Womyn

A me le femministe radicali mi hanno sempre fatto sganasciare. Negli Stati Uniti c’era tutto un movimento femminista (oddio, magari c’è ancora) ribattezzato gender feminis: tra mille aberrazioni protomarxiste, tipo il rigetto del rapporto sessuale che giudicavano come un’ignobile sopraffazione maschile, ricordo che volevano abolire il suffisso man da ogni parola americana. Persino woman (donna) doveva diventare womyn…Da immaginarsi i problemi con mankind (umanità) e chairman (presidente, direttore) e addirittura history (la Storia, perché his è aggettivo possessivo maschile).
Ecco, vorrei farti capire quanto siamo indietro rispetto a tutto questo, noi: ossia quanto la nostra lingua, così com’è, rispecchi tutta la strada che voi donne dovete ancora fare per emanciparvi anche solo dal vocabolario.

Adesso ti faccio un gioco.


Allora. Un professionista è un uomo che conosce bene la sua professione, sei d’accordo?
Bene.
Un uomo molto disponibile è un uomo piuttosto gentile, d’accordo? Ecco. E un intrattenitore, converrai, è un socievole affabulatore. Poi. Sarai d’accordo che un uomo di strada è per definizione un uomo duro e scafato, mentre un uomo pubblico è un uomo famoso che spesso ricopre incarichi di responsabilità, diversamente da un uomo senza morale che è un uomo spregiudicato.
Lasciami finire. Un uomo facile è un uomo con il quale è semplice rapportarsi, mentre un cortigiano, quando non inteso come leccapiedi, è un uomo che vive presso una corte. Infine. Un massaggiatore è chi fai i massaggi, anzi, come si dice adesso: una kinesiterapia.
Bene, adesso prova a volgere al femminile tutte le espressioni che ti ho appena detto.Una professionista. Una donna disponibile. Una intrattenitrice. Una donna di strada. Una donna pubblica. Una donna senza morale. Una donna facile. Una cortigiana. Una massaggiatrice. Dimmi come si traduce.



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