Grazia Perché non puoi aspettare

Nella categoria "Uomini"

Ti ho detto no di persona, poi ho flirtato con te. Colpa di FACEBOOK o mia?

Qualche tempo fa, mi è successa una cosa fra il tragico e il comico. Sono anch’io su Facebook, il più famoso dei social network. Come tutti gli scrittori, ci sono andato per parlare con i lettori; come tutti gli scrittori maschi, parlo soprattutto con le lettrici. Insomma, avete capito. Comincio a ricevere email da una bella ragazza. Su Facebook gli utenti sono rappresentati in ogni loro comunicazione da una foto. Questa ragazza, chiamiamola Antonella, è proprio attraente, e se mai avessi un dubbio al riguardo basterebbe, a farmelo passare, la pioggia di commentini acidi che mi arrivano da altre amiche virtuali: “Ma chi è questa qui?”, “Cosa vuole questa Antonella?” e così via.
Oltre a tutto Antonella è una persona colta e intelligente, che fa discorsi interessanti.

A un certo punto, provo a sterzare sul personale e lei mi segue. Azzardo l’erotico e lei non si fa pregare: email sempre più audaci e fantasie molto esplicite. Credo che almeno la metà delle comunicazioni che ci si scambia su Facebook abbia questo tenore. È tutto un pomiciare, un flirtare, un corteggiarsi.
Arriva il momento in cui Antonella mi chiede di incontrarci. È decisissima e sarebbe pronta a venire a immolarsi a casa mia, senza noiose trafile di cene e cose simili.
Le propongo di vederci anzitutto in una situazione neutra, una conferenza che devo tenere, e lei accetta. Quando me la trovo davanti non credo ai miei occhi.

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Il cuore in cielo, le mani nel mondo. La formula della FELICITÀ

Un giorno, quando ero bambino, sono entrato nel salotto di casa e ho chiesto a mia madre e a mio padre che cosa vuol dire essere felici.
Immaginatemi con un dito in bocca e l’orsacchiotto trascinato sul pavimento, anche se al posto dell’orso avevo un bambolotto che riempivo di pugni, invece di accudirlo come avrebbe poi fatto mia sorella. Da tempo sentivo parlare della felicità, ma non sapevo di preciso cosa fosse. Diciamolo pure: non sapevo di essere felice. Perché in realtà lo ero, eccome!
I miei hanno preso molto sul serio la domanda. D’altronde i bambini hanno questa capacità magica, un po’ irritante, di non dare niente per scontato e infilare i loro «Come?» e i loro «Perché?» nell’armatura delle nostre certezze, scoperchiandola.

Dopo un momento di silenzio, mia madre ha risposto: «Uno è felice quando è innamorato. Quando ama la persona giusta». L’ha detto senza sorridere, quasi con malinconia. D’altronde, vedete bene che nella sua risposta c’è una prima parte molto romantica, subito corretta dalla saggezza di chi ha vissuto.
A quel punto stavo per rilanciare, chiedendo cosa vuol dire essere innamorati, ma mio padre mi ha preceduto: «Non è vero. Cioè, l’amore sarà anche importante ma una persona, per essere felice, deve anzitutto fare un lavoro che le piace».

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Che noia gli uomini di mezza età

Ma gli uomini, ogni quanto tempo entrano in crisi? Voi che li conoscete bene, me lo dite? Io credevo che passata la crisi dei quaranta il più fosse fatto. Per me è stata soprattutto la crisi-della-salute, con livelli di ipocondria fuori controllo, l’infarto sempre dietro l’angolo, il check-up (e che bella la tuta e le pantofoline che ti danno!) e tutto il resto. Per altri forse è più la crisi del cerco-di-essere-sempre-giovane e delle palestre e della cremine (io no: ho iniziato a 35), magari della moto. Comunque: segnali chiarissimi di perdita di senso della realtà. Però poi passa.
Insomma, io mi stavo serenamente preparando a quella dei 50, che mi immagino a base di rimpianti e ricordi, quando ecco che mi trovo nel bel mezzo di quella dei 45.
Ma è possibile? Può esistere una crisi dei 45 anni?

