Non nasciamo tutte Barbie… E meno male!
Se sei cresciuta in mezzo a bambine che sognavano di sposarsi con il principe azzurro mentre tu ti immaginavi sotto al palco durante il concerto del tuo ragazzo/idolo, non disperare; se alle medie tutte si vestivano di rosa e tu di nero, non ti preoccupare; se la mattina sentirti dire biscottino ti faccio il caffè e poi un po’ di coccole ti fa venire la nausea, non temere, non hai niente di strano. Hai solo il rock nel sangue.
Eh si ragazze, non possiamo essere tutte fatine che non dicono mai le parolacce mentre portano capelli lunghi, biondi e perfetti e sfoggiano un grazioso sorriso. In questo mondo, che ci piaccia o meno, ci sono anche le riot girl e io ne faccio parte
Ricordo perfettamente quando da piccola tagliavo di nascosto con le forbici le canottierine che tentavano di infilarmi e mi giustificavo dicendo mamma, non posso metterla, si è strappata, oppure quando altri bambini mi chiedevano per via dei capelli corti sei un maschio o una femmina? e io rispondevo espressamente con la stessa smorfia di Sid Vicious UN MASCHIO!“.
All’inizio era difficile, ma poi un giorno la musica è entrata nella mia stanza e tutto ha cominciato ad avere senso. Ho scoperto che non era necessario indossare i colletti tondi delle camicette a fiori per essere femminile, ma che esisteva tutto un mondo fatto da ragazze incredibilmente sexy e affascinanti come Kim Gordon, Cat Power o Nico.
E allora addio Barbie, colori pastello, cuoricini, orsetti, amichette e tenerezze. Io mi taglio i cappelli, metto il mio gilet con la spillina dei Ramones e le ballerine zebrate, aggiungo un colpo di mascara e uno di rossetto e questa sera me ne vado a divertirmi a un bel concerto con la birra in una mano e la sigaretta nell’altra.
Ah! Quanto ci si sente bene ad essere una indierocker!


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