Grazia Perché non puoi aspettare

Nella categoria "Attualità"

Da oggi chi TRADISCE è ufficialmente uno sciocco (sempre meno di chi si fa beccare)

Gli uomini che tradiscono sono più scemi degli altri? Lo sostiene il professor Satoshi Kanazawa della London School of Economics, un’università tra le più rispettate. Forse si scoprirà, un giorno, che i maschi infedeli non sono poi i meno intelligenti. Però è verosimile. Non siamo economisti, né psicologi dell’evoluzione come lo studioso, ma se si chiede il parere di un qualsiasi gruppo di donne, c’è da scommettere che sono d’accordo con Kanazawa.

Basti pensare ai celebri scandali che hanno fatto la gioia dei quotidiani seri, ai quali non dispiace per niente alzare la tiratura sbattendo l’augusto deficiente priapico in prima pagina. Negli Anni 60 ci fu lo scivolone di John Profumo, ministro nel governo di Harold MacMillan, che s’incontrava con una squillo d’alto bordo, Christine Keeler. Non solo era sposato con l’attrice Valerie Hobson, il ministro, ma l’escort faceva divertire al contempo anche un attaché militare dell’ambasciata sovietica, in piena paranoia politica da Guerra Fredda. Il ministro (della Guerra!) dovette dare le dimissioni: principalmente perché aveva mentito alla Camera dei Comuni riguardo alla relazione. Distrusse la sua famiglia, la sua carriera, quella della moglie, la Keeler (fece nove mesi in prigione), il medico che gliela presentò (si uccise) e quella del Primo Ministro, costretto alle dimissioni per il peggioramento del suo già cagionevole stato di salute, dopo mesi di titoli sui giornali del mondo intero. Nel 2008, Eliot Spitzer, governatore dello Stato di New York, si è dovuto dimettere quando è stato scoperto che s’intratteneva con un costosissimo giro di prostitute per vip: in sei mesi ha speso 15 mila dollari per sette incontri e ha usato pure i fondi della campagna elettorale per pagare stanze da 400 dollari a notte. Mosse non proprio geniali per un politico che si era fatto un nome come procuratore capo, facendo anche una crociata contro la prostituzione organizzata. Spitzer, come Profumo, era figlio del privilegio: ottime scuole, splendidi voti, cursus honorum invidiabile, mogli eleganti e solidali, un futuro radioso.
In Italia, in tempi non lontani (era il 2007), un parlamentare sposato, con figli, dell’Udc (partito cattolico per eccellenza) si è coperto d’ignominia quando si è saputo che si trastullava con meretrici e cocaina in un albergo della capitale. Nel 2009 è finito in disgrazia Piero Marrazzo, il presidente della Regione Lazio, ricattato per un video delle sue visite a un transessuale, con contorno di stupefacenti. Anche lui sposato, cattolico e padre di tre figlie. Non sono casi isolati: capitano tutti i giorni, in tutti i Paesi e non solo ai famosi. Forse, bisogna distinguere tra quoziente d’intelligenza (sulla carta) e intelligenza emotiva.
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Primavera: sei pronta?

Il cuore in cielo, le mani nel mondo. La formula della FELICITÀ

Un giorno, quando ero bambino, sono entrato nel salotto di casa e ho chiesto a mia madre e a mio padre che cosa vuol dire essere felici.
Immaginatemi con un dito in bocca e l’orsacchiotto trascinato sul pavimento, anche se al posto dell’orso avevo un bambolotto che riempivo di pugni, invece di accudirlo come avrebbe poi fatto mia sorella. Da tempo sentivo parlare della felicità, ma non sapevo di preciso cosa fosse. Diciamolo pure: non sapevo di essere felice. Perché in realtà lo ero, eccome!
I miei hanno preso molto sul serio la domanda. D’altronde i bambini hanno questa capacità magica, un po’ irritante, di non dare niente per scontato e infilare i loro «Come?» e i loro «Perché?» nell’armatura delle nostre certezze, scoperchiandola.

Dopo un momento di silenzio, mia madre ha risposto: «Uno è felice quando è innamorato. Quando ama la persona giusta». L’ha detto senza sorridere, quasi con malinconia. D’altronde, vedete bene che nella sua risposta c’è una prima parte molto romantica, subito corretta dalla saggezza di chi ha vissuto.
A quel punto stavo per rilanciare, chiedendo cosa vuol dire essere innamorati, ma mio padre mi ha preceduto: «Non è vero. Cioè, l’amore sarà anche importante ma una persona, per essere felice, deve anzitutto fare un lavoro che le piace».

