Grazia Perché non puoi aspettare

Nella categoria "Uscire"

In diretta dal Festival di Sanremo, 18 febbraio

La nostra Alessia Ercolini si trova in questo momento al Festival di Sanremo, da dove ci invierà curiosità e indiscrezioni dalla mitica Sala Stampa e non solo.

[Ore 23:47] La lopez è arrivata. Non è a Sanremo, però. Dorme a Nizza. domani mattina ha il fitting e poi arriverà in sala stampa.

[Ore 23:01] Massimo Ranieri canta perdere l’amore in sala stampa gridano silenzio

[Ore 21:33] Ma ci credete che ho scordato lo spazzolino da denti e tra prove e inseguimenti a caccia di interviste non sono riuscita a comprarne uno? Mi toccherà quello dell’hotel (sempre che ne abbiano uno). Avete presente?

[Ore 21:21] A lui urlano… In galera!

[Ore 21:20] I giornalisti maschi applaudono Belen

[Ore 19:56] Intervista a Carmen Consoli

[Ore 19:03] Sarò pure fuori moda, ma sentir cantare Massimo Ranieri dal vivo è emozionante. Ha una voce…

[Ore 18:27] Sto seguendo le prove di Miguel Bosé. E’ appena arrivato… E’ ancora molto carino… E canta Non ho l’età…

[Ore 17:48] Elisa ha finito le prove e sta tornando in albergo. No, anzi, va al suo camper. Sì perché arrivava da Monfalcone e, avendo la bambina da allattare, voleva star comoda. Molto rock!!

[Ore 17:40] Nina Zilli dice che si sente come dentro un frullatore. Interviste ogni tre minuti e tante attenzioni. L’ultima volta che l’ho vista aveva una fascia in testa e jeans vintage. Oggi non è ancora nemmeno l ora d aperitivo ed è già vestita da sera…
nina-zilli

[Ore 15:55] - Fuori audience. Nel mio albergo ho incontrato in ascensore una coppia di napoletani che da vent’anni viene a Sanremo a vedere il Festival. Dicono che tra abbonamento settimanale e hotel spendono poco meno di 3 mila euro. Come una settimana alle Maldive.
Infatti, dicono che loro la vivono come una vacanza. Contenti loro! ;
)

Attenzione: contiene spoiler sul tuo futuro

Finalmente anch’io, come i due terzi della popolazione mondiale, ho visto Avatar.

A leggere in giro, l’opinione più diffusa è: belli gli effetti speciali, banale la trama. Sbaglierò, ma penso che sia vero il contrario. Gli effetti speciali di Avatar sono nello standard dell’eccezionalità hollywoodiana; un paio di centimetri sotto la trama, invece, è nascosto quello che a me è sembrato un valido pronostico sul futuro.

Pensateci. È la storia di Jake Sully, ex Marine ridotto su una sedia a rotelle. Jake parte dalla nostra Terra e arriva su Pandora, un pianeta coperto da una lussureggiante giungla digitale. Qui la mente del nostro eroe viene trasferita in un Avatar, cioè un corpo temporaneo che scoppia di salute, di muscoli e di pixel. Da paraplegico che era, Jake si ritrova a spiccare salti olimpionici tra i rami di alberi giganti. Chiaro che dopo un po’ comincia a chiedersi perché dovrebbe tornare indietro.

