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<title>Grazia</title>
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<description>Perché non puoi aspettare</description>
<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:51:11 +0000</pubDate>
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<title>Se il mondo sta cambiando, è anche merito delle SIGNORE</title>
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<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:51:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>vera montanari</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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<description><![CDATA[Dopo tanti anni ancora non ho capito se è la moda che influenza le donne o viceversa. Quindi non so se quel che si vede sulle passerelle è solo frutto della creatività degli stilisti o la consacrazione di quello che sta già avvenendo nella vita reale.
Questa lunga premessa per dire che il prossimo inverno si [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo tanti anni ancora non ho capito se è la moda che influenza le donne o viceversa. Quindi non so se quel che si vede sulle passerelle è solo frutto della creatività degli stilisti o la consacrazione di quello che sta già avvenendo nella vita reale.</strong></p>
<p>Questa lunga premessa per dire che il prossimo inverno si vedranno in giro, mi verrebbe da dire finalmente, un sacco di signore perbene. Sarà stata la crisi, la voglia e il bisogno di una nuova austerità o più semplicemente i normali corsi e ricorsi della moda, fatto sta che dopo anni, che dico, decenni di donne super sexy al limite del pornografico, professioniste della seduzione in stiletto e guêpière 24 ore al giorno, si è tornate a quelle che le nostre mamme chiamavano le vere signore. </p>
<p>Sofisticate, eleganti di un’eleganza classica, fatta di tagli sartoriali e tessuti di qualità, di dettagli che magari non si notano a prima vista, ma che fanno la differenza. E trucco e capelli si adeguano: via ogni eccesso, per fare bella una donna bastano rimmel e rossetto, mentre i capelli sono raccolti in uno chignon o al massimo, se proprio volete sembrare più sbarazzine, in una bella coda. </p>
<p>Noiose? Va be’, allora peggio per voi: continuate a giocare alla dominatrice e a inguainarvi in vestiti di una taglia inferiore alla vostra che non lasciano nulla all’immaginazione, ma poi non scrivete in lacrime alla nostra Victoria Cabello perché la vostra vita sentimentale è una catastrofe&#8230; Poveri uomini, cercano di farcelo capire in tutti i modi che li spaventiamo e li facciamo sentire inadeguati, non pensate che sarebbe meglio intervenire almeno sul look ed evitare ogni esagerazione? La donna dell’inverno 2011, che esce dalle sfilate del prêt-à-porter, e questa è una vera notizia, non frequenta più solo party (o camere da letto) e può perfino, con il suo bel tailleur, il tubino chic, ma che non necessariamente richiede la quarta di seno, e le décolletée a mezzo tacco (!!!), andare in ufficio e sedersi ad una scrivania senza scatenare improprie reazioni ormonali nei colleghi maschi. </p>
<p><span id="more-14299"></span></p>
<p>Insomma, quando ho visto sfilare a Milano e poi a Parigi parecchi cappotti color cammello, qualcuno perfino con la martingala, ho capito che il mondo sta davvero cambiando e che si può sperare nel futuro. D’altronde, un segnale forte era arrivato già da Hollywood: una donna ha vinto, per la prima volta nella storia, l’Oscar alla regia. Ne siamo più che entusiaste, anche se <a href="http://www.graziamagazine.it/people/hollywood/oscar-donna-kathryn-bigelow">Kathryn Bigelow</a> non è certo un modello alla portata di tutte. Perché è troppo, in tutti i sensi. Troppo alta: con il suo metro e 82 più tacchi svettava su qualunque maschio da red carpet. Troppo bella, con quella faccia non liftata e i suoi strepitosi (quasi) 60 anni.<br />
Troppo brava: vi ricordo solo un titolo, Point Break, e non aggiungo altro. Troppo elegante: dopo aver ricevuto la statuetta e aver stracciato con The hurt locker il mega campione di incassi Avatar, del suo ex marito James Cameron, lo ha coperto, in ogni intervista, di complimenti e ringraziamenti. Una vera signora.</p>
<p><strong>E troppo cool: il suo fidanzato ha 20 anni meno di lei&#8230; Che mito.</strong></p>
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<title>Da oggi chi TRADISCE è ufficialmente uno sciocco (sempre meno di chi si fa beccare)</title>
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<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:58:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Anselma Dell'Olio</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Piero Marrazzo]]></category>