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Brivido freddo

Non è un po’ fastidioso quando arriva una moda nuova nel panorama letterario? Sì, insomma, questo filone iniziato anni fa e che pare inesauribile, con tutti questi scrittori nordici… Delle due l’una, o nessuno ha mai pensato prima che esistessero autori in Scandinavia, oppure erano loro a non sapere come si scrive un giallo fino a qualche anno fa.
Scherzi a parte, esiste anche questa favolosa serie TV della BBC dedicata a Wallander (il protagonista dei libri di Mankell) che non solo è girata da veri maestri, ma ha uno straordinario Kenneth Branagh nei panni del poliziotto svedese. Che trova un valido collega nel danese Robin Hansen…
Alba in un bosco nella campagna danese. Jacob Nellemann, brillante pubblicitario, cade a terra colpito a morte da una freccia. La vittima era in visita nella tenuta dell’amico di sempre, il ricco armatore - ed ex capitano delle forze speciali - Axel Nobel.

A Copenaghen l’ispettore capo Philipsen preferirebbe dedicarsi agli amati soldatini inglesi piuttosto che affrontare queste domande, ma deve affidarsi ancora una volta al commissario Robin Hansen, il “traditore” che ha scelto un comodo part-time per dedicarsi alla seconda moglie e alla sua nuova famiglia allargata. Hansen, del resto, si godrebbe volentieri gli ultimi scampoli delle vacanze ma accetta l’incarico: scapigliato come sempre, calzini spaiati e occhiaie da videogame, con lo sguardo sfuggente di chi è altrove, magari sull’adorata Cormoran, un quaranta piedi troppo spesso ormeggiato alla banchina. La sua indagine sconfina presto ben oltre la tesi dell’incidente di caccia e trasforma possibilità remote in probabilità evidenti, portandolo lontano, fin sull’Isola degli Orsi, nelle Svalbard, dove Nellemann e Nobel erano naufragati due anni prima in circostanze misteriose. In Norvegia Hansen viene catapultato in una realtà surreale e affascinante, abitata da uomini che osservano il cielo e studiano i misteri dei venti mentre il mare, piano piano, riporta a galla i pezzi di una storia che qualcuno vorrebbe tenere segreta.
Il Passeggero, dell’esordiente chirurgo Steffen Jacobsen, è un solido poliziesco, scritto con indiscutibile classe e che traccia una scia di sangue, tra soldi, onore e lealtà, nel mondo degli uomini ricchi, con milioni di dollari di azioni a disposizione e i loro avveniristici yacht. Non solo, è anche un ottimo sailboat novel, nella tradizione dei migliori di Bernard Cornwell.

Definito dalla critica come “una boccata d’aria fresca nella letteratura poliziesca danese”, Jacobsen dimostra un mirabile talento nel disegnare i suoi personaggi con solo pochi tratti caratteristici, e con un grande senso dell’umorismo. E il lettore in effetti viene attratto più dalla trama, da come l’investigatore affronta le situazioni, che dal desiderio di scoprire il colpevole. Che, nonostante appunto questa ormai insopportabile moda di scoprire scrittori gialli nordici, credo sia proprio quello ciò che cerca chi legge questo tipo di romanzi…
Validissimo.

I maschi sono (sempre più) innamorati. E le DONNE? Sempre più trafelate

Ho letto due notizie che ci cambieranno la vita. In realtà sono due “tendenze” che gli esperti assicurano essere già in atto (anche se non ce ne siamo ancora accorti). Positive? Insomma…