La domanda è: ha senso? Ha senso lavorare tanto, ha senso vivere 5 giorni in funzione di 2, 12 mesi in funzione di uno? Ha senso solo per garantirsi una vecchiaia serena? A patto di arrivarci, ovviamente. A me sembra che tutto questo modello stia un po’ entrando in crisi, e soffro di una profonda invidia per quella generazione di 25-35 enni che vedo crescere adesso. Cioè cresciuti lo sono già, ma mi sembrano così liberi rispetto a noi, rispetto a me. Mi sembra che abbiano trovato le chiavi (o siano stati costretti a farlo) per non finire dentro quel meccanismo. Certo poi molti avranno una famiglia e dei figli e forse tutto cambierà, ma io li vedo con una marcia in più, una libertà autentica, forte, senza compromessi.

Forse la risposta alla mia domanda è che la nostra generazione è un po’ un disastro. Siamo cresciuti negli anni ottanta, e si vede. Il nostro Paese è governato da vecchi perché non ci sono persone di mezza età in grado di rimpiazzarli. Per il Paese dobbiamo avere un po’ di pazienza e aspettare che crescano solo un po’ i trentenni di oggi. Per noi, per uscire dalla crisi: tipo, cercare di assomigliare ai trentenni di oggi?

Io credo che, per sicurezza, mi farò un piercing.

Sette cose che so sulle donne

Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati. Per qualche motivo, tuttavia, è sempre considerata la festa delle coppie. Ma tra i due concetti c’è una certa differenza.

A quelli che vorrebbero far parte di una coppia, ma per ora sono solo innamorati, dedico un compendio di tutte le cose che ho imparato sulle donne nel corso della mia vita.

Tutte e sette.

1 – Correre dietro alle donne è completamente inutile.

Se una donna ti vuole, ti aspetta. Anzi, di solito è lei che corre verso di te.

Se non ti vuole, puoi essere veloce quanto vuoi, puoi essere il Carl Lewis dei tempi d’oro: non la prenderai mai.

Mai.

2 – Far cambiare idea a una donna è impossibile. Una donna può cambiare idea; ma se la cambia, è perché l’ha deciso lei. Non perché l’hai deciso tu.

Provarci più di una volta con la stessa donna è buttare via il tempo. Se la prima risposta è un no, sarà un no anche la seconda, la terza e la centoventisettesima.

È possibile, benché improbabile, che una mattina lei si svegli e realizzi che tu sei l’uomo della sua vita. Ma insistere non aiuterà a favorire il processo. Servirà solo a farti odiare.

Quando una donna ti respinge, l’unica cosa intelligente da fare è salutarla, dimenticarti il suo nome e passare alla prossima.

3 – Le donne hanno molto più intuito in fatto di uomini di quanto gli uomini ne abbiano in fatto di donne.

Una donna può anche sbagliare quando dice sì; ma non sbaglia mai quando dice no. Se ti rifiuta, lo fa perché un’area apposita del suo cervello ha già esplorato tutti i possibili scenari del connubio te + lei, e ha stabilito che in nessun caso sareste felici.

In altre parole: se una donna ti dice no, rallegrati. Lo sta facendo per il tuo bene.

4 - Le donne non mentono mai.

Quando un uomo mente, di solito è consapevole della distanza tra la balla che sta raccontando e la realtà. Mente sapendo di mentire.

La donna, invece, ha una capacità di autoipnosi ignota al genere maschile. Prima di mentire agli altri, mente alla sua mente: si convince nel profondo che quella è la verità. E quindi non mente: dice quello che per lei è vero.

Grazie a questa facoltà, le donne sono abilissime a negare l’evidenza. Se una donna ha deciso che c’è il sole, va a passeggio anche sotto il diluvio.

Può non sembrare, ma tutto questo va a vantaggio dell’uomo. Sono sicuro che, se le donne non fossero così brave a correggere o addirittura ignorare la realtà, nove uomini su dieci morirebbero vergini.