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		<category><![CDATA[scandali sessuali]]></category>

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<description><![CDATA[Gli uomini che tradiscono sono più scemi degli altri? Lo sostiene il professor Satoshi Kanazawa della London School of Economics, un’università tra le più rispettate. Forse si scoprirà, un giorno, che i maschi infedeli non sono poi i meno intelligenti. Però è verosimile. Non siamo economisti, né psicologi dell’evoluzione come lo studioso, ma se si [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Gli uomini che tradiscono sono più scemi degli altri? Lo sostiene il professor Satoshi Kanazawa della London School of Economics, un’università tra le più rispettate. Forse si scoprirà, un giorno, che i maschi infedeli non sono poi i meno intelligenti. Però è verosimile. Non siamo economisti, né psicologi dell’evoluzione come lo studioso, ma se si chiede il parere di un qualsiasi gruppo di donne, c’è da scommettere che sono d’accordo con Kanazawa. </p>
<p>Basti pensare ai celebri scandali che hanno fatto la gioia dei quotidiani seri, ai quali non dispiace per niente alzare la tiratura sbattendo l’augusto deficiente priapico in prima pagina. Negli Anni 60 ci fu lo scivolone di John Profumo, ministro nel governo di Harold MacMillan, che s’incontrava con una squillo d’alto bordo, Christine Keeler. Non solo era sposato con l’attrice Valerie Hobson, il ministro, ma l’escort faceva divertire al contempo anche un attaché militare dell’ambasciata sovietica, in piena paranoia politica da Guerra Fredda. Il ministro (della Guerra!) dovette dare le dimissioni: principalmente perché aveva mentito  alla Camera dei Comuni riguardo alla relazione. Distrusse la sua famiglia, la sua carriera, quella della moglie, la Keeler (fece nove mesi in prigione), il medico che gliela presentò (si uccise) e quella del Primo Ministro, costretto alle dimissioni per il peggioramento del suo già cagionevole stato di salute, dopo mesi di titoli sui giornali del mondo intero. Nel 2008, Eliot Spitzer, governatore dello Stato di New York, si è dovuto dimettere quando è stato scoperto che s’intratteneva con un costosissimo giro di prostitute per vip: in sei mesi ha speso 15 mila dollari per sette incontri e ha usato pure i fondi della campagna elettorale per pagare stanze da 400 dollari a notte. Mosse non proprio geniali per un politico che si era fatto un nome come procuratore capo, facendo anche una crociata contro la prostituzione organizzata. Spitzer, come Profumo, era figlio del privilegio: ottime scuole, splendidi voti, cursus honorum invidiabile, mogli eleganti e solidali, un futuro radioso.<br />
In Italia, in tempi non lontani (era il 2007), un parlamentare sposato, con figli, dell’Udc (partito cattolico per eccellenza) si è coperto d’ignominia quando si è saputo che  si trastullava con meretrici e cocaina in un albergo della capitale. Nel 2009 è finito in disgrazia Piero Marrazzo, il presidente della Regione Lazio, ricattato per un video delle sue visite a un transessuale, con contorno di stupefacenti. Anche lui sposato, cattolico e padre di tre figlie. Non sono casi isolati: capitano tutti i giorni, in tutti i Paesi e non solo ai famosi. Forse, bisogna distinguere tra quoziente d’intelligenza (sulla carta) e intelligenza emotiva.<br />
<span id="more-14289"></span></p>
<p>I fedifraghi sciocchi e titanici sono scemi istruiti. I secondi, quelli raziocinanti, che evitano di pestare bucce di banana vaste come autostrade, hanno anche carattere, buon senso e autocontrollo. Può darsi che il maschio fedele sia più evoluto rispetto al passato, in cui era pacifico che la donna fosse la pianta e l’uomo la farfalla che saltava di fiore in fiore. Ma la psicologia dell’evoluzione, come la scienza tutta, è fallibile. Le scoperte d’oggi sono spesso smentite il giorno dopo. Una cosa si sa, però, e senza spremere sette cervelli: quelli che cercano “le ruote di scorta”, tenderanno a cercarle sempre.<br />
Come nella storia del lupo, il pelo e i suoi stupidissimi, costosissimi vizi.</p>
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<title>Primavera: sei pronta?</title>
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<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:02:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>marina speich</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Grazia]]></category>

