Famiglia Italia: se i politici sono separati in casa…
Siamo come bambini che vanno conquistati con regali a effetto: aumenti dei salari, diminuzione delle tasse, abolizione dell’Ici…
Ci mancava solo la Playstation per tutti!
Nel momento in cui leggerete questo articolo sapremo chi ha vinto le elezioni. Ma, a prescindere da chi governerà e chi sarà all’opposizione, vorremmo lanciare, nel nostro piccolo, in anticipo un appello: potete, per cortesia, cercare di andare almeno un po’ d’accordo per lavorare insieme a fronteggiare le emergenze più gravi del Paese? Lo so, il tono è un po’ banale, troppo colloquiale, quasi familiare, ma una psicologa, che abbiamo intervistato all’inizio della campagna elettorale, ci ha spiegato che noi proprio questo siamo: una famiglia che sta vivendo un brutto momento perché “i genitori” litigano continuamente davanti ai “figli” e soprattutto sono così presi dalle loro beghe, da perdere di vista l’interesse comune. Quindi vi pregheremmo, quali che siano i risultati dei voti, di abbassare i toni, smetterla di darvi sempre torto per ripicca e tentare di collaborare per il bene del Paese. Gli esperti ci spiegano (dobbiamo dirvelo noi?) che le riforme istituzionali non riuscirete mai a farle se non troverete un accordo. E lo stesso discorso vale per l’emergenza economica, per i costi e l’inefficienza dello stato, per i problemi del lavoro, della sicurezza… Volete che andiamo avanti? Durante la campagna elettorale ci avete coperti di promesse, come bambini che vanno conquistati con regali a effetto: aumenti dei salari, diminuzione delle tasse, assicurazioni per le casalinghe, abolizione dell’Ici, del bollo della macchina… Ci mancava solo la Playstation per tutti! Non vi abbiamo creduto perché siamo figlioli con la testa sulle spalle e sappiamo benissimo che, per uscire dalle crisi, bisogna essere disposti a fare dei sacrifici e li faremo. Però, per favore, che almeno il clima sia quello giusto, di gente che, pur nelle differenze, dialoga per trovare la soluzione migliore e non perde il tempo e le energie a dare la colpa di tutto all’altro, rivangando sul passato fino ai bisnonni.
E infine, come ultima raccomandazione, ci permetteremmo di farvi notare che nella vicina Spagna, nei giorni scorsi, hanno fatto ministro delle Difesa una donna di 37 anni incinta al settimo mese… Con lei i ministri donna, nove, superano i ministri uomini, otto. Qui da noi, a parte qualche raffinata uscita su chi la da e chi no, donne orizzontali e donne verticali, vi siete tutti affannati a ribadire stima, attenzione ed entusiasmo per il nostro contributo e a garantire la più mirabolante delle presenze femminili in parlamento e nel governo. Non vorremmo sembrarvi antipatiche, ma stiamo già cominciando a contare…


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