5 – Io non so cosa vogliono le donne, ma di sicuro non vogliono un uomo bello.

Il più grande seduttore che abbia mai conosciuto era un uomo brutto che faceva il possibile per sembrare ancora più brutto. In testa aveva un taglio di capelli ridicolo, alla Totti prima maniera. Su un braccio, in bella vista, un tatuaggio imbarazzante per soggetto e dimensioni.

Eppure si lamentava, credo con rammarico sincero, di non essere mai riuscito ad essere fedele in vita sua. Perché era così conteso dalle donne che prima o poi, con tutta la buona volontà, cadeva in tentazione.

La bellezza, in un uomo, è come il cassettino portabicchiere in una macchina: se c’è, fa piacere. Se non c’è, non se ne accorge nessuno.

6 – Per conquistare una donna devi farla ridere: una delle più pietose bugie nella storia dei rapporti umani.

Certo, se una donna è innamorata di te ride a tutte le tue battute. Ma ride perché è innamorata, non si innamora perché ride.

Se per sedurre una donna provi a farla ridere, una risata è tutto quello che otterrai. Ho visto donne perdere la testa per rapper, manager, vichinghi, bassisti di gruppi rock, perfino carabinieri; non ho mai sentito una donna dire che il suo sogno erotico è un clown.

Su questo, stranamente, loro sono le prime ad avere le idee chiare. Intervistate a riguardo, dicono di volere un uomo che le faccia ridere. Non è ipocrisia: è che c’è una differenza sottile, ma decisiva, tra “fa ridere” e “mi fa ridere.”

7 – Si dice che la vita non è un film. Ma questo non è del tutto vero.

Esiste sul serio gente con una vita così interessante; solo che quella gente non sei tu. Quindi sì, la vita è un film, ma il protagonista è qualcun altro.

Tu sei la comparsa con l’ombrello che passa sullo sfondo nella scena in cui lui e lei si baciano sotto la pioggia. No, non puoi farci niente: la sceneggiatura è definitiva. Al massimo, se il regista non è un Kubrick, puoi scegliere in che mano tenere l’ombrello.

Anni dopo, per caso, beccherai il film in seconda serata su Rete 4. Lo rivedrai e ti accorgerai che è proprio bello. Anche se la tua parte è così piccola che non hai neanche il nome nei titoli di coda, sarai orgoglioso di aver partecipato.

In quel momento sarai molto felice.

Non mi pare poco.

Non fu Omero ma una donna siciliana

Lo dico subito: alla storia che l’Odissea non sia stata scritta da Omero ma da una poetessa siciliana io ci credo. Non solo: credo anche al fatto che la poetessa si sia costruita un alter ego in Nausicaa, la bella fanciulla che raccoglie e veste Ulisse naufrago e lo porta dal padre Alcinoo, re dei Feaci, a cui Ulisse racconta quello che gli è accaduto da quando è finita la guerra di Troia (e ne ha di cose da raccontare…).

Credo che Ulisse non viaggiò per tutto il Mediterraneo ma intorno alle coste siciliane e che nei suoi fantastici viaggi incontrò esseri incredibili ma non così strani. Rispondete senza pensare: quanti occhi aveva Polifemo il Ciclope? Ve lo chiedo perché leggendo L’autrice dell’Odissea di Samuel Butler vien fuori che questa storia del gigante con un occhio solo al centro della testa sia stata inventata di sana pianta.

Come riesce Samuel Butler a provare le sue argomentazioni? PRIMO: riassume il testo originale dell’Odissea e, da qui, già si capisce che pochissimi si son presi la briga di leggerla veramente l’Odissea me compreso (e quello sulla quantità di bulbi oculari di Polifemo è solo uno dei tanti errori di interpretazione). SECONDO: soggiorna in Sicilia riscostruendo usi, costumi e storia dell’isola e quando confronta i viaggi di Ulisse con le coste di Trapani - meraviglia - coincide tutto: dalla spiaggia di Nausicaa all’isola della Maga Circe.

