Beppe Grillo non è raggiungibile, ma Lines al terzo posto lo possiamo anche superare, no? Non è pubblicità a vanvera, parlo della classifica provvisoria della categoria blog al Premio WWW del Sole 24 Ore. Anche perché appunto nella categoria blog i blog si contano sulle dita di una mano!
Forza ragazze: votate, votate, votate!
Update: mi sorge un dubbio, ma non è che quel Grazia.it è davvero www.grazia.it, e non un errore? Essendo la pagina dei blog, si dava per scontato che Grazia.it fossimo noi, ma visto che i blog sono così pochi viene il sospetto che anche Grazia.it sia riferito a un sito che non c’entra nulla con i blog. Mah!
Update/2: siamo noi, i ragazzi del Sole hanno corretto l’indirizzo.
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Scritto da marcom
il 31/07/2006
Su Grazia, in edicola:
- Umberto Veronesi: proibire marijuana non è educativo
- Filippo Facci sostiene che non c’è differenza tra cafoni e filosofi. Tutti trattano male le donne.
- Anselma Dell’Olio applaude ai giudici che hanno condannato il marito padrone.
- Annalena Benini dice che siamo tutti un po’ patetici. Evitiamo elegantemente di sghignazzare.
- Simona Siri dice che portare un uomo al mare a Varigotti aiuta a conoscerlo a fondo.
- Serena La Rosa: in spiaggia meglio la linea Casta o la linea Pivetti?
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Scritto da grazia
il 31/07/2006
Pochi giorni fa sui giornali si dispiegavano due film dell’orrore, uno olandese e l’altro italiano. Dall’indulgente Olanda arriva un Nuovo Mondo mai immaginato dallo scrittore Aldous Huxley: il partito dell’amore fraterno (Pnvd). Suona bene finché se ne legge il programma politico: nudismo libero in luoghi pubblici, legalizzazione delle droghe e della pornografia infantile, sesso con animali (sic), film porno di giorno, educazione sessuale dei bambini, e il suo vero scopo, l’abbassamento del consenso per i rapporti sessuali da 16 a 12 anni.
Sì, trattasi d’un partito pedofilo.
È già iniziata la raccolta delle 60 mila firme necessarie perché il Pnvd possa presentare i propri candidati al Parlamento olandese. Sembra fantascienza, ma è realtà. Non si sa come andrà a finire, ma con 552 organizzazioni nel mondo che rivendicano i diritti dei pedofili, 500 agenzie che offrono consulenza ai boylovers, e tre feste annuali dell’orgoglio pedofilo, c’è poco da stare tranquilli.
Dall’horror-fantascientifico nel paese dei tulipani passiamo all’horror tout court di Mirca e Marco C. a Torino. Quest’ultimo, che chiamare marito-padrone è un complimento, vessava e umiliava la moglie con violenza. Come punizione per le pulizie domestiche “malfatte”, la obbligava a lavare il pavimento in ginocchio. Alla fine Mirca-Cenerentola è fuggita col figlioletto, semi-svestita e senza soldi. Marco C. ha avuto l’ardire di ricorrere in Cassazione dopo la condanna in Appello. Alziamo i calici a quei giudici che lo hanno condannato a pagare le spese processuali e i mezzi di sostentamento negati; pagherà pure il risarcimento in sede civile per i maltrattamenti. C’è stato perfino un Principe Azzurro platonico per Mirca: un militare galantuomo ha pagato i biglietti del treno ai due fuggitivi, per andare dai nonni. Lo ringrazio e lo esalto a nome di tutte le donne bistrattate di questo mondo.
Quanto all’Olanda, ha pianto poco Pym Fortuyn, il politico assassinato da un animalista “vegan” (quelli che non uccidono neanche le zanzare, né mangiano il miele prodotto da quelle anime sante delle api) perché voleva limitare l’invasione islamica del suo piccolo e ormai straripante paese. Ha fatto baffo moscio politicamente corretto al barbaro massacro del regista Theo Van Gogh, sgozzato da un fondamentalista infuriato per il suo film sui soprusi alle donne sotto l’Islam; e ha vessato la parlamentare e sceneggiatrice somala-olandese del film di Van Gogh, Ayaan Hirsi Ali, condannata a morte dagli islamisti anche lei, finché non è fuggita negli Stati Uniti. Però un “illuminato” tribunale dell’Aja ha dato via libera al Pnvd in nome delle “libertà democratiche”. Siamo usi a biasimare gli italiani, e a sdilinquirci per quei paesi infinitamente più progressisti, permissivi e “evoluti” di noi, che confondono libertà e licenza. Ma se si presentasse un Partito Pedofilo in Italia, verrebbe preso a uova marce e calci nel sedere. Almeno per oggi, ringraziamo il Signore per la nostra nazione, per quel meraviglioso, vivo milite ignoto e per i saggi giudici di Torino, che hanno avuto pietà per i vinti.
