Come parlare del bestseller del momento senza averlo letto #1

Colgo volentieri l’occasione dell’ospitalità di Grazia per parlare in anteprima di una delle tante follie che stiamo facendo con Scrittomisto.it: oltre a pubblicare bei libri scritti da blogger a breve partiremo con una programmazione radiofonica trasmessa su Internet in mp3 (quello che i più esperti chiamano podcast), tratterà di libri e sarà realizzata grazie alla provvida collaborazione con LaMarce, prossima star della rete su scrittomisto.it. Una delle trasmissioni si chiamerà ‘Bella Figura’, ovvero: le cose da dire per parlare del best seller del momento senza fare la fatica di leggerlo, sorprendendo gli amici. Insomma, un modo per far bella figura. Ecco ad esempio un’anteprima dedicata ad un sapido vendutissimo romanzo che nessuno ha mai letto.

L'imperdibile 'Ascolta la Mia Voce' di Susanna TamaroSe volete davvero fare sensazione, lanciatevi in una difesa appassionata di Ascolta la mia voce, ultima fatica di Susanna Tamaro, sequel di Va’ dove ti porta il cuore. Troppo facile snobbarla e stroncarla, come fa la critica più “hype”. Difenderla e promuoverla è un esercizio di stile che potrebbe procurarvi fama di sagace anticonformista, soprattutto se la conversazione si svolge nei seguenti luoghi: foyer dello Strehler, salotto di sinistra, cena equo-solidale al circolo anarchico. Non solo stupirete i presenti, ma riuscirete perfino a sedurre, e il tutto nella massima tranquillità. Nessuno sarà in grado di sgamarvi e opporvi motivazioni fornite di senso: la Tamaro, lo sanno tutti, si critica ma non si legge. Ecco cosa dire:

Punto Numero Uno: la Tamaro è una voce fuori dal coro. Per lei il 1968 è come la rivoluzione d’Ottobre per Gianni Baget Bozzo: fornicazione, materialismo, droga. Forse un tantino eccessivo, ma finalmente un punto di vista originale: erano davvero formidabili quegli anni? Non erano forse all’insegna del conformismo ideologico? Non è colpa del diciotto politico se ci troviamo una classe dirigente di cinquantenni impreparati e senza insegnanti che abbiano saputo formare le nuove generazioni? (In caso di difficoltà citare Pasolini e l’articolo sugli scontri a Valle Giulia, funziona sempre.)

Punto numero due: la Tamaro ristabilisce la solidarietà generazionale. Il romanzo è una lunga confessione tra nonna e nipote, e questo non è poco, in tempi in cui il conflitto sociale vede opporsi i giovani non garantiti ai vecchi con la pensione.

Punto numero tre: la Tamaro è una teo-con ecosostenibile. Si schiera contro la ricerca genetica ed esprime perplessità sulla procreazione assistita, forte del buon senso contadino che le fa svolgere con successo la sua attività di farmer della penisola istriana. Insomma, è molto meglio di Benedetto XVI, ha più seguaci, e fisicamente è anche meno spaventosa D’altra parte, come potrebbe? Assomiglia in parti uguali a Harry Potter e al contadino Pannocchia della Spada nella Roccia…

(…il resto su scrittomisto.it, tra pochi giorni)

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  • Scritto da il_confuso
    il 02/11/2006


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