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Beckham, Ronaldo e Armani: dal parrucchiere il sabato mattina

Ronaldo e Armani: il nuovo e il vecchio testimonial Emporio Armani Underwear
Cristiano Ronaldo sarà il nuovo testimonial di Emporio Armani Underwear, dopo anni di cartelloni pieni di David Beckham: la Littizzetto poco fa in radio diceva che mentre David era (è) desiderabile e maschio, Cristiano sembra quasi voglia dire “non toccarmi che mi spettini”. Qualcosa su cui riflettere.

Silvio Muccino doppia Astro Boy

silvio-muccino

Silvio Muccino è alla sua prima esperienza di doppiatore, ruolo che ha accettato con entusiasmo e voglia di divertirsi. Nel frattempo sta già preparando il suo prossimo film: scritto, diretto e interpretato da lui.
Ecco alcuni momenti dell’intervista:

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Date, Set, Match!

Questo è un post lungo. E pieno di verità scomode. Non lamentatevi di nessuno dei due aspetti.
Dicono le donne che l’80 per cento di noi maschi è banale, non interessante, poco stimolante. 15-0.
Lo sono anche l’80% delle donne. 15 pari.
Dicono le donne che l’80 per cento di noi è un disastro a letto. 30-15.
Lo sono anche l’80% delle donne. 30 pari.
Leggendo le varie blogger – leggere i blog di donne è quasi la stessa cosa che sentirle chiacchierare tra loro quando ne incontri a gruppi nei locali - si ha accesso al pensiero di una fascia abbastanza ristretta della popolazione femminile. Si direbbero sveglie, intellettuali, riflessive, introspettive, sensibili, un tantino esibizioniste. Ed esigenti.
Quante sono? Un 20% del totale?
Al centro del desiderio di queste donne c’è incontrare un uomo che possano definire più intelligente e più sensibile della media. Uno di quelli che ti ascoltano, che fanno di tutto per capirti, che producono conversazioni interessanti, che acettano di mettersi in gioco uscendo dal ruolo del maschio leader/cacciatore/duro e prevedibile. Che hanno una parte femminile importante dentro, e l’accettano più che negarla.
Una buona parte di queste donne hanno ben presente ciò che vogliono. Sono determinate, decise, per lo più forti. E spaventano l’80% dei maschi. Che però, a loro, non interessano. Perché sono banali, etc., etc.
Il problema maggiore di queste donne è che quel 20% di noi maschietti, che sono così interessanti, è un asset che non sanno bene come gestire.

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Lapo Elkann e la I globale

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Lapo Elkann e Arrigo Cipriani, sì proprio quello del mitico Harry’s Bar di Venezia: nasce anche così una nuova vodka. Di I-Spirt e di molto altro parla Lapo nell’intervista su Grazia di questa settimana.

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È l’uomo della MAI vita

Di tutte le ingiustizie umane, l’amore unilaterale è forse la più demenziale. Si ama senza essere riamati, si idealizza, si è molto sciocchi. Capita a tutti, più volte nella vita.
Mi limito qui a due esempi, del tutto autobiografici.
Il mio primo caso di “Io ti amo ma tu te ne freghi”, ebbe come protagonista Nicola, mio vicino di banco in terza media (tra l’altro più basso di me di circa ottomila spanne). Ci scambiavamo libri di una collana horror intitolata “Piccoli Brividi”, chiacchieravamo molto, ci eravamo simpatici.
Un giorno lui, avendo aperto il frigo la mattina molto presto e ancora assonnato con l’intenzione di prendere un cartoncino di succo, si sbagliò. All’intervallo tirò fuori dallo zaino, basìto, una confezione di panna da cucina, e io l’amai.
Perché è vero che noi donne amanti della battuta ribattiamo al cliché del “Voglio un uomo che mi faccia ridere” dicendo che è più bello essere tu donna che fai ridere lui uomo, ma ogni tanto una vacanza, ecco. Può essere disarmante. 
Fu l’unico ragazzo della mia vita a cui mi dichiarai, rimanendo evidentemente traumatizzata.

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