Bambino Latino
Chi si aggira per qualsiasi parco londinese al mattino è solito vedere gruppi di mamme che spingono il passeggino correndo. A prima vista sembrerebbero tutte delle esaurite in situazione d’emergenza (donne che all’improvviso hanno ricordato di aver lasciato i fornelli accesi o la porta di casa aperta). In realtà frequentano i corsi Buggy Fit, ovvero jogging ed esercizi da ripetere mentre si spinge il proprio neonato. Sono efficaci e divertenti e anche i bimbi, che rimbalzano su e giù come se galoppassero sopra un cammello, sembrano spassarsela.
Le lezioni sono pesanti (livello Ufficiale e Gentiluomo, direi) e chi vi scrive perse i chili di troppo frequentandole dopo la nascita della prima figlia. Ma quando poco dopo nacque anche la seconda decise che non aveva tempo né energie per una sfacchinata del genere. La scelta invece è ricaduta su Bambino Latino.
Il fenomeno Bambino Latino si sta espandendo nella lovely alla velocità del punto vita dopo una peperonata. Si tratta di corsi di ballo latinoamericano uguali a tanti altri eccetto un piccolo dettaglio: le lezioni si fanno con il neonato appeso al corpo con un marsupio o una fascia. Alla prima lezione siamo una dozzina di mamme, tutte munite di fasce, bambino e una pancia da spianare. Ci sono bimbi di tutte le razze e misure, alcuni di appena sei settimane. C’è un solo padre, che probabilmente ha sbagliato corso e ora si trova disorientato e deluso come un pidocchio nella testa di Collina.
L’insegnante è “latina” della Moldavia (in confronto Björk potrebbe passare per una ispanica caliente) ma ha l’entusiasmo e la carica di un coniglietto Duracell dopato. (abbinati purtroppo a una fastidiosissima risata simile a quella di Janice in Friends). Senza perdere troppo tempo mette Ricky Martin al massimo e comincia a dimenarsi come un’anguilla. «Arribaaaa!!!» urla con un’energia che imbarazzerebbe Speedy González. Il bambino di fianco a me apre la bocca e prende aria. «Ecco, ci siamo, ora piange», penso. E invece caccia fuori un urlo d’eccitazione e comincia ad agitarsi sconnesso come una pensionata che ha appena vinto al Bingo. Anche mia figlia è nel massimo dell’esaltazione. Scalcia all’aria come Kaká e agita le manine qua e là controllandomi ogni tanto con la coda dell’occhio. «A destra mamma! A destraaa!» sembra rimproverarmi.
Dopo mezz’ora le mamme british sono al loro meglio. Lager, Earl Grey, Guiness… gli inglesi possono avere molte cose nel sangue, ma di sicuro la musica non è una queste. Eppure davanti a un ritornello si buttano anima e corpo. Finalmente una scusa per sfogare il perenne aplomb inglese e la frustrazione di giornate vissute nella pacatezza. Eccole, tutte a muovere un pasito adelante con l’agilità di un TeleTubby e le inibizioni parcheggiate fuori dalla stanza.
Dietro di me un bebè vomita stile Esorcista dieci litri di un liquido inquietantemente simile all’Aiax Freschezza Alpina, dopodiché ride e continua a ballare come se niente fosse. Sua mamma non si è neanche resa conto, concentrata com’è nel “Uno-Dos, Uno-Dos” e va avanti “A la derecha y a la izquierda” calpestando la pozzanghera di Aiax e divertendosi come mai. Cosa ancora più strabiliante, nessuno dei bebé piange. Forse sono troppo traumatizzati per aprire bocca o probabilmente stanno programmando mille e una vendetta («Aspetta a vedere cosa combino con la pappa al ritorno a casa…») ma a prima vista sembrano felici.
Quando la lezione finisce poso mia figlia nel passeggino. La sto ancora legando ed è già crollata in un sonno profondo. La sera però, mentre tento di riposare ogni fascia muscolare dolente, mia figlia iperstimolata ed eccitata come Cinzia Leone agita le gambe in aria e urla «Ga ga gaaaa!» fino alle tre del mattino. «Ma che hai fatto alla bambina? Sembra drogata!», dice suo padre. Altro che Ricky Martin. Ora ci vorrebbe una terapia soporifera. Chissà se lo trovo un corso al “ritmo” di Enya?
[Se volete sapere cosa fanno nelle feste londinesi con i pannolini leggete qui.]


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