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<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://spreadsheets.google.com/embeddedform?formkey=dE51NmtseEI4cnhuU2dvVGlvN0M0Vnc6MA" width="480" height="4800" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0">Loading&#8230;</iframe></p>
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<title>Sapevate che quelli di Internet si “alimentano” con i feed?</title>
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<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:00:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>marina speich</dc:creator>

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<description><![CDATA[
Secondo giorno della mia nuova vita digitale. Oggi mi sono concentrata sull’aspetto tecnologico e umano. 
1. Tecnologico: Volete sapere da dove vengono le idee per i nostri articoli, quelle che proponiamo al direttore nella fatidica riunione di redazione del lunedì? Dalla lettura dei giornali (il più delle volte stranieri), dalle anteprime dei film, dai comunicati [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.graziamagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/feed-immagine.jpg" alt="feed-immagine" width="450" height="202" class="alignnone size-full wp-image-14199" /></p>
<p>Secondo giorno della mia nuova vita digitale. Oggi mi sono concentrata sull’aspetto tecnologico e umano. </p>
<p><strong>1. Tecnologico</strong>: Volete sapere da dove vengono le idee per i nostri articoli, quelle che proponiamo al direttore nella fatidica riunione di redazione del lunedì? Dalla lettura dei giornali (il più delle volte stranieri), dalle anteprime dei film, dai comunicati stampa su eventi, mostre, libri in uscita. O almeno così era fino a oggi. Perché, dopo due giorni di vita insieme ai miei nuovi amici di Internet (che lavorano al nostro sito), ho capito che le fonti delle notizie sono altrove. Ovvero: </p>
<p>a- i <strong>social networks</strong> (gruppi di persone connessi nella rete che segnalano siti, eventi, indirizzi sul web. Il trucco è di entrare nel gruppo giusto, che ha interessi simili ai tuoi e cercare amici che passino tanto tempo alla ricerca di notizie curiose e te le segnalino senza che tu debba scovarle. Comodo, rapido e furbo. Ma non sempre infallibile). Esempi? <a href="http://it-it.facebook.com/">Facebook</a> e <a href="http://friendfeed.com/">Friendfeed</a></p>
<p>b- i <strong>feed</strong>, letteralmente gli “alimentatori”, in pratica le rassegne stampa personalizzate sul web che ti raccontano in estrema sintesi una notizia (titolo e prime righe). L’idea è quella di creare un tuo elenco di siti che ti sembrano più interessanti per il tuo lavoro (dai giornali on line ai blog) e poi “seguirli” più volte al giorno. Una dieta a base di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feed">feed</a></p>
<p><strong>2. Umano.</strong> Qui la gente non ha nomi normali. Per esempio ho un mio nuovo amico che si chiama <a href="http://fermentigattici.net/">Gatto Nero</a>. «Un nickname che mi è venuto in mente quando, uscito da casa, ho visto un gatto nero. Mi sono detto che era una scemenza pensare che portasse sfortuna. Insomma, è un nome contro i pregiudizi superficiali». Poi c’è Succo: «Non sapevo come chiamare il mio blog. Quel giorno era iniziato male perché nel frigo non avevo trovato il mio indispensabile succo d’arancia. Da allora sono diventato Succo». Mi chiedo quale nickname possa trovare io, pensando a cosa ho fatto stamattina. “Neve”, perché oggi nevica? Oppure “Brioche”, perché le adoro e oggi le ho portate qui in redazione? Ma forse sceglierò “Similda”, protagonista di una <a href="http://www.itineraridelmistero.com/leggende/Il-giardino-delle-rose-di-re-Laurino.htm">leggenda</a> di una montagna in cui c’è una parte del mio cuore, il Catinaccio sulle Dolomiti.</p>