La prima riguarda il lavoro ed è una vera rivoluzione. Nel futuro, spiegano parecchi libri appena usciti negli Stati Uniti e un paio di convegni in giro per il mondo, si lavorerà meno, certamente al di sotto delle 30 ore settimanali. Ma, e questo è il dato più interessante, nella stragrande maggioranza da casa. La tecnologia, infatti, consentirà a un’enorme quantità di persone di abbandonare l’ufficio e scegliere tempi e modi diversi, compatibilmente con il lavoro che si svolge. Questa è la buona notizia, soprattutto per le donne che potranno, forse, finalmente conciliare quelle 3 o 4 vite che tutte viviamo contemporaneamente. La cattiva notizia, però, è che la duttilità, la flessibilità sarà reciproca e quindi i lavoratori “at home” dovranno avere una disponibilità di 24 ore su 24, o quasi. Tempo libero e tempo professionale, è la tesi, si mischieranno, intrecciandosi e confondendosi, tenendo insieme dovere, piacere, gioco, riposo… Siamo sicuri che questo ci farà vivere meglio? Non so, e anche i grandi esperti non sembrano così convinti. All’inizio della mia carriera, ho fatto per qualche anno, come molti giornalisti, il free lance, che vuol dire il collaboratore. Cioè lavoravo da casa per vari giornali. Tutti i giorni mi dicevo che ero fortunata: ero libera, potevo gestirmi come volevo, avevo il totale controllo del mio tempo. E ogni giorno maledicevo il fatto di non essere assunta in una redazione: per fare uno stipendio dovevo proporre e scrivere pezzi a raffica, come una macchinetta. E il fatto di essere un po’ “casalinga” mi faceva sentire in dovere di occuparmi anche della spesa, la cucina, la lavatrice, per non parlare delle amiche che mi telefonavano a ogni ora del giorno, senza pietà e senza remore, per un gratuito “psychological help”…

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Grazia n. 11 del 2010: sport chic

Copertina Grazia 11
MODA: jeans, blouson, biker boots, anche in città

Ashton Kutcher «Sono il signor Moore e me ne vanto» / Anna Falchi «Mi piacciono le donne che non hanno bisogno degli uomini» / Ferzan Ozpetek «Dire no è una delle cose più gratificanti della vita» / Nicole Grimaudo «È dura innamorarsi di Scamarcio e scoprire che è gay!» / America Ferrera «Bella, ricca, fidanzata. E pensare che ero Ugly Betty»

Cava di Fantiscritti

Due mesi fa mi si è presentata un’occasione ghiotta: provare una Porsche Caymans S per TurismoINauto.com. Difficile resistere ad una tentazione del genere, così inizio a pensare a quale possa essere il paesaggio perfetto per fotografarla e per ‘viverla’ lungi i 1.500 Km che mi aspettano. Quando poi me l’hanno consegnata, non ho avuto dubbi: l’auto era bianca, di un bianco non scontato. Non era bianco perla, né bianco sparato. Era… bianco marmo! Marmo, ma certo. Quale contrasto migliore che portare la mia elegante Cayman bianca a Carrara e fare il “Marmo Tour” nella Cava di Fantiscritti, dove Michelangelo scelse il marmo originale per le sue opere più belle. Funziona così: si pagano pochi euro e con la propria auto, con estrema prudenza, si entra all’interno di una vera cava di marmo in funzione. Si penetra un monte che viene scavato quotidianamente dall’interno attraverso enormi macchinari in grado di tagliare e fresare blocchi di marmo della lunghezza fino a 12 metri. Una volta posteggiata l’auto all’interno della cava, dove ci sono mediamente 10 gradi meno di fuori, una ragazza, toscanaccia ma gentile, spiega per filo e per segno come avviene il taglio e la lavorazione del marmo che tutto il mondo ci invidia e ci compra. Usciti dalla Cava, mi è venuto in mente di andare a posizionare la Porschina sotto uno dei tre monumenti italiani più conosciuti al mondo: la torre di Pisa. Che colpo per i carabinieri scortare con le loro auto nere una Porsche bianco marmo sotto la torre pendente fatta di marmo!

I curiosi si fermavano: credo sia stata la prima volta che la torre più famosa del mondo sia stata impallata, come si dice a teatro, da un’auto tecnologica e ultramoderna. Però, il colore bianco marmo ha messo tutti d’accordo. La Cayman sembrava una costola contemporanea della torre, con buona pace di turisti, autisti e marmisti.

Essere fedeli senza smettere di vedere l’altra: è la (bieca) LEGGE dell’ex

Metto giù il telefono e scuoto la testa. Rido, ma ci sarebbe da piangere. Elena mi ha appena raccontato l’ennesima replica di una storia già sentita da altre: ha scoperto per caso che il suo compagno ha ancora incontri intimi con la donna che c’era prima di lei. È così sbalordita, infuriata, sconvolta, che adesso si domanda se non sia il caso di chiudere la relazione, mandare al diavolo due anni di paziente costruzione di un amore. Non l’avrà chiesto solo a me, lo so. Prima e dopo questa telefonata ne avrà fatte decine alle sue amiche, e mi sembra di sentire montare nell’aria questa sacrosanta furia femminile contro il traditore. La rabbia di chi non capisce, non riconosce un comportamento perché non gli appartiene.
Non c’è niente da fare: il rapporto che l’uomo ha con i propri trascorsi affettivi è colloso. Certe porte non le chiude mai del tutto. Capita di assistere a rimonte prodigiose di relazioni che sembravano morte e sepolte, a resurrezioni di volti, nomi, sentimenti che parevano archiviati - e questo alle donne succede invece molto raramente.
Faccio il numero del traditore. In fondo sono stato io a farli conoscere!