Patetici siamo tutti, nessuno si senta escluso. Io che prendo i versetti cavernicoli di mia figlia, settanta giorni, come segni di straordinaria intelligenza, e settantuno giorni fa giuravo che non l’avrei mai fatto. Il vicino di casa sessantenne che si tinge i pochi capelli di un assurdo castano ramato, è convinto che nessuno se ne accorga e va a correre tutte le mattine a torso nudo. L’anziana signora sulla battigia, labbra a rischio esplosione felicemente dipinte di rosso e bikini da brasiliana ventenne. L’amico scrittore che telefona ogni tre quarti d’ora per sapere se il suo ultimo libro è il più grande capolavoro del nuovo millennio.
Nessuno è salvo, quindi nessuno rida. Prima o poi si inciampa in qualcosa e un pezzetto di lucidità (e di pudore) scivola via, ma non è un dramma, è una storia da raccontare. Sophia Loren si piazza sul calendario in posa sexy a settant’anni (probabilmente con tiranti d’acciaio e carrucole cancellate al computer) e racconta la sua bellezza antica, e quanto è orrendo separarsene. I Rolling Stones tornano ogni anno in Europa per cantare all’infinito Satisfaction, sudati come un tempo ma sotto controllo medico, e sono un bel po’ sfasciati ma così saggi da prendere le pillole per la pressione, così borghesi da non essere morti di overdose da giovani. Sylvester Stallone si è ridipinto capelli e muscoli, e a sessant’anni ha appena rifatto quel che gli è sempre riuscito meglio, cioè Rocky Balboa, raccontando questa volta la storia del pugile nonnetto che per pagare i debiti del ristorante fallito torna sul ring e immediatamente si batte per il titolo mondiale. Lo fanno sapendo benissimo che noi siamo qui a guardarli e contare le rughe, notare l’affaticamento o il massiccio intervento di una squadra di chirurghi, per consolarci delle nostre disgrazie. Patetici siamo tutti, nessuno si senta escluso, e allora evitiamo, elegantemente, di sghignazzare.
A voi donne piace essere menate.
Essenza del rapporto d’amore è far della donna quel che si vuole, non rinunciando a declinazioni della crudeltà quali l’opprimere e il disporvi a nostro capriccio: è in questo che affondano le solide radici del vostro piacere sessuale.
Non è colpa vostra: è la natura. Presente lo stallone e la cavalla, il gallo e le galline, queste cose? Per natura l’amore è sempre imposizione, ed è per questo che ogni uomo trae eccitazione al pensiero di violentare una donna, è per questo che certi gesti d’amore tipo cingere la vita, stringere il braccio, afferrare i polsi, sono pallide rappresentazioni della violenza.
Vi piace quanto sopra? Non lo penso io, anche perché mi butterebbero fuori da «Grazia». Lo scrisse, con parole non molto diverse, il filosofo Giuseppe Rensi negli Anni 30. Ed era un filosofo molto serio. E chissà se sul tema avete mai letto anche Schopenhauer laddove spiegava che la monogamia maschile è contro natura, che la donna è come un libro di lettura amena («lo si legge con piacere, non lo si rilegge senza noia») e che «l’istinto poligamico dell’uomo gli dà la possibilità di trovare una soddisfazione sessuale pressoché identica con un numero indeterminato di donne», mentre per la donna «l’istinto monogamico fa spesso sì che la soddisfazione sessuale sia per lei possibile soltanto con un determinato uomo, così da sentire un profondo ribrezzo al solo pensiero di un accostamento sessuale a un altro».
Non c’è niente da ridere, sciocchine. Sì, ho capito: volete dire che eccezionalmente siete riuscite a vincere «un profondo ribrezzo» e dunque ad accostarvi ad altri uomini. Il problema è che anche il genio profetico di Nietzsche vi insulta di continuo e spiega, insultandovi di continuo, che solo la virilità degli uomini può infine tenervi all’ordine.
Il problema, non fosse chiaro, è che a quanto pare non sono solo i cafoni e gli ignoranti a pensare le peggiori bestialità nei vostri confronti. È per questo che avete ancora un sacco da lavorare, è per questo che gli uomini parlano parlano ma non vi aiuteranno.
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Scritto da filippo facci
il 31/07/2006