Mestieri Misteriosi: registar
Che lavoro fai, Grazia?
Sono una registar
Mi fai un esempio del tuo lavoro?
Certo: Tela leggermente allentata, segni del telaio visibili sui bordi. Tre piccole perdite con sfondamento fermate sul verso da toppe di tela. Quattro piccolissime cadute di pellicola pittorica, una microabrasione in basso, un graffio superficiale sulla sinistra dal basso verso il centro. Vernice leggermente disomogenea. Crettature con andamento verticale ed orizzontale. La cornice presenta perdite della doratura e della preparazione specie agli angoli. Questo è un condition report su un quadro.
Un registar è un restauratore che deve valutare lo stato di conservazione di un’opera d’arte e monitorarla lungo tutto il percorso espositivo. Ogni variazione deve essere scrupolosamente registrata
A chi possono essere imputate le maggiori colpe dei danni subiti dalle opere che partecipano a una mostra? Ai Trasportatori “acrobatici”, alla sfortuna o ai vandali?
Importantissimi sono gli imballaggi! Occhio poi ai trasportatori in fase di allestimento: pretendere da loro la massima cura e l’uso dei guanti. Ovviamente sono importantissime le condizioni di umidità, temperatura e luce dello spazio espositivo. E comunque speriamo che non venga nessun vandalo a vedere la mostra.
Esistono danni irreparabili? Una tela squarciata da parte a parte o imbrattata di pece nera può essere portata al restauro o viene data per spacciata?
Vale sempre la pena restaurare un’opera! Uno squarcio si risolve con una buona foderatura, eliminare la pece è sicuramente più difficile ma con pazienza ed avvalendosi di tutte le tecniche di pulitura possibili la situazione può migliorare, ed il ritocco può fare miracoli!
Quanto tempo puoi rimanere davanti a un quadro per passarlo al setaccio e rinvenirne tutte le imperfezioni e i danni?
Spesso mi è capitato di guardare un quadro per un’ora e più, certo dipende dal quadro, dall’epoca, dallo stato di conservazione, dalla tecnica usata.
Usi solo “l’occhio nudo” o utilizzi strumenti di sorta?
Il migliore degli strumenti è un occhio attento, ma spesso lavoro con una torcia ed una lente d’ingrandimento.
Tu segui fisicamente le opere da uno spostamento all’altro, come una badante, o lavori anche su fotografie a distanza?
No, non si può lavorare a distanza, bisogna seguire le opere durante tutto il loro percorso espositivo. Seguo l’imballaggio per il trasporto alla partenza e l’apertura delle casse all’arrivo, poi l’allestimento della mostra.
Se è vero che spesso i tempi del restauro (soprattutto pubblico) si allungano per questioni burocratiche ecc., non sarebbe forse meglio esporre le opere danneggiate, anziché immagazzinarle per anni in attesa che siano sistemate?
Sì, la penso come te. I magazzini dei musei sono pieni di opere che forse non saranno mai esposte al pubblico, sveltire le procedure ed esporre almeno le opere in condizioni migliori non può che farci felici tutti.
Grazia Del Giudice si occupa di decorazione, restauro e conservazione. Recentemente come registar ha seguito una collezione privata per la mostra di Antonio Donghi (attualmente a Palazzo Reale a Milano) e ha collaborato alle mostre di Warhol e Carracci.


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