Ci si pensa l’anno prossimo

Caro anno nuovo,tu non mi conosci ancora perché ancora non sei neanche arrivato ma se prima di unirti a noi poveri mortali ti informerai dagli anni passati, scoprirai che ognuno di essi ti racconterà di me più o meno le stesse cose.
Lascia pure stare il 2006 che questo è il suo anno e ha ancora un sacco di cose da fare, ma prendi per esempio il 2005 e confrontalo con il 1995 oppure prendi gli anni pari o quelli dispari e ancora soltanto gli anni bisestili e vedrai che ognuno di essi ti fornirà il medesimo elenco dei miei buoni propositi, dei miei desideri e delle mie aspettative per il suo arrivo.
Ogni anno, caro 2007, ho offerto il mio impegno in cambio del raggiungimento di qualche obbiettivo e ogni anno sono arrivata in a rivolgermi a quello successivo con la consapevolezza che anche per quest’anno ci si pensa l’anno prossimo. Se la colpa sia stata mia o dell’anno in corso, non l’ho mai neanche voluto sapere ma questa volta voglio chiedere a te qualcosa di molto diverso, qualcosa che cambierà definitivamente il corso della mia storia e di cui tu e soltanto tu potresti essere l’artefice.
La prima cosa che devi sapere e che mi riguarda è che io ho sempre nutrito una profonda ammirazione per le pecore. Le pecore sono animali fantastici perché sono dotati d una caratteristica che le renderà per sempre degli animali docili e pacifici e io, nel 2007, vorrei proprio diventare docile e pacifica come loro. Adesso però caro 2007 non preoccuparti perché a differenza di ciò che ho chiesto agli anni precedenti, non sto per prometterti che mi impegnerò a diventare una docile pecorella, ma ti sto solo chiedendo di farmi il dono di una memoria selettiva e temporalmente limitata come quella delle pecore.

Si narra infatti che la percezione del futuro delle pecore, non superi i venti minuti e che i loro ricordi del passato abbiano una durata ancora inferiore.

Ma ti rendi conto di cosa significherebbe tutto ciò?
Se io nel tuo anno non mi ricordassi che venti minuti prima di cosa devo fare, mi alzerei per esempio ogni mattina senza sapere che dovrò infilarmi nel traffico e andare a lavorare e potrei gustarmi tranquillamente la mia colazione e poi il mio traffico, il mio ufficio e le bollette da pagare, la lavatrice da caricare e via dicendo senza rendermi mai conto di cosa dovrò fare nella mezz’ora successiva.
Certo, mi rendo conto che così facendo mi perderei per la strada tanti ricordi e tante fervide attese ma siccome fino ad adesso i tuoi predecessori non hanno combinato niente di buono, mi trovo ad oggi con un bilancio quasi tutto in passivo di cui mi scorderei anche piuttosto volentieri.
E poi caro 2007, ti rendi conto della gioia che mi regaleresti se ogni mattina aprendo la mia scarpiera pensassi di avere venti paia di stivali tutti nuovi?
In fondo, caro 2007, anche Bush e il Papa dicono che la vita è fatta di piccole cose e se lo dicono loro che si accontentano di conquistare i territori o le anime di tutto il mondo, direi che c’è proprio di credergli.
Ora devo proprio andare ma se decidessi di accontentarmi e io dovessi dimenticarmi di te, sappi che ti sarò per sempre riconoscente.
Buon anno a te.

 



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