Io vi odio a voi toscani, io vi odio tutti quanti.

ANTEFATTO.
Con gli anni ho maturato una certa esperienza. I primi di maggio si butta lì l’idea che il mare in toscana quest’anno non sarà un granché. A giugno si comincia a lasciare qua e là cataloghi di varie agenzie viaggi. A luglio si passa alla fase propositiva ( “potremmo provare una località tropicale/nordica/rocciosa/artistica, che ne pensi?”) e se la risposta non è soddisfacente, 15 giorni prima della fatidica partenza si abbassa la saracinesca e si passa direttamente nella fase lunatica (“non disturbarmi se non per comunicarmi l’orario del volo, possibilmente transoceanico“). Niente. I risultati tardavano a venire. Ero ormai demoralizzata. Le mie speranze si sgretolavano anno dopo anno come semini di girasole sotto uno schiacciasassi. I primi sei anni infatti agosto equivaleva a dire Toscana. Poi, come la goccia perfora la roccia, il settimo anno ho raggiunto le radici e le ho indebolite:

ho visitato la Costa Azzurra. Io e lui. E basta. Niente famiglia. Niente animali. Niente toscani.

Solo per qualche giorno, però. Poi di nuovo tutti in Maremma.

Rientrata dal quel viaggio mozzafiato, mi son messa subito al lavoro. E ho elaborato i piani A, B, C, D, E, F, G, H, I, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V, e Z.

All’incirca a metà giugno ero già arrivata inutilmente alla Q. L’infido però doveva aver subodorato qualcosa, perché a fine giugno si è finto malato, si è fatto ricoverare e si è fatto dimettere giusto in tempo per la partenza per la Toscana.

QUALCHE GIORNO FA.

Mafe: “Sabato festeggiamo il mio compleanno con qualche amica, venite?”

Devo ammettere che il primo pensiero è stato: “Ma sei matta? Con ‘sto caldo?”

Poi, vista la possibilità di interagire con persone che sicuramente avrebbero avuto in testa mete diverse dalla Toscana, ho accettato.

Alle 19 in punto ero davanti al locale. Non vedevo l’ora di parlare di paesi a me sconosciuti: isole tropicali, picchi inesplorati, monumenti antichissimi, fiordi norvegesi e chissà quale altra meraviglia.

Dopo un rapidissimo scambio di auguri, dirigo velatamente la conversazione sull’argomento che mi stava a cuore.

Io: “Auguri. Dove andate in vacanza? Non rispondete tutti insieme altrimenti non capisco. Uno alla volta e in senso orario. Grazie.”

Mafe: “Raggiungo i miei al mare, come faccio da 45 anni.” (anno più anno meno…)

Vanz: “Dall’era mesozoica ad agosto vado dai miei al mare.”

Auro: “In Toscana.”

Mentre mi guardavo in giro per cercare la telecamera di Candid Camera, noto che l’infido e il marito della festeggiata stanno chiacchierando allegramente e mi intrometto: “Di che parlate?”

Il viscido: “Pensa che coincidenza, Alberto è appena tornato dalla Toscana e mi stava raccontando di un ristorantino molto carino proprio a pochi chilometri da dove andremo noi”

Arrivano Marcom e Simone. Capisco subito che almeno loro sono dalla mia parte. Marcom ha un bassorilievo sulla pancia a forma di USA, Simone ha lo sguardo felice di chi non ha mai conosciuto qui maledetti dintorni etruschi. Restiamo comunque una minoranza assoluta.

Alla fine dell’aperitivo la mia depressione è a livelli storici, mentre il serpente a sonagli zompetta felice tra un invitato e l’altro.

Decido che è ora di tornare a casa e guadagno l’uscita. Proprio sulla soglia incontro pm10, mi illumino e senza nemmeno chiederle come sta vado subito al sodo: “Ciao, dove vai in vacanza?”

Lei: “In Toscana”.

Domani parto per la Toscana, a meno che non mi venga offerta una valida alternativa. Africa, Asia, Australia. Accetto tutto. Pure Trucazzano.

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  • Scritto da stronza
    il 30/07/2007


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