Lei/ La vasca da bagno

Il tetris. Ovvero la vasca ai tempi del precariato
La vasca, luogo sublime d’incontri appassionati avvolti nella nebbia dei vapori. La schiuma che ti lambisce celando maliziosamente i seni. Il calore, i sali profumati, l’idromassaggio. Marvin Gaye nello stereo e un calice di Chardonnay appoggiato sul bordo, accanto al sapone.
La vasca, tu e lui.
Dipende…
Dipende dalla vasca, soprattutto. Ho cambiato diversi indirizzi e la vasca più grande che mi è toccata, accuratamente e preventivamente disinfestata dalle rognose tracce sindoniche dei coinquilini, conteneva a malapena me. Ma non facciamoci scoraggiare. Accendiamo il termoventilatore, sistemiamo l’abat-jour rossa sulla lavatrice, facciamo partire lo stereo, apriamo l’acqua calda. E non importa, non importa se è saltata la luce: stappiamo orgogliosi il nostro Garzellino frizzante del discount, e che cominci la festa.
E poi dipende da lui. Da lui e dalle sue dimensioni, e soprattutto dai coefficienti che determinano la relazione tra la lunghezza delle tue gambe e quella delle sue, nonché tra i vostri rispettivi giro-vita. Una volta effettuati questi complicati calcoli (sempre che tu ci riesca), potrai formulare una serie di ipotesi riferite alle posizioni standard. Qualunque sia il risultato, essendo femmina vorrai comunque provare a incastrarti con lui nella vasca, in barba alla matematica. E farai bene: qualunque cosa accada, il risultato non potrà che essere divertente.
Permettimi però di darti qualche consiglio:
Tu pesi cento chili e lui sessanta? Evita la poltrona (tu seduta su di lui che cerchi di soffocarlo schiacciandogli il petto, approfittando anche del vapore e del caldo che hanno invaso la stanza da bagno).
Lui pesa cento chili e tu quaranta? Non entrare in vasca, sei destinata ad annegare sotto l’alta marea. Avete entrambi le gambe lunghe e la pancia grossa? Se volete farvi due risate e avete tendenze suicide, sedetevi uno di fronte all’altra e provate a simulare un amplesso à la Ultimo Tango a Parigi: soffocherete in men che non si dica in preda ai singulti, respirando la schiuma (e in tutto questo non riuscirete nemmeno a sfiorarvi).
Insomma, farlo nella vasca è uno sport estremo, e come in tutte le discipline ginniche ad avere la meglio sono i piccoli e smilzi. Perciò, se ti chiamano “tappa” e il tuo lui non supera il metro e sessanta, dacci dentro bella, che la vasca è il tuo regno. Almeno finché non bussano i coinquilini.


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