Un amore bicolore
Siamo venuti su questa spiaggia di ciottoli a bagnarci di cielo. Guardiamo tutta l’altra gente e non ce ne frega niente della città rimasta indietro, l’inverno in agguato oltre la scogliera, le volte che ci siamo addormentati stanchi di discutere.
Che cosa c’è, ti chiedo. Voglio un materassino di stoffa, mi dici. Quello con una parte rossa e una blu.
Lo vuoi fin da quando eri piccolo, nessuno te l’ha mai preso. L’hai dimenticato nelle soffitte della tua infanzia interiore. Hai addormentato il desiderio di volerlo e adesso ti svegli adulto e consunto, vincitore e vinto, sbiadito dal tuo percorso fin qui e lo vuoi. Devi averlo.
Lo abbiamo preso giù in paese, nel negozietto che vende i giornali e le focacce. L’hai gonfiato con la bocca, ci hai soffiato dentro tutti i sospiri di quando, da piccolo, guardavi gli altri bambini giocare sul loro materassino di stoffa rosso da una parte e blu dall’altra.
Lo abbiamo preso e adesso è tuo: possiamo usarlo insieme anche se è da uno. Ci mettiamo sopra, stesi di pancia sul lato corto. Muoviamo le gambe a rana, circumnavighiamo uno scoglio e ritorno. Scopriamo una baia. Stiamo in ammollo, in silenzio, sul pelo dell’acqua.
Ripenso alla mia vita prima che arrivassi tu. Il giorno che ci stuferemo terrai la parte rossa e mi lascerai quella blu.


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