¶ Leggi il resto…

Una cosa divertente che farò per sempre

Ho sempre provato sentimenti contrastanti per le vacanze organizzate: quei gruppi dalle movenze ovine che sciamano per città e siti archeologici col cappellino ventilante e i k-ways identici per le coppie, il capogruppo con l’ombrello e le soste forzate nelle trattorie convenzionate, i pullman pieni di sessantenni che bloccano le toilettes degli autogrill per ore, ecco a vederli da fuori mi prendeva sempre uno strano desiderio di guardarli più da vicino. Devo aver provato una sola volta l’ebbrezza della partecipazione, ma avevo diciott’anni, nessun conto in banca e la prospettiva era quella di sdraiarsi al sole per due settimane: fu un comico viaggio nella gerontofilia vacanziera, condita di meravigliose esplorazioni subacquee e pranzi a menù fisso tra orde di famiglie che allenavano le corde vocali richiamando i bambini con frequenze oltre l’udibile umano.
Ho collezionato cartoline allo shop del villaggio gettando le basi per la mia grande, insana passione per le foto di turismo popolare: comitive, paesaggi cartolina, colori sbiaditi e accesissimi, templi cangianti e coniugi tedeschi dalle mises fosforescenti, non riesco più a farne a meno, non mi chiedete perché.
Poi ho scoperto Mr Martin Parr, un geniale fotografo inglese che del grottesco d’Albione ha fatto la sua missione, ritraendo i propri connazionali negli stereotipi più esasperati che tanto divertono gli altri europei, forse solo invidiosi di tanta faccia tosta e legnosità insieme: i tupperware parties, i quindici giorni a Brighton per le vene varicose, le corse dei cavalli con gli ubriachi in bombetta e fazzoletto bianco, ogni piccolo tic ripreso e deriso con ironica benevolenza, quella di chi sa di appartenere per dna al tessuto ma sa anche di esserne fuggito a gambe levate, più o meno.

¶ Leggi il resto…

Ambientalismo “de còre”ed effetti speciali. AVATAR contro l’Occidente

Ha fatto il giro del mondo la notizia che Barack e Michelle Obama, in vacanza alle Hawaii, hanno portato le figlie di otto e dieci anni a vedere Avatar, un film “fortemente sconsigliato ai bambini” (in Italia uscirà, finalmente, il 15 gennaio). Non è esattamente così, ma vale la pena indagare il perché della controversia.
Per vedere i gloriosi effetti speciali in 3D dell’ultima opera narrativa di James Cameron, il regista di Titanic, ci vogliono occhiali speciali. Dopo l’immenso successo del film con Leonardo DiCaprio, Cameron ha girato solo documentari sottomarini. Avatar ha collezionato osanna e biglietti venduti al botteghino in quantità industriali: un miliardo di dollari d’incassi dopo appena tre weekend di programmazione.
Un record assoluto. In un piovoso pomeriggio festivo, nelle isole Hawaii, si può capire che due genitori abbiano avuto voglia di vedere il film più celebrato tra le uscite natalizie (in quasi tutto il mondo Avatar era nelle sale a Natale, ma, per evitare la concorrenza con i cinepanettoni, da noi arriva solo questa settimana).

¶ Leggi il resto…

Tosca, tanti ricordi e un futuro nella Grande Mela

Giacomo Puccini: Tosca.

I ricordi che mi legano alla Tosca pucciniana sono innumerevoli, ma non posso dimenticare il debutto all’Arena di Verona e la sera, nel 2008, in cui a Firenze mi venne chiesto il bis dopo l’aria Vissi d’Arte. Erano ben 52 anni che in quel teatro non veniva richiesto un bis. Immaginate la mia sorpresa quando mi venne detto che le uniche cantanti ad averlo fatto eravamo Renata Tebaldi e io: fu un momento di commozione ed emozione estrema fra me e il pubblico, una serata indimenticabile. Nei prossimi mesi, poi, è proprio con Tosca che tornerò al Metropolitan di New York.

Andrea Chénier, la nostra canzone

Umberto Giordano: Andrea Chénier
Io e l’opera Andrea Chénier siamo legate da un ricordo bellissimo! Fu proprio durante un concerto (a Baveno in occasione della consegna del premio Giordano), che iniziò la mia oramai decennale storia d’amore con il tenore Fabio Armiliato. Sulle rive del lago Maggiore al chiar di luna! Dopo quella volta continuiamo a interpretare l’opera nei più importanti teatri del mondo e l’abbiamo eletta come la “nostra opera”: è il tema musicale del nostro amore. A febbraio la canteremo a Madrid, al Teatro Real.

