Piper generation
Mi faccio brevemente raccontare il Piper da Corrado Rizza, che esce con un bel libro fotografico a cura di Guido Michelone per Lampi di Stampa.
Piper generation. Beat, shake & pop art nella Roma anni ‘60 nasce da una tua collezione personale. Ammiro le ricerche dissennate, spesso mosse da ossessioni, dei collezionisti di ogni sorta. Perché proprio le fotografie del Piper?
Io sono un discografico ma per hobby colleziono negativi d’epoca. Mi sono capitate per le mani delle foto bellissime scattate nei favolosi Anni 60, precisamente tra il ‘65 – quando aprì il Piper club di Roma – e il ‘70. Le foto sono state scattate da 2 fotoreporter dell’epoca: Marcello Geppetti (foto 1, 2 e 3) e Guglielmo Coluzzi (4, 5 e 6). E’ stato così che mi è venuta l’idea di raccogliere tutto quel materiale in un libro.
Come vivevano il Piper le ragazze di allora?
Come un fenomeno nuovo. Erano abituate a non uscire la sera. Esistevano solo i pianobar all’epoca. Il Piper aprì anche di pomeriggio e cambio così i costumi. Finalmente i genitori, i matusa, non potevano impedire ai loro figli di manifestare la loro emancipazione, fu una rivoluzione pacifica e il ‘68 era alle porte…
Erano provocanti?
Tante ragazze arrivavano al Piper con le gonne sotto al ginocchio per poi arrotolarsele nei bagni e farle diventare delle minigonne mozzafiato…
Quali personaggi hai scovato nelle tue foto sul palcoscenico del Piper o intenti ad agitarsi nella pista da ballo?
Forse tutti i vip dell’epoca sono passati al Piper: Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Luchino Visconti, Monica Vitti, Anna Magnani… Tanti giovani in erba, che come i loro coetanei stavano vivendo quel favoloso periodo, poi hanno sfondato nel mondo dello spettacolo, a cominciare da Patty Pravo, Mita Medici, Renato Zero, Marina Marfoglia, Franco Miseria, Loredana Bertè e Mia Martini.
E della musica cosa raccontano le tue fotografie?
Al Piper è nata la musica Beat, qui si sono esibiti tutti i gruppi emergenti di quel periodo: i Rokes, l’Equipe 84, Rita Pavone, Mal e i Primitives.
E gli artisti internazionali…
Sì, al Piper hanno suonato addirittura i Pink Floyd, i Procul Harum e i Rolling Stones vi andarono a ballare dopo il loro concerto del ‘67. Anche i Beatles, come mi ha raccontato Gianni Minà, quando vennero nel ‘65 a Roma volevano andare al Piper, ma erano già troppo famosi e, a causa della grande bolgia di giovani che li aspettava, furono costretti a ripiegare sul Club 84.
* Completano il libro le testimonianze di personaggi che hanno vissuto il Piper e che forse sono stati gli artefici del suo successo: dal fondatore Giancarlo Bornigia a Mita Medici, Renzo Arbore, Dario Salvatori, Marina Marfoglia, Patty Pravo, Shel Shapiro, Maurizio Vandelli, Alberto Marozzi e tanti altri.








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