Cominciamo male

Ogni tanto compro delle riviste maschili. Solo ogni tanto, a dire il vero. Un po’ perché di solito le mie aspettative sono deluse, un po’ perché contemporaneamante devo sempre comprare un quotidiano voluminoso, che non finirò di leggere, per infilarcele dentro secondo una moderna variazione sul classico tema woodyalleniano.

Comunque, una di queste volte in cui ho comprato una rivista maschile, dentro ci ho trovato un articolo veramente epocale, in quanto capace di evocare già dal titolo un cavallo di battaglia di molti maschi e di molti cabarettisti, professionisti e non. Il titolo era “Mi trovi grassa?”.

Tre parole e un punto interrogativo per inchiodare l’uomo contemporaneo ad una sua radicata paura: in certe occasioni, ad una donna puoi dire qualsiasi cosa. Sbaglierai comunque.

Quando mi hanno chiesto di scrivere qualche post per il blog di Grazia, quell’articolo mi è tornato in mente come se l’avessi letto il giorno prima, e quella paura si è materializzata all’istante. Per questo motivo, ho deciso di assumere una posizione forte e coraggiosa, virile e decisionista: verrò avanti con le mani in alto e bene in vista.

Eccomi qua. Sono un uomo, ho quasi 34 anni. Non ho figli, non sono sposato, non convivo, ci metto mediamente due, tre mesi a definire “fidanzata” la ragazza con cui esco sistematicamente…

Sono uno che va in crisi subito quando dite quelle frasi tipo “vorrei costruire qualcosa”, e per fortuna vostra e mia, da un paio d’anni ho smesso di rispondere con una battuta abbastanza fastidiosa, basata sul fatto che mio padre faceva il muratore e quindi bisognava chiedere a lui.

Sono uno che si lascia facilmente ridurre ad uno stereotipo, o ad una serie di stereotipi, sul maschio: non so che aspetto abbiano buona parte dei colori che sento nominare dalle mie amiche, non trovo divertente passare del tempo dentro ad un negozio di abbigliamento femminile, nè passarlo davanti all’ingresso a controllare gli sms, penso che mezz’ora in un negozio senza comprare niente sia mezz’ora persa, penso che ad una donna normale dovrebbero bastare tre o quattro borsette.

Continuando, sono uno che segue il calcio meno di un tempo, ma trova che la visione di una partita di buon livello (e per me il buon livello include sia Sampdoria-Udinese che Nigeria-Olanda) sia comunque un passatempo che nella scala dei passatempi possibili e sani sta più in su di tanti altri.

Sono anche uno che trova divertenti quei film in cui Vin Diesel o Bruce Willis ogni tanto si fermano e dicono un battutone per poi ricominciare a dare cazzotti. E, lo ammetto con un certo fastidio, quando mi trovo di fronte ad una donna che condivide questi gusti, non riesco a simulare un odioso momento stupore.

A peggiorare le cose, mi mancano quasi completamente alcuni lati dello stereotipo maschile che però voi donne trovate utili. Ad esempio non amo guidare,e sono abbastanza negato per i lavoretti di casa.

Ora, potrei anche dire che in fondo sono più sfaccettato di così, e che in questo modo ne esce un quadretto abbastanza deprimente. Potrei dirvi che guardo anche Sex and the city, oltre ai miei film con gli spari. Che sono bravo a fare “le cassettine”, che di solito ci prendo con i regali, e a volte regalo anche delle borse, che le donne fingono calorosamente di gradire. Cose così.

Ma non è questo il punto, e sarebbero divagazioni piuttosto inutili. Insomma, se avete una pietra da tirare, fatelo. Poi cominciamo.



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