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<title>Il cuore in cielo, le mani nel mondo. La formula della FELICITÀ</title>
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<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:40:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>raul_montanari</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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<description><![CDATA[Un giorno, quando ero bambino, sono entrato nel salotto di casa e ho chiesto a mia madre e a mio padre che cosa vuol dire essere felici. 
Immaginatemi con un dito in bocca e l’orsacchiotto trascinato sul pavimento, anche se al posto dell’orso avevo un bambolotto che riempivo di pugni, invece di accudirlo come avrebbe [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un giorno, quando ero bambino, sono entrato nel salotto di casa e ho chiesto a mia madre e a mio padre che cosa vuol dire essere felici. </strong><br />
Immaginatemi con un dito in bocca e l’orsacchiotto trascinato sul pavimento, anche se al posto dell’orso avevo un bambolotto che riempivo di pugni, invece di accudirlo come avrebbe poi fatto mia sorella. Da tempo sentivo parlare della felicità, ma non sapevo di preciso cosa fosse. Diciamolo pure: non sapevo di essere felice. Perché in realtà lo ero, eccome!<br />
I miei hanno preso molto sul serio la domanda. D’altronde i bambini hanno questa capacità magica, un po’ irritante, di non dare niente per scontato e infilare i loro «Come?» e i loro «Perché?» nell’armatura delle nostre certezze, scoperchiandola.</p>
<p>Dopo un momento di silenzio, mia madre ha risposto: «Uno è felice quando è innamorato. Quando ama la persona giusta». L’ha detto senza sorridere, quasi con malinconia. D’altronde, vedete bene che nella sua risposta c’è una prima parte molto romantica, subito corretta dalla saggezza di chi ha vissuto.<br />
A quel punto stavo per rilanciare, chiedendo cosa vuol dire essere innamorati, ma mio padre mi ha preceduto: «Non è vero. Cioè, l’amore sarà anche importante ma una persona, per essere felice, deve anzitutto fare un lavoro che le piace». </p>
<p><span id="more-14165"></span></p>
<p>Mi intenerisce pensare che quel giorno entrambi rispondevano pensando a se stessi: mio padre non faceva il lavoro che avrebbe voluto fare e mia madre, credo, non era più innamorata. In ogni caso, io oggi direi che l’amore e il lavoro sono tutte e due condizioni necessarie, ma non sufficienti, per quella che chiamiamo felicità. Ma che mia madre abbia messo al primo posto i sentimenti, l’emozione di darsi all’altro, e mio padre qualcosa di molto più egoriferito come la soddisfazione del lavoro, mi sembra un buon punto di partenza per riflettere sulle differenze fra maschi e femmine.<br />
Ah. Mia nonna, che assisteva alla conversazione sferruzzando, ha aggiunto: «Bisogna anche stare bene in salute, perché della salute ti accorgi solo quando la perdi!».<br />
Non aveva torto neanche lei. </p>
<p>Amore, salute, lavoro; ecco ricreato da queste tre risposte così diverse il triangolo degli oroscopi. E soprattutto: la femmina pragmatica che viene a integrare la femmina romantica.<br />
Il cuore in cielo, lo sguardo e le mani nel mondo. E l’uomo? In mezzo fra queste due. O forse fuori, in disparte.<br />
Per conto suo, come al solito.</p>
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<title>Brivido freddo</title>
