Il Grande Fratello ti (ri)guarda

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Parliamo del Grande Fratello. L’abominevole reality show per minus habens – giunto alla decima, gloriosa edizione – propone anche quest’anno una gallery di casi umani, provincialotti in cerca di peritura fama, squinziette pluri tatuate e pierciate (pron. pirsàte, da piercing).

Tutti che “amano viaggiare” e vogliono mettersi in gioco, sfidare se stessi, riconquistare una ex. C’è la timida e introversa, il determinato e sicuro di sé, la possessiva e gelosa: tutti col doppio aggettivo rafforzativo di aspetti della personalità generici e allo stesso tempo caratterizzanti, per favorire l’immedesimazione del pubblico in (almeno) uno dei concorrenti.

Sono indecisa se immedesimarmi nell’”anima pugliese intrappolata in un corpo da Californiana” (così si è definita lei stessa) o nell’Austin Powers siculo (che dev’essersi fatto prestare gli occhialoni dal conterraneo Daniele Magro di X Factor) o nella venticinquenne perugina che ha partecipato perché “si annoia e magari riesce a trovare un fidanzato” (che comunque mi sembra una motivazione più ragionevole di “per capire cosa vuole dalla vita”. Lì dentro? Mah…)

I virgolettati sono presi da un giornaletto con i programmi tv, che ho trovato sul davanzale della finestra del bagno a casa di amici che, al contrario di me, hanno un televisore. Il mio si è rotto, l’ho buttato. Non è vero funziona benissimo e comunque non ha il decoder, non glielo compro, non se lo merita. Stacco. Poco tempo fa, Marina Remi ci ha raccontato che doveva scegliere tra suo marito (la tv) e il suo amante (il teatro). Beh, ha scelto.

Alla fine il Grande Fratello sono andata a vederlo a teatro.



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