Portare i bambini

Ho portato, e porto tuttora, in modo intensivo tutti e tre i miei figli.
Ho utilizzato il marsupio con Leonardo più che altro per disperazione. Lui piangeva continuamente, a meno che non fosse in braccio. E siccome il suo pianto era per me più insopportabile del suo peso, nonché degli avvertimenti minacciosi del tipo «Lo stai viziando, te ne pentirai…» eccetera, ho adottato la soluzione per me meno stressante.
Contrariamente alle apocalittiche previsioni, Leonardo ha tranquillamente acquisito la sua indipendenza. A cinque mesi gattonava e a dieci sgambettava allegramente. Il passeggino invece lo ha sempre rifiutato. Categoricamente.
Poi è arrivata Gloria. Nel frattempo avevo scoperto la fascia. Inizialmente mi faceva un po’ paura: paura di non saperla annodare, paura che il nodo cedesse, facendo cadere la mia creaturina. Paura che soffocasse, così stretta contro di me. Paura che avesse troppo caldo in estate, troppo freddo d’inverno. Dopo averla provata, ho detto addio al caro vecchio marsupio e a tutte le mie paure.
Mi sono resa conto subito che per annodare male bisogna davvero impegnarsi. Che con il peso del bambino il nodo non può che stringersi. Che il suo respiro lo potevo sentire come se fosse il mio. Che d’estate il mio corpo non era certo più caldo di un passeggino, mentre d’inverno era meglio di qualsiasi coperta.
Quando aspettavo Chiara, invece, ho scoperto il mei tai. Ho trovato online un modello per realizzarlo e non ho potuto resistere. Mi ero ripromessa di non comportarmi di nuovo come un’ingrata, e di non abbandonare la cara vecchia fascia. Ma poi ho scoperto che potevo utilizzare il mio mei tai nelle stesse posizioni che usavo con la fascia, con meno fatica e meno ingombro. Che, come con la fascia, potevo allattare discretamente, ovunque e in qualsiasi posizione. Anche “senza mani”. E poi potevo sceglierne il colore e il tessuto (le fasce hanno spesso un aspetto un po’ “hippy” che non mi corrisponde).
Così ne è nato uno per l’inverno, uno per l’estate, uno per la vicina, uno per mia cognata, uno che ho messo in palio tra le lettrici del mio blog. A forza di “sfornare” mei tai, mi sono addirittura decisa ad aprire un negozio online. Svaligiato nel giro di pochi giorni, mi ha dato la possibilità di guadagnare qualcosa facendo ciò che amo e restando a casa con i miei figli.
Ma soprattutto mi ha dato la soddisfazione di inviare un caldo abbraccio a tante mamme e a tanti bambini, aiutandoli a stare più vicini.


piace a 7 persone


piace a 0 persone










