Amigli? Famici?
Sono cresciuta in una vera famiglia allargata, la domenica a pranzo dalla nonna e le estati con un nugolo di zii e cugini, in quelle situazioni che mangiavi e dormivi da un parente a caso, pigiami e posti a tavola ovunque. Non so se quando ho deciso di studiare a Milano e poi di restarci sono scappata anche da quell’incredibile rete di affetti, litigi, vicinanze e doveri, di persone che mi amano a prescindere, forse sì.
Poi mi trovo al mare, in una casa di amici di amici, a far la spesa insieme e mangiare insieme e guardare Stefano che si tuffa con Davide e Giacomo e Alberto che gioca a palla con Marta mentre Philip legge sotto l’ombrellone e John non si leva mai la maglietta e io e Alessandra ci compriamo le scarpe uguali e una sera ceni alle undici perché quei due arrivano tardi e la sera dopo ceni alle sette e mezza perché quei due devono partire presto, con Veronica che fa i capricci perché vuole mangiare con noi e Daniela le spiega perché andare via prima, io che cerco di leggere e riesco a lavorare in mezzo a cinque bambini e sei adulti che mi fanno colazione intorno, le bottiglie di vino che si accumulano fuori dalla porta come sentinelle delle risate. E si torna al lavoro e Silvia e Alessandra fanno il corso di vela così ci saranno altri week end e altri luoghi dopo aver rinunciato a quelli cari, con Serena che spero unirà scarpe e figli e Luca che si nega ma in realtà c’è e chi prima vedevi tutti i giorni e adesso è come se li vedessi ancora tutti i giorni e intorno a cornice Elena, Federica, Silvio, Andrea, Francesca, che frequenti a volte da soli e poi li incroci agli altri e funziona! e insomma, sto invecchiando come sono cresciuta, in una famiglia allargata stavolta fatta di persone che si sono scelte e non trovate. Persone con cui puoi stare in silenzio, persone a cui puoi dire di no, ma raramente hai voglia di farlo.

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