Le mie amiche sono single, i miei amici sono impegnati
Sono uscito a cena con amici e amiche di giri diversi, di recente. Ex compagni di scuola con cui sono rimasto in contatto, amici conosciuti e acquisiti in contesti più tardi e diversi. Vari. Ho parlato con loro, sentito le loro storie recenti, lavorative, personali. E, a un tratto, ho realizzato qualcosa di incredibile e spietato ad un tempo: in questa fase della mia vita, posso dire di avere amiche single, ma non amici. I maschi che conosco e frequento sono tutti fidanzati, o sposati.
Rido, pensando che è un po’ lo scenario contrario a quello tipico, che si diceva “da sfigati”, dei 20 anni. Quello in cui tutti i tuoi amici erano single, senza donne, almeno non fisse. E tutte le tue compagne di scuola o di università, belle o brutte che fossero, antipatiche o interessanti, erano rigorosamente fidanzate. Tutte. Con questo non dico che TUTTE le donne tra i 38 e i 43 che conosco ora siano da sole, questo no. Ma molte sì. Ora, è pur vero che esiste una verità che spiega ogni cosa, ed è anche vero che spesso la spiegazione è lì, a portata di mano. Come è vero che detesto questi post dove uno (di solito della redazione) estrae una serie di fatti dal cilindro e poi ritrae in fretta la mano, per lasciare tutto alle teorie e alle più o meno improbabili elucubrazioni dei lettori.
Il punto qui, però, è che io stesso una teoria valida in merito sembro proprio non riuscire ad elaborarla. Ci dicono, fin da piccoli, che ci sono 7 donne per ogni uomo. Sarà vero? Se lo fosse, tutto tornerebbe. Almeno credo.
Ci informano anche che per ogni 100 bambini nascono 105 bambine.
Ma non so se neppure questa spiegazione mi convince. Certo, la più immediata vorrebbe le donne peccare di troppa esigenza, nell’ottica della sindrome “Ho 40 anni, non ho tempo da perdere, e quindi mettiamo subito bene in chiaro che cosa stiamo facendo.” Che è come dire: “Una firma qui, qui, qui ed un’altra qui. Ecco questa è la tua copia, grazie.”
Ho un amico che di mestiere vende automobili. Ed è fidanzato. E sull’argomento, mi ha detto: “Vedi, funziona così. Il cliente entra, si avvicina a volte un po’ incerto. E tu cosa fai? Lo fai salire, gli fai sentire come la si guidi con un dito, la potenza del motore, come arrivi in un battito di ciglia a 100 all’ora, la ripresa, l’accelerazione, la tenuta di strada. Non gli metti subito davanti il contratto di vendita, dove vede le rate a volte oltraggiose, il prezzo degli optional che lui vuole e dei quali nessuno è dotazione di serie. Così vendi la macchina. Fai leva sull’emozione, non sugli obblighi. Sui benefici, non sui costi”.
E’ possibile.
Certo è che dalle donne senti parlare di “panorama desolante”, non dagli uomini. Gli uomini lo pensano, badate, ma non lo dicono. Questo tanto per sgombrare il campo da ipotesi che ci vogliano meno esigenti di voi.
Ma allora, se alla fine siamo parimenti esigenti, com’è che ho amiche single ed amici impegnati?


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