DeMille, una notte

La prima volta che presi in mano un libro di Nelson DeMille, lo iniziai sulla spiaggia nel tardo pomeriggio e lo lasciai solo a notte molto inoltrata, vinto dal sonno. Era il 1994, il romanzo si chiamava Spencerville – forse uno dei suoi più riusciti – ed era una storia di amori riconquistati, luoghi della giovinezza rivisitati ed insieme un thriller avvincente, consigliatissimo.

DeMille, romanziere di successo e signore oltre la mezza età, è stato un paio di volte tra gli ospiti del Festival della Letteratura di Mantova, ed è però forse più famoso per titoli come La Figlia del Generale (da cui il giallo con John Travolta), Notte Fatale, L’Ora del Leone e Plum Island. Tristemente, è anche un esempio di come, a volte, editor e responsabili editoriali in Italia riescano infallibilmente a scartare i migliori lavori di un autore, per affrettarsi però a pubblicare subito quelli meno riusciti. Romanzi come The Charm School e The Talbot Odissey, da noi appunto inediti, restano tra i migliori titoli di thriller di spionaggio mai scritti, nulla da invidiare ai migliori Le Carrè o Robert Ludlum.

C’è però un altro romanzo molto famoso di questo autore, del quale correva voce da tempo sarebbe uscito un seguito: La Costa d’Oro. Ovvero quella lussuriosa striscia di terra a Long Island dove i Roosevelt e i Vanderbilt prosperarono nel secolo scorso. E dove John Sutter, un avvocato di Wall Street aggrappato con tutte le forze a un prestigio aristocratico che sta svanendo, e Frank Bellarosa, il padrino di Cosa Nostra che tratta la sbiadita opulenza della costa dorata come un moderno barbaro di fronte alla decadenza dell’impero romano, entrano in conflitto a causa della bellissima moglie di Sutter, Susan.

Stessi protagonisti, stesso setting, nel nuovo romanzo-sequel L’Ospite Pericoloso (The Gate House) DeMille, riprende alcuni dei fili del precedente, facendo incontrare di nuovo John Sutter con l’affascinante ex-moglie, ma anche il vendicativo figlio del boss Bellarosa, in una partita tesissima la cui posta in gioco sono ancora una volta passioni, amori mai sopiti e vendette.
Al di là della trama e dell’ambientazione (il Washington Post paragonò il fascino dei luoghi e dei personaggi de La Costa D’Oro a quelli del Grande Gatsby), DeMille avvince non solo per i colpi di scena, ma anche per la scrittura fluida, matura, elegante e una caratterizzazione a tutto tondo dei protagonisti, uomini e donne per cui ci si ritrova a fare il tifo e che non si scordano facilmente.



Abbonati

52 numeri a solo 26€

1 anno con il 76% di sconto se ti abboni o regali un abbonamento sul nostro sito