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<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 16:09:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>guy</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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<description><![CDATA[Non è un po’ fastidioso quando arriva una moda nuova nel panorama letterario? Sì, insomma, questo filone iniziato anni fa e che pare inesauribile, con tutti questi scrittori nordici… Delle due l’una, o nessuno ha mai pensato prima che esistessero autori in Scandinavia, oppure erano loro a non sapere come si scrive un giallo fino [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788874966721" class="alignleft" style="float:left" width="200" />Non è un po’ fastidioso quando arriva una moda nuova nel panorama letterario? Sì, insomma, questo filone iniziato anni fa e che pare inesauribile, con tutti questi scrittori nordici… Delle due l’una, o nessuno ha mai pensato prima che esistessero autori in Scandinavia, oppure erano loro a non sapere come si scrive un giallo fino a qualche anno fa.<br />
Scherzi a parte, esiste anche questa favolosa <a href="http://mag.sky.it/mag/serie_tv/2009/07/11/kenneth_branagh_wallander_roma_fiction_fest.html">serie TV</a> della BBC dedicata a Wallander (il protagonista dei libri di Mankell) che non solo è girata da veri maestri, ma ha uno straordinario Kenneth Branagh nei panni del poliziotto svedese. Che trova un valido collega nel danese Robin Hansen…<br />
Alba in un bosco nella campagna danese. Jacob Nellemann, brillante pubblicitario, cade a terra colpito a morte da una freccia. La vittima era in visita nella tenuta dell&#8217;amico di sempre, il ricco armatore - ed ex capitano delle forze speciali - Axel Nobel.</p>
<p>A Copenaghen l&#8217;ispettore capo Philipsen preferirebbe dedicarsi agli amati soldatini inglesi piuttosto che affrontare queste domande, ma deve affidarsi ancora una volta al commissario Robin Hansen, il &#8220;traditore&#8221; che ha scelto un comodo part-time per dedicarsi alla seconda moglie e alla sua nuova famiglia allargata. Hansen, del resto, si godrebbe volentieri gli ultimi scampoli delle vacanze ma accetta l&#8217;incarico: scapigliato come sempre, calzini spaiati e occhiaie da videogame, con lo sguardo sfuggente di chi è altrove, magari sull&#8217;adorata Cormoran, un quaranta piedi troppo spesso ormeggiato alla banchina. La sua indagine sconfina presto ben oltre la tesi dell&#8217;incidente di caccia e trasforma possibilità remote in probabilità evidenti, portandolo lontano, fin sull&#8217;Isola degli Orsi, nelle Svalbard, dove Nellemann e Nobel erano naufragati due anni prima in circostanze misteriose. In Norvegia Hansen viene catapultato in una realtà surreale e affascinante, abitata da uomini che osservano il cielo e studiano i misteri dei venti mentre il mare, piano piano, riporta a galla i pezzi di una storia che qualcuno vorrebbe tenere segreta.<br />
<a href="http://grazia.bol.it/libri/Il-passeggero/Steffen-Jacobsen/ea978887496672/" target="_blank">Il Passeggero</a>, dell’esordiente chirurgo Steffen Jacobsen, è un solido poliziesco, scritto con indiscutibile classe e che traccia una scia di sangue, tra soldi, onore e lealtà, nel mondo degli uomini ricchi, con milioni di dollari di azioni a disposizione e i loro avveniristici yacht. Non solo, è anche un ottimo sailboat novel, nella tradizione dei migliori di Bernard Cornwell.</p>
<p>Definito dalla critica come &#8220;una boccata d’aria fresca nella letteratura poliziesca danese&#8221;, Jacobsen dimostra un mirabile talento nel disegnare i suoi personaggi con solo pochi tratti caratteristici, e con un grande senso dell’umorismo. E il lettore in effetti viene attratto più dalla trama, da come l’investigatore affronta le situazioni, che dal desiderio di scoprire il colpevole. Che, nonostante appunto questa ormai insopportabile moda di scoprire scrittori gialli nordici, credo sia proprio quello ciò che cerca chi legge questo tipo di romanzi…<br />
Validissimo.</p>
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<title>La mia nuova vita digitale</title>
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<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:47:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>marina speich</dc:creator>

