Tanto rumore per nulla

Lo schianto è stato micidiale. Proprio lì, all’incrocio sotto la sopraelevata della metropolitana. C’è un sacco di confusione. Traffico intenso. Un’area era stata transennata, forse per lavori in corso. Non si capisce la dinamica. Uno dei due non ha visto il semaforo rosso o pensava di farcela con la luce arancione, magari era distratto, parlava al cellulare, chissà…
Le due auto si sono accartocciate l’una sull’altra e stanno cominciando a fumare. Alcune fiammate poco rassicuranti fuoriescono da quello che è rimasto del vano motore. La folla si è radunata sul marciapiede. E’ lì apatica e vacua, estranea alla drammaticità dell’evento. Tutti osservano. Nessuno si muove, immobili come le spighe in un campo di grano nell’afa estiva.
Un giovane rampante vestito di tutto punto in un gessato grigio, ha visto la scena. Si leva gli occhiali da sole. Li infila nel taschino della giacca. Corre verso il luogo dell’incidente. Comincia ad urlare alla folla immobile:
- Chiamate le ambulanze! Presto!
Uno dei conducenti si è divincolato dalle lamiere contorte e si dirige barcollando verso l’altra vettura che sta bruciando. Cerca di estrarre l’uomo che è ancora incastrato nell’abitacolo. Lo sfila dal sedile. E’ coperto di sangue. Brandelli di carne pendono dalla t-shirt. Si lamenta con un rantolo soffocato. Il giovane professionista è già là, si rimbocca le maniche e lo aiuta. L’uomo ferito non gravemente sanguina dalla tempia. E’ esausto e cerca di adagiare il corpo ridotto a poltiglia sull’asfalto. Il giovane professionista ricomincia ad urlare sotto gli occhi perplessi della folla che è sempre là, immutabile:
- Via di qua sta per esplodere tutto! Dobbiamo allontanarci! Capito?
Il tipo lo guarda confuso, si asciuga il rivolo di sangue con la manica della camicia, Forse è sotto shock. Non ha idea della gravità. Il giovane manager continua a strillare. E’ quasi isterico.
Poi una donna graziosa con un cappello da baseball e un block-notes in mano, si avvicina al giovane eroe. Gli dà un colpetto sulla spalla:
- Scusi, dovrebbe lasciare la scena, Stiamo girando un film!
Gli occhi gli si fanno tondi. La bocca gli si piega riflessiva. Le gocce di sudore si ghiacciano all’istante. L’effetto dell’adrenalina svanisce, rimpiazzato da uno stato di imbarazzante confusione mentale che lo stordisce fino al Dna.
Un po’ di stress… La riunione… Non ha visto il camioncino con la telecamera e una quindicina di occhi di bue distribuiti tutto intorno.
La tipa col cappello da baseball lo incita ad allontanarsi.
- Vada, vada a giocare a golf sull’autostrada! Ok ragazzi, si ricomincia tutto da capo. Ripulite l’insanguinato. Fa proprio schifo.

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  • Scritto da Nikita
    il 01/05/2007


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