E invece sorrido e dico
- E tu? Di cosa ti occupi?
- Eh, praticamente faccio l’attora, l’attricia, il teatro, il cinema. Insomma, faccio quelle robe lì.
- No, cavoli, che bello!
Ogni volta che parte questo tipo di dialogo con persone che non conosco, inevitabilmente, matematicamente, segue una o più d’una delle domande che riporto qui sotto. E’ impressionante: potrei prevederle in base all’età, all’occupazione, al colore dei capelli. Anche in base ai vestiti posso intuire la domanda che subito dopo la persona mi farà: è un mio quiz personale dove però non vinco nessun premio.
Sono domande legittime, sono semplici curiosità ma talvolta capita che la persona in questione non mi stia troppo simpatica oppure che io non abbia tanta voglia di conversare o semplicemente capita, a volte, che io sia di cattivo umore. In queste situazioni ecco cosa istintivamente risponderei e quello che invece, inesorabilmente, educatamente, rispondo.
E poi, per guadagnare?
- Scarico carbone giù al porto, così, per arrotondare. E’ una vita difficile. In che senso scusa?
E invece sorrido e dico:
- Faccio quello, è il mio lavoro (spallucce)
Beh, nella vita saprai fingere bene, no?
- Soprattutto l’orgasmo.
E invece sorrido e dico:
- Ma no, è diverso, anzi. Pensa che alle feste in maschera tendenzialmente non vado, proprio perché fuori dal lavoro adoro assomigliare solo a me.
Chissà quanti compromessi avrai dovuto accettare!
- Magari! Ho tre case in vendita e manco una proposta di acquisto… Ci vuole pazienza, tanta.
E invece sorrido e dico:
- Non mi è mai capitato
Ma è vero che per lavorare bisogna andare a letto con i produttori?
- Pagano bene ma in Vaticano la precedenza va a uomini e bambini. E poi, scusa, chiedilo all’adorabile giovane segretaria di un qualsiasi professionista.
E invece sorrido e dico:
- Non mi è mai capitato.
Allora, quando ti vediamo a “Un posto al sole”?
- L’estate prossima, stessa spiaggia e stesso mare. Ma c’è davvero gente che guada “Un posto al sole”?
E invece sorrido e dico:
- Mai (spallucce)
Ma come fai a ricordare tutte le battute?
- C’è una supposta, che in realtà è un microchip: una ogni giorno, così le battutte escono da sole. Pare brutto ma è indolore.
E invece sorrido e dico:
- La memoria è un muscolo, più è allenato meno fatica si fa. La memoria è il meno, davvero.
Dai, dammi un consiglio per diventare attrice, cosa dovrei fare?
- Datti fuoco!
E invece sorrido e dico:
- Partirei da una buona scuola, seria, e da un ottimo maestro da seguire come un’ombra. Insomma studia, molto.
Chissà quanta droga gira nel tuo ambiente, eh?
- Nel tuo invece? Ti hanno visto nella peggiore discoteca di provincia, bell’ambiente, eh?
E invece sorrido e dico:
- Non mi è mai capitato.
Io non potrei mai vivere così, nell’insicurezza, come fai?
- Sono davvero un cesso, eh? Grazie dell’incoraggiamento. Ti serve uno specchietto?
E invece sorrido e dico:
- Sono felice così, non potrei mai avere una vita troppo regolare. E’ una scelta.
Chissà quante belle emozioni, vero?
- Puoi mettere un mazzo fiori sulla tomba dei miei ex, ne uccido uno a debutto.
E invece sorrido e dico:
- Sì, a volte però è molto stressante.
Ma come fai col cane?
- Lo lascio in autogrill e lo passo a prendere a fine lavoro. Se non lo trovo ne prendo un altro.
E invece sorrido e dico:
- Come tutti, credo: lo porto sempre con me e se non posso, per qualsiasi motivo, trovo sempre un caro amico felice di occuparsene.
Che bello poter fare un lavoro che ti piace. Beata te!
- Muovi il culo e realizza i tuoi sogni. Pedala, cazzo!
E invece sorrido e dico:
- Non so fare altro.


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