Il Prime Time è Critico – 18 / 24 febbraio
La Direttrice contatta Succo su gtalk
“Mi scrivi qualcosa sul Prime Time del sabato sera?”
“A parte quelli dell’Auditel che lasciano acceso l’apparecchio prima di uscire, esiste davvero qualcuno che guarda la televisione il sabato sera?”
“Non lo so e non mi interessa”
“D’accordo, ci provo”
Ma chi ce lo doveva dire? (Canale 5 – 21.15)
Dopo Zelig, Zelig off, Colorado cafè i telespettatori sentono ancora la necessità di vedere dei comici in televisione? A Canale 5 ne sembrano convinti tanto da riproporre in prima serata uno spettacolo di due ore incentrato sul duo siciliano Ficarra & Picone, già andato in onda il 25 novembre 2005. Lo svolgimento è quello teatrale che ben conosciamo. Se vi piacciono i due comici siciliani, vi sarete divertiti, altrimenti avrete cambiato canale dopo circa 20 secondi.
Tra i vari ospiti del programma anche i calciatori Materazzi e Gattuso. Una presenza che conferma come gli sportivi in televisione debbano limitarsi allo sport o agli spot. Sono rigidi, impacciati e per funzionare avrebbero bisogno che i protagonisti della trasmissione facessero loro da spalla. Non accade.
Positiva invece la presenza di Gaia Bermani Amaral, carina, simpatica e perfettamente a suo agio sul palco nel ruolo di “gnocca con testa” come finora avevamo visto soltanto Vanessa Incontrada.
Cold case (Rai Due – 21.10)
Cold case è una di quelle serie ben fatte che ti tengono incollato al televisore… La fotografia è meravigliosa, i personaggi sono ben strutturati e i dialoghi funzionano. Le vicende ruotano attorno a una divisione della polizia di Philadelphia che si occupa di casi irrisolti (cold case). Si parte dal fatto, realizzato con la tecnologia audiovisiva del periodo storico in cui si svolge, per poi ricostruire attraverso le indagini, ma soprattutto gli interrogatori, che cosa è accaduto e giungere quindi alla risoluzione del caso. La ricostruzione dei fatti funziona benissimo. Gli sceneggiatori ci portano per mano a conoscere i protagonisti della storia e fino all’ultimo è impossibile intuire chi sia il colpevole. E non farà differenza se suonate il violino e fumate la pipa, perché l’intreccio narrativo è molto ben studiato.
Che tempo che fa (Rai Tre – 20.10)
Tutti conosciamo le qualità del talk show condotto da Fabio Fazio: ospiti esclusivi, esilaranti intermezzi comici e un buon ritmo di conduzione. Ingredienti che vengono premiati con degli ottimi ascolti (16 % di share). Il programma ha però un difetto che in cinque anni di vita non ha mai corretto e riguarda gli ospiti stranieri. Gli autori si intestardiscono nel voler fare battute o giocare sui doppi sensi quando i cinque secondi di ritardo necessari alla traduzione simultanea sbriciolano ogni tempo comico. Nella migliore delle ipotesi la battuta cade nel nulla con un certo imbarazzo da parte dell’intervistato, nella peggiore quest’ultimo sembra un deficiente quando no lo è. E ogni volta che faccio questa affermazione mi tornano in mente due interviste: Henry Winkler (Fonzie) e Matt Dillon. Fabio (Fazio) e Michele (Serra) vi prego, basta battute con gli ospiti stranieri oppure registrate le interviste in inglese e mandatele in onda sottotitolate in italiano. Grazie.


piace a 0 persone

piace a 1 persone










