sensazione terribile, ma, purtroppo, molto realistica, con le conseguenze che si possono immaginare sulla psicologia delle donne. ¶ Leggi il resto…

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