Longeve
Le ragazze di tokyo vivono 85 anni, quelle dello zimbabwe 34
Il traffico, il lavoro no-stop, gli spazi angusti, la frenesia: eppure la vita complicata delle ragazze di Tokyo evidentemente non fa così male alla salute. Le giapponesi sono infatti quelle che vivono più a lungo (oltre 85 anni): lo dice la classifica sulle aspettative di vita dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). All’ultimo posto ci sono invece le donne dello stato africano dello Zimbabwe (circa 34 anni perché qui una donna su cinque è malata di Aids).
E le italiane? Se la cavano benissimo: sono al secondo posto dopo le giapponesi a pari merito con spagnole, svizzere, svedesi e francesi (la media di vita è di 84 anni: molto più alta rispetto ai maschi che vivono circa sette anni in meno delle loro compagne). Ma qual è il segreto della longevità delle giapponesi?
È nascosto nel Dna? «No, non c’è nessuna predisposizione genetica»,
dice Alexandre Kalache, responsabile del programma “Ageing and Health” dell’Oms a Ginevra. «Lo dimostra il fatto che quando emigrano in California o in Brasile hanno le stesse aspettative di vita delle donne che vivono in questi Paesi (80 e 72 anni).
Il motivo è che cambiando continente, adottano uno stile di vita diverso (e peggiore)». Ma che cosa rende il Giappone una realtà virtuosa? «Il pesce e il riso», dice Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Istituto Mario Negri e docente all’Università di Milano. «Insomma, una dieta corretta. In più le nipponiche mangiano poco e raggiungono la maturità sessuale tardi. Questi sono tutti fattori che riducono il rischio di tumore, soprattutto al seno, e di malattie cardiovascolari, legate anche a un ridotto consumo di grassi saturi». L’alimentazione, insomma, è fondamentale. Negli Usa, per esempio, si vive di meno proprio per l’obesità: tre donne su quattro sono sovrappeso (in Italia, solo una su tre). Ma ci sono anche Paesi in cui l’aspettativa di vita delle donne è cresciuta in breve tempo.
«Le polacche negli Anni 90 vivevano in media come le indiane (circa 64 anni): oggi hanno raggiunto i 79 perché fumano meno e mangiano meglio», dice La Vecchia. Ma in generale l’Est vive in una situazione critica: la Russia, per esempio, è l’unico Paese europeo in cui negli ultimi anni l’aspettativa di vita è diminuita. «Colpa dell’alcool», spiega Roberto Bertollini, direttore ambiente-salute dell’Oms Europa. «Ma anche degli incidenti stradali, delle morti violente, dei suicidi. Basti pensare che delle 800 mila persone morte ogni anno in Europa per queste cause, il 50% appartiene proprio nelle ex repubbliche sovietiche». In Gran Bretagna, Paese ad altissimo sviluppo, soprendentemente le donne hanno n’aspettativa di vita più bassa rispetto a tedesche, francesi, italiane. Colpa di superalcolici e fumo (i casi “femminili” di tumore al polmone sono il doppio della media europea). E in Italia, perché si vive così a lungo? La dieta mediterranea non è l’unica spiegazione. «Le donne sono sempre più attente alla salute», dice l’epidemiologo La Vecchia. «Controllano i fattori di rischio per il cuore (pressione, colesterolo, diabete) e sanno che la diagnosi precoce è un’arma importante contro i tumori. Si muore anche meno di incidenti stradali (rispetto agli Anni 60 sono diminuiti del 70%)».
Ma un dato inaspettato è che il luogo in cui si vive di più non è qualche borgo della campagna toscana, ma la città di Milano (uno-due anni in più della media nazionale). «Il motivo? Qui si concentra la ricchezza. E appartenere a una classe sociale elevata, fa crescere l’aspettativa di vita», aggiunge La Vecchia. «La dieta è più equilibrata e si è consapevoli dei fattori di rischio. E contrariamente a quanto si creda, l’inquinamento non incide più di tanto». Secondo i dati Istat nel nostro Paese ci sono altre isole felici: si vive a lungo anche nelle Marche, in Abruzzo e in Molise. E la ragione è un ritmo di vita meno stressante (lo stress è un fattore di rischio per il cuore). Ma supereremo mai le giapponesi? Difficile prevederlo. Di sicuro non ci fermeremo qui. Ogni giorno guadagnamo cinque ore di vita, cioè un anno ogni quattro che passano perché ci curiamo meglio e facciamo prevenzione. Entro il 2030, anche con le future scoperte della medicina, la vita media potrebbe superare davvero i 100 anni.

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