Ebbene sì, ogni sei mesi mi innamoro. Della moda.
Tutti i lunedì mattina, a «Grazia», c’è la riunione di redazione per discutere i temi della settimana e organizzare il piano del giornale. Presenti tutte le giornaliste (uso il femminile perché siamo la stragrande maggioranza e gli unici due uomini danno ormai per scontata questa trasgressione alle regole ufficiali della lingua italiana) si parla, si discute e spesso ci si accalora sui vari temi che vengono proposti. Ma non c’è nulla che scateni passioni e dibattiti come la moda. Basta un accenno all’ultima tendenza, alla borsa cult, alle scarpe che indossa una collega perché immediatamente parta un delirio che è difficile contenere, perché tutte hanno qualcosa da dire e le voci, i commenti si accavallano, le proposte si sprecano… I due colleghi maschi assistono, ho la sensazione, sociologicamente affascinati dalle nostre kermesse fashioniste. Perché ogni volta scoprono che per le donne la moda è una cosa seria, importante, una vera passione. Un misto di desiderio, gioco, proiezione di sé, voglia di cambiamento paragonabile, per alcuni versi, all’innamoramento. Ma con in più la possibilità meravigliosa di riprodurre la magia all’infinito. Soffro di questa “sindrome” da moltissimi anni, da quando ho cominciato a lavorare per i giornali femminili e a seguire le sfilate. E dopo tanto tempo, dopo aver visto, come è ovvio, tutto e il contrario di tutto, il sublime e il banale, la provocazione, il business, qualche volta il genio, ancora ho voglia di capire dove va la moda, perché con lei si muovono le donne, la nostra immagine, la nostra vita. In questi giorni, per esempio, sui giornali di tutto il mondo, in concomitanza con le sfilate di New York e Milano, è tutto un fiorire di articoli, libri, dibattiti sul “power dressing”, lo stile, il look più adeguato per le donne che stanno conquistando il potere (sarà vero?). Le sostenitrici della linea iperfemminile, abiti e tacchi alti, attaccano le fautrici del tradizionale tailleur maschile, accusandole di mutuare look e modi dagli uomini. Mentre queste rivendicano la giacca, con tanto di simboliche spalle larghe (!), contro la seduzione come strumento di emancipazione… Ve l’ho detto: la moda è una cosa seria, racconta, meglio di tante indagini sociologiche, la realtà, i nostri bisogni, i nostri desideri, perfino le nostre paure.
Sapete quale sarà il colore più trendy dell’inverno, quello che è stato ribattezzato il nuovo nero? Il grigio. E la tendenza più forte, quella a cui sarà impossibile sottrarsi? Il bon ton: avete presente, gonna, twin set, collana di perle? Pensateci bene: cosa vorrà dire…


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