Grazia Perché non puoi aspettare

Nella categoria "In edicola"

Grazia n. 11 del 2010: sport chic

Copertina Grazia 11
MODA: jeans, blouson, biker boots, anche in città

Ashton Kutcher «Sono il signor Moore e me ne vanto» / Anna Falchi «Mi piacciono le donne che non hanno bisogno degli uomini» / Ferzan Ozpetek «Dire no è una delle cose più gratificanti della vita» / Nicole Grimaudo «È dura innamorarsi di Scamarcio e scoprire che è gay!» / America Ferrera «Bella, ricca, fidanzata. E pensare che ero Ugly Betty»

Grazia n. 10 del 2010: fuori le gambe!

Grazia 10 del 2010

MODA: shorts e microabiti effetto star

Mia Wasikowska: “Johnny Depp è una super star. Riesco a parlargli solo se è truccato da Cappellaio Matto” / Tim Burton: “Non ci sono buoni e cattivi, solo strambi. Come me” / Margherita Buy: “Ma come fanno a esserci tante coppie in giro? È talmente difficile!” / Elena Sofia Ricci: “Quanti film ho girato? Non so. E non so neppure controllare su Internet!” / Brenno Placido: “Sono quello che ha più talento in famiglia. Me l’ha detto papà”.

Grazia n. 9 del 2010: speciale MODA

Grazia n. 9 del 2010

CHIC METROPOLITANO E ABITI STAR, COME IN UN FILM: A PARIGI, TUTTO IL NUOVO CHE FA TENDENZA

Clint Eastwood: «Il segreto della longevità? Non ripetersi, mai» / Charlotte Gainsbourg: «Avere genitori famosi è talmente imbarazzante…» / Hilary Swank: «Ho un fidanzato italiano: sarà per questo che adoro il made in Italy?»

Grazia n. 8 del 2010: speciale MODA

Grazia 8 Speciale Moda

SPECIALE MODA / Lo stile va in scena a Milano. Mini, nude look, etnochic, easy couture: tutto il nuovo. 100 idee e un solo must: vince la femminilità

L’ETÀ anagrafica non conta. Finché però ti ricordi di averla

Gli americani, che sono dei geni nell’inventare nuove parole, le chiamano “Quintastics”: le cinquantenni fantastiche. Dimostrano 10 o anche 15 anni meno. Grazie alla chirurgia? Sì, però…

D’accordo, gli esempi più eclatanti sono attrici e cantanti, da Sharon Stone a Madonna, che, in tutto il mondo, imperversano con il fascino e l’energia di una teenager e su di loro il sospetto di un “aiutino” è più che lecito. Ma qui si parla di un fenomeno più generale che riguarda un numero crescente di donne, e anche di uomini, cioè del fatto che l’età apparente sta soppiantando l’età anagrafica. E in effetti basta guardarsi intorno per vedere stuoli di “normali” che hanno visi, corpi e teste “giovani”, a prescindere dall’anno in cui sono nati. Le cause, spiegano gli esperti, sono un diffuso stile di vita più sano, un’alimentazione più adeguata (questo mi elimina automaticamente dal campione: sono destinata a dimostrare più anni di quelli che ho…), farmaci più efficienti e, in generale, maggior attenzione alla salute.
E anche il fatto che tendenzialmente ci si sposi più tardi e si facciano figli in età in cui, nelle scorse generazioni, si era ufficialmente vecchi, spostando più in là le varie tappe della vita, aiuta questo processo di ringiovanimento.

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A priori e senza riserve. Io LO AMO così, sopra ogni cosa… il cinema!

Questa settimana, invece di consigliarvi un film che ho visto, vorrei parlarvi di tre film che ho intenzione di andare a vedere. Vorrei riuscire a convincervi che ne vale la pena…

Premessa: fosse per me andrei al cinema tutti i giorni. E durante il weekend mi concederei anche una doppia porzione pomeriggio/sera. Perché il mio per il cinema è amore vero. Per le storie, prima di tutto: non siete d’accordo con me che la realtà, finta, del grande schermo tocca ed emoziona quasi più di quella vera? E poi nutro per attori e registi un’ammirazione sconfinata perché riescono a creare quella “realtà” e a farla diventare nostra, in tutto il mondo (a proposito, vi invito a leggere l’intervista collettiva di «Grazia» a Gabriele Muccino: un incontro davvero interessante con un uomo che vale la pena di conoscere). Però la verità è che la sera, dopo il lavoro, sono stanca e sogno solo il mio divano con annesso telecomando. E quando, quelle rare volte, riesco a vincere la stanchezza, vengo assalita dai sensi di colpa nei confronti della famiglia. La quale, intendiamoci, vive più che serenamente anche senza di me e, normalmente, dopo cena, si disperde: ognuno per conto suo a gestirsi il proprio televisore, fino alla buonanotte.