Don Carlos e quelle contestazioni a Pavarotti

Giuseppe Verdi: Don Carlos, con Luciano Pavarotti
Ricordo bene il Don Carlos alla Scala di Milano, anche se con sentimenti contrastanti: con tristezza perché lo spettacolo fu rovinato da contestazioni all’indirizzo di Luciano Pavarotti per un piccolo incidente occorsogli nel secondo atto (cosa che fu ampliata nei resoconti dei giornali del giorno dopo), ma anche con enorme gioia, perché segnò l’inizio di una mia bellissima e proficua collaborazione con il grande tenore, che ricordo con immensa ammirazione e affetto. Lo scorso ottobre lo abbiamo festeggiato e ricordato al Teatro Comunale di Bologna, in un concerto bello e commovente.

Manon Lescaut e un’oca davvero intonata

Giacomo Puccini: Manon Lescaut
Ho partecipato a molte produzioni di Manon Lescaut: il capolavoro di Giacomo Puccini è un’opera che amo particolarmente per la bellezza e la complessità del personaggio femminile. Il primo ricordo associato a Manon Lescaut è quello del debutto a Torre del Lago (Lucca), dove il pubblico chiese il bis dell’aria In quelle trine morbide. Quella sera fu molto divertente l’entrata in scena: il palco infatti è costruito sul lago di Massaciuccoli, un posto bellissimo ma frequentato da una colorita fauna locale come oche e anatre. Nel primo atto ebbi il grande piacere di duettare oltre che col tenore, anche con un’oca che cantava a tempo perfetto di musica.

Francesca Da Rimini e un bacio lunghissimo

Riccardo Zandonai: Francesca da Rimini
Francesca da Rimini è uno dei ruoli più difficili del repertorio sopranile, ma anche uno dei più belli e sensuali. Fino a ora ho interpretato due stupende edizioni di quest’opera; durante quella cantata al teatro Sferisterio di Macerata è stato registrato un video molto bello, che contiene anche il bacio più lungo mai visto in scena: ben 45 secondi! Il pubblico lo ha paragonato a quello tra Ingrid Bergman e Cary Grant nel film Notorius di Hitchcock. Per mia fortuna l’uomo che ho baciato era in realtà mio marito, Fabio Armiliato

Casta Diva e un cellulare che non doveva suonare

Vincenzo Bellini: Norma
Il debutto in Norma è stato uno dei momenti più importanti ed emozionanti della mia vita. Fu un grande trionfo nonostante all’inizio della celeberrima aria Casta Diva qualcuno avesse tentato di rovinare tutto facendo suonare un cellulare. Ricordo che in un lampo, spalancando gli occhi, decisi che non mi sarei fermata e non avrei dato la soddisfazione a nessuno di rovinare quella mia prima così importante. Alla fine dell’aria il pubblico si alzò in piedi in un’ovazione: per l’esecuzione, ma soprattutto per il sangue freddo!

 Page 1 of 21  1  2  3  4  5 » ...  Last » 

I più commentati

  1. Dietro ai colori... Bianca (820)
  2. Asili, scuole materne e altri locali di aggregazione per noi papà (615)
  3. Padre in stand-by (299)
  4. Aperitivo di Grazia, l'aperitivo più esclusivo dell’anno! (288)
  5. Spiaggia: il problema del cambio costume “on the fly” (281)

I più amati

  1. Aperitivo di Grazia, l'aperitivo più esclusivo dell’anno!
  2. Si chiama WEB FASHION TV, ma è sempre Grazia
  3. Giardino dei tarocchi
  4. Meglio non farsi illusioni su quelli abituati a dire: «Adesso vedo»
  5. Houston, avevamo un problema
  6. Montignoso
  7. Anatomia di un tormentone estivo. A cura di Matrix, live and direct
  8. Attento Obama, l’America non si rimette in piedi con i colletti rosa
  9. Il momento dei saluti
  10. Mi chiami? Ma quanto mi chiami?