		<category><![CDATA[Internet]]></category>

		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

		<category><![CDATA[giornale on-line]]></category>

		<category><![CDATA[giornale tradizionale]]></category>

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<description><![CDATA[
Prendete una giornalista quarantenne, una di quelle abituate ad andare in giro con carta e penna, al massimo con il registratore digitale. Una che lavora nella redazione di “Grazia”. Buttatela in mezzo a quelli di Internet (cioè i suoi “colleghi” del sito www.graziamagazine.it). Otterrete: 
1- Una quarantenne depressa, perché la media ha 28 anni. 
2- [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.graziamagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/marina-speich.jpg" alt="marina-speich" width="450" height="299" class="alignnone size-full wp-image-14135" /></p>
<p>Prendete una giornalista quarantenne, una di quelle abituate ad andare in giro con carta e penna, al massimo con il registratore digitale. Una che lavora nella redazione di “Grazia”. Buttatela in mezzo a quelli di <strong>Internet</strong> (cioè i suoi “colleghi” del sito <a href="http://www.graziamagazine.it/">www.graziamagazine.it</a>). Otterrete: </p>
<p><strong>1-</strong> Una quarantenne depressa, perché la media ha 28 anni. </p>
<p><strong>2-</strong> Una quarantenne che pensa di essere atterrata in un altro pianeta (ma che lingua parlano? Qui si parla solo di “template”, “slug”, “pure player”!) </p>
<p><strong>3-</strong> Una quarantenne obsoleta (tenta di fare amicizia e appena usa il termine “internauta” tutti cominciano a ridere: ”ma sei matta? è una parola che nessuno usa”). </p>
<p>Ma siccome la quarantenne (che poi sarei io) non è una di quelle che mollano facilmente, si rimbocca le maniche, smette di disperarsi e si prepara alla rivoluzione. Sì, perché il passaggio tra un <strong>giornale tradizionale</strong>, di carta e dalle scadenze rigide e rigorose, a quello <strong>on-line</strong> è <strong>una rivoluzione</strong>. Di <strong>linguaggio</strong>, di <strong>tempo</strong> (le notizie si cambiano più volte al giorno, non una volta alla settimana), di <strong>mentalità</strong> (qui il segreto è essere flessibili: ti occupi di moda, ma anche di attualità, cerchi le foto, ma poi provi anche a farle), di <strong>creatività</strong> (mille idee al minuto, con l’obiettivo di realizzarne almeno il 20%). Insomma, è un tuffo in un mondo nuovo, all’inizio ovviamente un po’ destabilizzante (perché ti sembra di non avere più il terreno sotto i piedi o al massimo di camminare tra le sabbie mobili), ma è molto eccitante. E l’idea di ricominciare da capo (o quasi) è una sfida che vale la pena di provare. </p>
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<title>I maschi sono (sempre più) innamorati. E le DONNE? Sempre più trafelate</title>
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<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:23:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>vera montanari</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[24 ore su 24]]></category>

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		<category><![CDATA[lavorare da casa]]></category>

