La tifosa malvestita

Ovvero: mille modi di indossare una bandiera

Sabato sera, nei bar con abbonamento Sky, se ne vedono delle belle: folle di esagitati che escono di casa per vedere la partita con gli amici tifosi e fare bisboccia più tardi in caso di vittoria, nugoli di poveri innocenti che devono sorbirsi le urla degli esagitati non solo durante la partita, ma fino alle tre di notte, in caso di vittoria. E poi ci sono le femmine.

Le femmine al bar che guardano la partita sono un fenomeno prettamente mondialico, e finiscono in certi casi per diventare uno spettacolo quasi più interessante della partita stessa (ho detto quasi, signori uomini, non fucilatemi).

tifosa_velina.gifFemmina da partita #1: la velina
Questa specie la si può osservare mentre si aggira con fare sensuale fra i tavolini di quegli esseri burinacci che sono i calciatori di eccellenza. Fingono dimistichezza con il mondo del pallone (tacita promessa di presenza sugli spalti in caso di fidanzamento), ma in realtà non ci capiscono niente. Passano metà del tempo ad annuire ai grugniti e alle invettive del calciatore belloccio al loro fianco, e l’altra metà a far finta di tifare quando percepiscono il pallone nei pressi della porta avversaria (sempre che si rendano conto qual’è la porta avversaria). Si vergognano a chiedere cosa diamine è il fuorigioco. Sigaretta chic a fine primo tempo (8 – con la mia adorata french manicure in bella evidenza).

Truccata (3), acconciata (4) e ingioiellata (5) come un normalissimo sabato sera, ostenta la finta passione calcistica con una maglietta attillatissima – ovviamente non originale – dell’italia (1).

La gonna è invariabilmente (sembra che si siano messe d’accordo) una bandierona italiana usata a mò di pareo (2). Ai piedi, infradito con strass (6) per mettere in chiaro che loro di solito sono delle stilose elegantone alla moda, mica delle tifosacce grezze e sudaticce. In bella evidenza sulla caviglia il tatuaggio tribale (7 – “Ne ho altri due, sai, ma non si vedono…”).

Calciatore preferito: Vieri. Ah, ma davvero non l’hanno convocato?

tifosa_ultra.gifFemmina da partita #2: l’ultrà
Non si nota ad una prima occhiata nessuna differenza col tifoso ultrà maschio, se non forse che la femmina ha le tette, ed è per natura più portata all’isteria, quindi ancora più spiritata. Spesso militante in qualche squadra di calciotto femminile dilettante, ostenta con fierezza la sua divisa originale Puma (1). Ai piedi, dei simil scarpini da calcio (3 – consigliate: Adidas Samba) con calzino originale Puma, arrotolato (2).

La bandiera è tenuta, nonostante i quaranta gradi della stanza, stoicamente sulle spalle annodata a mantello (4). Capelli sudatissimi incodinati stretti alla meno peggio (5) e vistoso trucco a piena faccia che alla fine del match sarà diventato una specie di pastone indistinto (6).

Ha una sua sedia, ma segue quasi tutta la partita in piedi. Porta ovunque con sé la bandierona con asta di un metro e mezzo (8) che sventolerà poi per le vie del quartiere assieme agli amici tifosi, in caso di vittoria.

Particolare clou: il bracciale portafortuna (7) liso e consunto che indossa come rituale il giorno del calcio di inizio di ogni mondiale da quel lontano 1982, per toglierlo la sera dopo la finale.

Calciatore preferito: Ronaldinho con una punta di Rooney e uno svirgolo di Henry.

tifosa_occasionale.gifFemmina da partita #3: l’occasionale
Diventa tifosa solo ai mondiali e li segue con reale interesse, ma si vede che non è una vera appassionata: guarda tutta la partita in comoda posizione seduta, ed è vestita in jeans e maglietta elegante (1), come ogni altro sabato sera. L’immancabile bandiera è qui utilizzata nella sua funzione più comune: come bandana (2).

Giusto per dare un tocco folkloristico all’insieme, si è fatta disegnare sulla guancia destra un piccolo tricolore (3 – “Ma picolo eh, sennò poi sto due ore a struccarlo”).

Calciatore preferito: Del Piero. Le fa pena perché Lippi lo mette poco in campo.



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