Amici di Facebook, ma anche no…

I concetti, si sa, sono relativi. Specie di questi tempi. Una perla di saggezza popolare recita: “Chi trova un amico trova un tesoro”. Evidentemente chi l’ha coniata non conosceva facebook. Ora l’amicizia è ben lungi dall’essere preziosa e speciale, ma sta tutta dentro un click. Basta una lieve pressione sul tasto sinistro del mouse e voilà: Giorgia e Pincopallo sono diventati amici. Senza sforzo. Facile facile.

Ecco che allora in un battibaleno ti ritrovi in casa un esercito di amici virtuali che si mescolano, in rigoroso ordine alfabetico, agli amici reali. Non c’è modo di separarli. Non si distinguono più. Di conseguenza, l’inestimabile definizione di amicizia dei tempi andati si ridimensiona, amalgamando e livellando i nomi e le corrispettive immagini-formato-fototessera in un’unica lunga lista.
Ma questo è il terzo millennio. Ci sono nuove regole di convivenza e occorre rispettarle. Nel momento in cui decidi di aprire un tuo profilo su facebook, devi anche mettere in conto una certa percentuale di richieste di amicizia provenienti da perfetti sconosciuti. E forse questo non è nemmeno l’aspetto peggiore…

Che dire di quando ci si ritrova faccia(libro) a faccia(libro) con vecchi compagni di scuola? Noi li ricordavamo con il grembiule azzurro e la cartella sulle spalle… e ora li ritroviamo senza capelli e con due figli a carico. E che dire di quella nostra antipatica compagna delle medie che ci perseguitava nei corridoi? Adesso eccola lì… capelli freschi di piastra e sorriso smagliante, che chiede incomprensibilmente la nostra amicizia. E quel tipo enigmatico che ci scrive: “Chissirivede, ti ricordi di me?”, ma tu non hai la minima idea di chi sia e ti scervelli per giorni scartabellando tra le sue pagine nella speranza che ti si accenda una lampadina?! E chi di noi facebookiani non ha digitato almeno una volta, con impensabile trepidazione, nome e cognome di quella vecchia fiamma mai dimenticata?

Ma non è tutto. Spesso e volentieri mi sono ritrovata a chiedermi: esiste un galateo del social network? Per esempio. Rifiutare l’amicizia di qualcuno che non conosciamo o di cui non ci ricordiamo, è lecito oppure viene bollato come imperdonabile maleducazione? Estromettere qualcuno dal novero delle amicizie è considerato come un affronto personale oppure una periodica (nonché necessaria) scrematura? Invitare perfetti sconosciuti a quello che dovrebbe essere un semplice aperitivo (ma che su facebook si è tramutato in “evento”) è sinonimo di intraprendenza oppure potenzialmente rischioso?
Non v’è dubbio. Gestire tutto questo può rivelarsi piuttosto stressante. Può avere ripercussioni sulla produttività lavorativa. Può scatenare pericolose reazioni a catena ed imprevedibili effetti domino. Può creare dipendenza. Provate a pensarci. Se avete all’attivo più amici degli altri significa che siete davvero più popolari o solo che avete adottato una politica di fraternizzazione più elastica? Se trascorrete svariate ore lavorative condividendo immagini, link, note, eventi e cause, siete passibili di licenziamento oppure potete imputarlo a non meglio identificate operazioni di public relations? Se non perdete occasione per esibire nel dettaglio ogni vostra azione quotidiana significa che siete una persona molto socievole o che avete preso l’aggettivo social un po’ troppo alla lettera? In sintesi: facebook è uno strumento per combattere la solitudine moderna oppure una vetrina a buon mercato per saziare l’umano narcisismo?
Già. Ormai sono poche le certezze incrollabili che ci restano e ognuno prova a districarsi come meglio riesce. Io sono una grande sostenitrice di facebook… mi piace sbirciare nelle vite degli altri e lasciare che gli altri sbircino nella mia. Quel tanto che basta. Credo anche che debba esistere una parte di noi stessi da condividere solo con gli amici veri. Quelli che puoi vedere e abbracciare. Senza dover cliccare da nessuna parte. Quelli che non si limitano al tuo status, ma sanno davvero come ti senti. Perché una cosa so per certa: se gli amici di facebook vi conoscono tanto quanto gli amici reali… io inizierei a preoccuparmi.



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