Meglio l’amante del diversamente consuocero
Su questo blog, ma l’argomento è scottante e d’attualità, si è parlato e spesso si accenna ai famosi Pacs il cui significato è già assimilato da molti ma che resta ancora per molti altri un argomento molto confuso.
Inutile stupirsi, il pubblico che legge i giornali, che segue la politica e l’attualità è meno di quanto noi frequentatori di blog, si possa essere indotte a pensare e se è’ vero che quasi tutti, anche i meno informati, ne ricordano almeno un suono simile (pax? pac? Come si chiamano?) sono ancora di più quelli che comunque ne ignorano il significato o ne travisano le intenzioni limitandosi a recepire, e di solito a non condividere, soltanto il lato più colorito e scandalistico di una delle sue sfumature.
I Pacs sono ancora per molti una proposta di legge che intende fornire la possibilità ai gay di sposarsi (nella confusione non è raro che si confonda persino il matrimonio laico con quello religioso) e quindi di adottare dei figli.
Ovviamente non è mia intenzione con questo post spiegare cosa siano i Pacs e non lo è neanche affrontare nuovamente questo argomento ma mi preme invece spiegarvi perché a mio avviso i pacs siano ancora così lontani dal diventare realtà.
Nonostante una diffusa esterofilia idiomatica dovuta sia ad esigenze pratiche ma soprattutto ad una moda a mio avviso troppo disinvolta, la nostra lingua italiana dispone di un quantitativo enorme di termini adatti ad identificare, descrivere, aggettivare, colorire ed abbellire qualsiasi concetto.
Volendo, nonostante il diffuso uso della lingua inglese, non ci mancherebbe proprio niente compresa la fantasia e la volontà per creare dei neologismi adatti alle esigenze linguistiche di ogni situazione. I mezzi di comunicazioni poi, sono il veicolo ottimale per diffondere qualsiasi neologismo e basta un cretino qualsiasi che in una trasmissione qualsiasi dice “cammellata”, che il giorno dopo ti ritrovi sotterrato da valanghe di cammellate che non riesci neanche a spiegarti come sia stato possibile che in così breve tempo si sia potuto assimilare un simile termine.
Ecco, abbiamo i pacs, abbiamo le cammellate, abbiamo la moda easy e abbiamo anche un sacco di persone che si perplimono ma ciò che proprio non abbiamo e che nessuno si sforza di creare o definire, è la terminologia adatta a definire gli appartenenti da una famiglia allargata.
Ci siamo fermati all’aggettivazione di allargata per definire quel tipo di famiglia, molto diffuso, al quale appartengono i membri provenienti da più prolifiche relazioni di almeno uno dei suoi appartenenti, ma tuttora è profondamente instaurata l’abitudine di definire i figli di primo, secondo, terzo letto, con figli di prime, seconde o terze nozze perché ancora le nozze, il matrimonio, il suggello di Dio sulla formazione di una famiglia, risulta essere la probabilità più auspicabile.
Per gli altri poi il nulla.
Così mentre da un lato si studia l’uso di termini politacal corret per definire chiunque (dallo spazzino che è diventato un operatore ecologico, dal vigilino promosso a Police Parker, dall’invalido che si ritrova ad essere solo diversamente abile) niente si è fatto (perché certi termini non nascono a caso ma ci si studia su per fare in modo che il termine acquisisca la sfumatura che gli si vuole dare) per definire, tanto per parlare di me, la figlia di secondo letto della ex moglie di mio marito.
A voi magari sembrerà una sciocchezza ma il nipotino di mio marito mi chiama “nigna” ovvero l’abbreviazione di “nonnigna” neologismo di invenzione casereccia e preferito a “nonnastra”, e mia figlia chiama zia la ex moglie di mio marito mentre il consuocero di mio marito è per me il consuocerastro anche se stiamo lavorando tutti insieme per trovare un termine che abbia un suono migliore.
A dire il vero io avevo pensato ad un diversamente consuocero ma l’ultima volta che ho provato a presentarlo così, mi sono dovuta arrendere di fronte alla faccia sbigottita del mio interlocutore e ho finito per dire “amante, ho detto che è il mio amante” e in questo paese nel quale di fatto si tutela ancora i clienti delle prostitute ma non le prostitute che sono e restano donnacce, è molto più facile accettare la scelta di farsi un amante piuttosto che quella di fare amicizia con la ex moglie del proprio compagno.
Update: dal post è nato un sondaggio (nella colonna qui a destra).


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