I luoghi dell’amore (3) L’ascensore: la trasgressione

Prendetelo come un luogo esemplificativo di tutti quei posti fuori dall’ordinario. Ma neanche tanto, perché pare che in ascensore capiti più spesso di quel che si pensi. Magari non sempre si riesce a portare in porto l’intera operazione, magari si comincia con uno struscio e si finisce con del celere sesso orale. Ma qui non stiamo a guardare il capello. Sempre d’infuocata intimità si tratta.
In questo stanzino semovibile, dall’obbligato percorso verticale, di nudità totale non se ne parla nemmeno… Per essere sicuri di non incappare in figure pessime, si dovrebbero evitare corse inferiori ai 10 piani o cabine dalla velocità eccessiva. Ma è anche vero che senza rischio di apertura improvvisa delle porte che gusto ci sarebbe? La trasgressione è tutta lì. O quasi. Per alcuni la componente più interessante riguarda la seduzione. Nel giro di due minuti concupire il partner e lasciare che questo abbia accesso al tuo corpo sarebbe fenomenale. Ma staremmo parlando di cinematografia, non di realtà. Più facile, invece, che l’incontro carnale avvenga con il partner abituale. Allora tanto vale prepararsi da casa, appunto, e arrivare sul luogo prestabilito con tutto il necessaire e la preparazione adeguata ad un’impresa del genere. Che so, magari facendo delle prove nello sgabuzzino delle scope con l’uno che prende i tempi all’altro utilizzando il cronometro ed una torcia elettrica. In alternativa conviene godersi il ‘carpe diem’, farsi prendere dal raptus sul momento senza aver pianificato nulla. Lasciarsi andare alla passione più sfrenata improvvisando come viene. Nella speranza di staccarsi l’uno dall’altra e di darsi una risitemata entro l’arrivo al piano.


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