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Raul Montanari, il nuovo uomo di Grazia

raul-montanari
“Da martedì tengo una rubrica sul glorioso settimanale Grazia. Titolo: “La differenza delle donne”. Con mio grande stupore, la bella direttrice mia omonima pare convinta che io sia competente sull’argomento…” così presenta la sua rubrica sulla sua pagina Facebook il nuovo uomo di Grazia, Raul Montanari.

Per chi non lo conoscesse, Raul ha pubblicato dieci romanzi. Più di cento altri suoi racconti sono usciti in antologie e sui maggiori quotidiani e periodici italiani, insieme a diversi articoli e saggi. Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto la fortunata raccolta di poesie Nelle galassie oggi come oggi. Covers (Einaudi, 2001). Ha curato le antologie Il ’68 di chi non c’era (ancora) (Rizzoli, 1998), Onda lunga (Archivi del ‘900, 2002) e Incubi. Nuovo horror italiano (Baldini Castoldi Dalai, 2007).
Ha tradotto per le scene Doppio Sogno di Schnitzler (Teatro Stabile di Firenze, 2000) e il Macbeth di Shakespeare (Teatro Stabile di Torino, 2007), e scritto l’atto unico Incubi e Amore per la rassegna Maratona di Milano (2000 e 2001).
Collabora con i principali editori italiani e ha pubblicato numerose traduzioni dalle lingue classiche e moderne (Sofocle, Seneca, Poe, Wilde, Borges, Styron, Greene, P. Roth, Brink, C. McCarthy fra gli altri).
Ha sceneggiato il film Tartarughe dal becco d’ascia di Antonio Syxty (Out Off, 2000). Per il progetto radiofonico Ricuore ha riscritto La piccola vedetta lombarda (Radiorai3, 2001).
Vive a Milano, dove tiene dal ‘99 un corso di scrittura creativa strutturato su più livelli. Gira l’Italia tenendo conferenze e reading. Interviene in televisione principalmente sulla Rai, La7 e SkyTv.

Un corpo a corpo pieno di ENERGIA. E non sto parlando di sesso

Hanno scoperto che l’abbraccio è più forte, più coinvolgente, addirittura più erotico del bacio. Lo sostiene un libro appena uscito in Germania, ma diciamo la verità: noi l’avevamo sempre saputo.

Per carità, niente da dire contro il bacio, anzi. Però, come dire, è un mezzo di comunicazione importante, ma anche un po’ abusato. E poi ha troppe valenze: può essere profondo, intimo e quindi sensuale. Ma all’opposto può anche essere leggero, superficiale, quasi formale. Avete presente quei saluti che ci si scambia a volte così, pro forma: ciao, come stai?, sfioramento veloce delle labbra sulla guancia, senza crederci molto. Più forma che sostanza, perché il bacio è variabile, si può adattare alle circostanze, può perfino mentire. L’abbraccio no. Quel contatto dei corpi dice sempre qualcosa, è un messaggio “serio” e affettuoso, e non sto solo parlando d’amore. Sono contenta di avere trovato questa notizia perché, lo ammetto, io sono una grande fan degli abbracci. Mi piacciono, mi confortano, qualche volta mi commuovono e comunque mi fanno stare bene. Capisco che esista e abbia senso una terapia degli abbracci perché intuisco che può avere influssi molto positivi, come se passassero delle energie da una persona all’altra. So di sembrare una nostalgica New Age, quale io non sono, però ci credo davvero. La miglior abbracciatrice che conosco è una ragazza con cui lavoravo qualche anno fa: lei era più alta di me e aveva questa modalità di salutare molto avvolgente, un vero abbraccio, un po’ materno, che mi piaceva tanto. Il mio primo marito era molto più alto di me: quando lo abbracciavo mi sentivo sempre un po’ appesa al suo collo in una posizione innaturale e anche un po’ instabile. Tra gli elementi che mi sono subito piaciuti del mio secondo, e attuale, marito è che, essendo di una altezza più normale, abbracciarlo era più semplice e più piacevole, coincidevamo di più.

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