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<description><![CDATA[Ho letto due notizie che ci cambieranno la vita. In realtà sono due “tendenze” che gli esperti assicurano essere già in atto (anche se non ce ne siamo ancora accorti). Positive? Insomma&#8230;
La prima riguarda il lavoro ed è una vera rivoluzione. Nel futuro, spiegano parecchi libri appena usciti negli Stati Uniti e un paio di [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ho letto due notizie che ci cambieranno la vita. In realtà sono due “tendenze” che gli esperti assicurano essere già in atto (anche se non ce ne siamo ancora accorti). Positive? Insomma&#8230;</strong></p>
<p>La prima riguarda il lavoro ed è una vera rivoluzione. Nel futuro, spiegano parecchi libri appena usciti negli Stati Uniti e un paio di convegni in giro per il mondo, si lavorerà meno, certamente al di sotto delle 30 ore settimanali. Ma, e questo è il dato più interessante, nella stragrande maggioranza da casa. La tecnologia, infatti, consentirà a un’enorme quantità di persone di abbandonare l’ufficio e scegliere tempi e modi diversi, compatibilmente con il lavoro che si svolge. Questa è la buona notizia, soprattutto per le donne che potranno, forse, finalmente conciliare quelle 3 o 4 vite che tutte viviamo contemporaneamente. La cattiva notizia, però, è che la duttilità, la flessibilità sarà reciproca e quindi i lavoratori “at home” dovranno avere una disponibilità di 24 ore su 24, o quasi. Tempo libero e tempo professionale, è la tesi, si mischieranno, intrecciandosi e confondendosi, tenendo insieme dovere, piacere, gioco, riposo&#8230; Siamo sicuri che questo ci farà vivere meglio? Non so, e anche i grandi esperti non sembrano così convinti. All’inizio della mia carriera, ho fatto per qualche anno, come molti giornalisti, il free lance, che vuol dire il collaboratore. Cioè lavoravo da casa per vari giornali. Tutti i giorni mi dicevo che ero fortunata: ero libera, potevo gestirmi come volevo, avevo il totale controllo del mio tempo. E ogni giorno maledicevo il fatto di non essere assunta in una redazione: per fare uno stipendio dovevo proporre e scrivere pezzi a raffica, come una macchinetta. E il fatto di essere un po’ “casalinga” mi faceva sentire in dovere di occuparmi anche della spesa, la cucina, la lavatrice, per non parlare delle amiche che mi telefonavano a ogni ora del giorno, senza pietà e senza remore, per un gratuito “psychological help”&#8230;</p>
<p><span id="more-14099"></span></p>
<p>Quando mi hanno offerto un posto fisso, ho urlato “sì” come la classica eroina della commedia hollywoodiana quando lui la salva da una vita di solitudine e di stenti. Ma forse effettivamente i tempi sono o stanno cambiando e la fluidità diventerà un vero valore e come tale sarà anche valutato. Senza contare che il mitico posto fisso diventa ogni giorno, appunto, più mitico: un sogno, vestigia del passato. E forse è giusto così. L’altra notizia invece riguarda gli uomini e dice che, in tutto il mondo, stanno diventando più - udite udite - sentimentali. Un sondaggio fatto in Italia ha scoperto che ben l’83 per cento degli intervistati maschi si dichiara innamorato, contro il 78 delle donne. In Francia, invece, sta avendo grande successo il libro di un sessuologo, Pierre Costa, che si intitola <em>Coppia, il più fragile dei due non è lei</em>. La tesi è che gli uomini, che non sono stati educati a gestire e soprattutto esprimere le loro emozioni, in questo momento in cui il sentimento domina incontrastato (e questo chi l’ha detto? Nel libro sembra un assioma, quindi prendiamolo per buono&#8230;) sono destabilizzati. La roccia si liquefà, scrive l’autore, e si scopre che il gigante, se viene abbandonato dalla sua lei, ha i piedi d’argilla. Sono soddisfazioni, no?</p>
<p><strong>Quindi lavoreremo da casa, occupandoci di tutto come sempre, ma con un marito piagnone accanto. Il futuro è proprio rosa&#8230;!</strong></p>
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<title>Grazia n. 11 del 2010: sport chic</title>
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<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 06:31:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazia</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[In edicola]]></category>