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Grazia n. 6 del 2010: cosa c’è di nuovo?

Cover Grazia 6 del 2010

MODA: 22 pagine di tendenze e accessori must have

Gabriele Muccino in redazione con noi: «A quarant’anni posso finalmente credere nell’amore» / Giorgio Pasotti «Sono papà da due settimane!» / Jeff Bridges «Ho 60 anni e 33 di matrimonio: a Hollywood sono un recordman» / Vandana Shiva «Utopista io? Voglio solo salvare il mondo»

 

Quando i MASCHI ci fanno più tenerezza che sangue…

L’ultima vittoria, se vogliamo chiamarla così, in ordine di tempo è la nomina, da parte del Papa, di una donna come sottosegretario del Pontificio consiglio della giustizia e della pace.

Non era mai successo in tutta la storia della Chiesa e quindi la notizia è degna di una certa attenzione. Insieme alla schiera di nuove ambasciatrici in giro in tutto il mondo, conferma una presenza femminile sempre più massiccia negli ambiti in cui le cose accadono e qualche volta anche si decidono. Se poi aggiungete che uno studio recentissimo ha confermato che negli Stati Uniti stanno aumentando in maniera esponenziale le donne che guadagnano più dei propri mariti, c’è di che essere soddisfatte. O no? No, non tanto. Lo so, siamo proprio antipatiche e nulla ci fa mai contente, ma rifletteteci un attimo: la verità è che il sorpasso è strettamente legato alla crisi e le nostre colleghe oltre oceano si sono guadagnate il record solo perché i loro mariti hanno perso il posto di lavoro. Anche durante la guerra le donne lavoravano, ma perché tutti gli uomini erano al fronte. Una volta tornati in patria, le signore sono tornate a casa, senza neanche tanti ringraziamenti. E così succederà anche questa volta. Con in più una quantità di divorzi e di disagi psicologici legati al capovolgersi dei ruoli e alla fatica per le americane di dover fare il capofamiglia dentro e fuori dalle mura domestiche, mentre lui ovviamente si rifiuta di fare il casalingo frustrato…

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Grazia n. 5 del 2010: voglia di leggerezza!

Grazia n. 5 del 2010: voglia di leggerezza!

PIUMINI LIGHT, PICCOLI PREZZI E COLORI CHE FANNO GIÀ PRIMAVERA

Hugh Grant: «Che paura compiere 50 anni!» / Jason Reitman: «Dirigere George Clooney? Facile, è la star meno star che ci sia» / Vittoria Puccini: «Tutta colpa di un bacio» / Altro che bamboccioni: il successo è degli under 30 / Una settimana bianca a casa di Sarkò e Carla

 

L’INFERNO è su questa terra, ma, voglio crederci, anche i miracoli

La prima reazione che abbiamo avuto in tanti, credo, insieme al dolore, è stata: ma perché a loro? Perché proprio Haiti, un paese così provato, così sfortunato? È ingiusto e crudele.

Ovvio, nessun paese e nessun popolo al mondo meritano quello che è accaduto. Ma, in questo caso, viene spontaneo vedere una specie di accanimento. Da parte di chi? Non lo so, del fato, di un destino che gioca con la vita degli uomini. Della natura che è furiosa con noi, che a parole dichiariamo di amarla tanto, ma poi nei fatti la violentiamo e si prende la sua rivincita: quando e come vuole. Ma perché infierire sui più deboli? Haiti era ed è il più povero, e disgraziato, dei paesi del continente americano.
I suoi abitanti vivevano con un dollaro al giorno, al 90 per cento in baracche senza acqua né elettricità e con un’aspettativa di vita di 50 anni…! Dopo dieci devastanti scosse di terremoto, però, lo scenario non è più quello di una tragica, quasi banale, povertà, perché è diventato apocalittico, un inferno sulla terra. Le cronache raccontano di un tappeto di cadaveri, le case accartocciate, la capitale rasa al suolo, centinaia di migliaia di morti, tre milioni di senzatetto e i superstiti che girano senza meta come in uno di quei film catastrofici che ci piacciono tanto perché, dopo averli visti, apprezziamo di più tutti gli agi e i privilegi della nostra bella vita protetta e confortevole. Ma, dall’altra parte del mondo, e le immagini non ci danno tregua, milioni di bambini sono i protagonisti, veri, reali, in carne e ossa di quel film assurdo e mostruoso. E noi vorremmo poter distogliere gli occhi perché troppo è il dolore e il senso di impotenza.

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