La vera donna di potere è quella a cui gli uomini non dicono mai no
Se alla fine Ségolène Royal non dovesse vincere le elezioni francesi, se Hillary Clinton perdesse la sua sfida americana, se Condoleezza Rice si dimettesse, se Angela Merkel franasse per sempre, se insomma il sogno femminista del potere alle ragazze rischiasse di svaporare un po’, state tranquille, ci salverà Anna Wintour, la più cattiva di tutte: un vero uomo, una femmina assoluta.
È la direttrice di Vogue America, ma è molto di più (ha più che ispirato la perfida direttora del film Il diavolo veste Prada, cioè il personaggio che vale il prezzo del biglietto, al contrario della lagnosetta protagonista che non sa nemmeno chi siano Dolce e Gabbana perché ha grandi e spocchiosi ideali)
è la prova vivente dell’importanza di essere cattivissime e ben vestite.
Nessun uomo ha mai fatto del sarcasmo su di lei, perché nessuno si ricorda che è una femmina (nonostante gli abiti meravigliosi, il caschetto vezzoso, i giganteschi occhiali da sole e le spalle scoperte). Nessuno oserebbe fare battute sul fatto che abbia o no bambini, nessuno si permetterebbe di pagarla meno di un uomo, nessuno sano di mente ironizzerebbe sulle sue gonne. «Nessuno può dirle di no», dicono i maschi, e sono maschi potenti, grandi stilisti, uomini d’affari, gente che comanda. «Lei non è mai troppo aggressiva», ha detto François-Henry Pinault, il capo dei capi, in Francia, di Gucci, Yves Saint Laurent e Balenciaga.
«È un genio nel farti sapere che non è un problema se non puoi fare quel che lei vuole. Ma ti fa capire che, se lo farai, lei saprà essere di sostegno con il suo giornale». Cioè: terrore puro, dittatura feroce e morbidissima. Senza rivendicare nulla in quanto donna, ma solo alzando un sopracciglio.
La tendenza Wintour è la rivoluzione femminile che ci manca, e le ragazze di potere dovrebbero portarle ogni mattina il cappuccino bollente di Starbucks, per imparare qualcosa.


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