		<category><![CDATA[graziacover]]></category>

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<description><![CDATA[
MODA: jeans, blouson, biker boots, anche in città

Ashton Kutcher «Sono il signor Moore e me ne vanto» / Anna Falchi «Mi piacciono le donne che non hanno bisogno degli uomini» / Ferzan Ozpetek «Dire no è una delle cose più gratificanti della vita» / Nicole Grimaudo «È dura innamorarsi di Scamarcio e scoprire che è [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.graziamagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/grazia_2010-11.png"><img src="http://blog.graziamagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/grazia_2010-11.png" alt="Copertina Grazia 11" title="Copertina Grazia 11" width="480" class="alignnone size-full wp-image-14079" /></a><br />
MODA: jeans, blouson, biker boots, anche in città</p>
<p>
<strong>Ashton Kutcher</strong> «Sono il signor Moore e me ne vanto» / <strong>Anna Falchi</strong> «Mi piacciono le donne che non hanno bisogno degli uomini» / <strong>Ferzan Ozpetek</strong> «Dire no è una delle cose più gratificanti della vita» / <strong>Nicole Grimaudo</strong> «È dura innamorarsi di Scamarcio e scoprire che è gay!» / <strong>America Ferrera</strong> «Bella, ricca, fidanzata. E pensare che ero Ugly Betty»</p>
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<title>Cava di Fantiscritti</title>
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<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:08:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertovunque</dc:creator>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[cava di fantiscritti]]></category>

		<category><![CDATA[un weekend al giorno]]></category>

		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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<description><![CDATA[Due mesi fa mi si è presentata un’occasione ghiotta: provare una Porsche Caymans S per TurismoINauto.com. Difficile resistere ad una tentazione del genere, così inizio a pensare a quale possa essere il paesaggio perfetto per fotografarla e per ‘viverla’ lungi i 1.500 Km che mi aspettano. Quando poi me l’hanno consegnata, non ho avuto dubbi: [...]]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Due mesi fa mi si è presentata un’occasione ghiotta: provare una Porsche Caymans S per TurismoINauto.com. Difficile resistere ad una tentazione del genere, così inizio a pensare a quale possa essere il paesaggio perfetto per fotografarla e per ‘viverla’ lungi i 1.500 Km che mi aspettano. Quando poi me l’hanno consegnata, non ho avuto dubbi: l’auto era bianca, di un bianco non scontato. Non era bianco perla, né bianco sparato. Era… bianco marmo! Marmo, ma certo. Quale contrasto migliore che portare la mia elegante Cayman bianca a Carrara e fare il “Marmo Tour” nella Cava di Fantiscritti, dove Michelangelo scelse il marmo originale per le sue opere più belle. Funziona così: si pagano pochi euro e con la propria auto, con estrema prudenza, si entra all’interno di una vera cava di marmo in funzione. Si penetra un monte che viene scavato quotidianamente dall’interno attraverso enormi macchinari in grado di tagliare e fresare blocchi di marmo della lunghezza fino a 12 metri. Una volta posteggiata l’auto all’interno della cava, dove ci sono mediamente 10 gradi meno di fuori, una ragazza, toscanaccia ma gentile, spiega per filo e per segno come avviene il taglio e la lavorazione del marmo che tutto il mondo ci invidia e ci compra. Usciti dalla Cava, mi è venuto in mente di andare a posizionare la Porschina sotto uno dei tre monumenti italiani più conosciuti al mondo: la torre di Pisa. Che colpo per i carabinieri scortare con le loro auto nere una Porsche bianco marmo sotto la torre pendente fatta di marmo!</p>
<p>I curiosi si fermavano: credo sia stata la prima volta che la torre più famosa del mondo sia stata impallata, come si dice a teatro, da un’auto tecnologica e ultramoderna. Però, il colore bianco marmo ha messo tutti d’accordo. La Cayman sembrava una costola contemporanea della torre, con buona pace di turisti, autisti e marmisti.</p>
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