Grazia Perché non puoi aspettare

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Tanto vale ridere!

Ambra

L’ha capito a 32 anni, dopo che si è reinventata la vita. Ambra Angiolini ha un passato da baby conduttrice di Non è la Rai, cantante, showgirl di MTV, attrice in Saturno Contro di Ferzan Ozpetek e Bianco e nero di Cristina Comencini. Il 20 novembre torna nelle sale con Ce n’è per tutti, di Luciano Melchionna. E quando non sta sotto i riflettori? Fa la mamma e gestisce un negozio di scarpe e accessori a Brescia.

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L’intervista completa è su Grazia di questa settimana.

Il peso di essere sexy

lizziemiller

Ha 20 anni, è alta 1 metro e novanta, pesa 80 chili e ha conquistato l’America con le sue forme morbide. La modella Lizzie Miller, dopo il debutto come modella sulle passerelle di Milano per Elena Mirò, chiede a Simona Coppa - e a noi italiane - se siamo proprio sicure che agli uomini piaccia la taglia 40.

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L’intervista completa è su Grazia di questa settimana.

Adriano Giannini: Non fatemi arrabbiare…

adriano-giannini

Anche se non sapessi chi è, lo riconoscerei. Adriano Giannini è la fotocopia di suo padre, Giancarlo Giannini. Lo stesso viso, gli stessi occhi chiari, lo stesso sorriso. Arriva all’appuntamento in un ristorante in centro, a Roma, con una grossa borsa da ginnastica sulle spalle. “Mi devo mantenere in forma”, spiega. E ordina un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico. “Poi, se ha tempo, le insegno una ricetta per il sugo di pomodoro che è una bomba”. Chissà se la penserà allo stesso modo alla fine dell’intervista (ha fama di essere irrascibile).

Tutte le domande che mi sono venute in mente ti fanno incavolare…

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L’intervista completa la trovate su Grazia di questa settimana.

Laura Muccino esce allo scoperto


È la sorella di Gabriele e Silvio, ed è la più “misteriosa” dei tre. Laura, per la prima volta, esce allo scoperto e racconta del lavoro (è direttrice di casting e assistente alla regia), degli amici (da Giorgio Pasotti a Ken Loach). E del perché ha deciso che si sta meglio “dietro” la cinepresa.

La nostra Simona Coppa l’ha intervistata per voi.

Quando ha capito che il suo posto era dietro la cinepresa?

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L’intervista completa la trovate sul numero di Grazia di questa settimana.

Laura Chiatti e Nicolas Vaporidis: abbiamo sconfitto Otello


Nicolas Vaporidis, blazer blu e jeans, è cresciuto, ma ha conservato il fascino del ragazzino di Notte prima degli esami, che ha fatto innamorare tante adolescenti (e anche qualche mamma). Laura Chiatti, abitino e tacco 12, oltre che bellissima, è una delle attrici più ricercate del momento. Da anni sognavano un copione da condividere e finalmente l’hanno trovato. Infatti, sono insieme nel film Iago, di Volfango De Biasi: una rivisitazione in chiave di commedia dell’Otello di William Shakespeare, e anche una storia d’amore.
La nostra Simona Coppa li ha intervistati per voi.

Che cos’è per te la gelosia?
Risponde Laura Chiatti

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Risponde Nicolas Vaporidis

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L’intervista completa la trovate su Grazia di questa settimana.

Si fa presto a dire: «A Natale si sta tutti insieme»

Riunire una famiglia allargata può diventare un percorso a ostacoli, dietro a ogni angolo c’è il rischio di una gaffe (di quelle che lasciano il segno fino al Natale dell’anno successivo). Comincia che i figli di lui sono viziati come pochi e va sempre a finire che sgridi il tuo che invece è un amore. Quest’anno poi c’è pure il problema della sua ex moglie che è di nuovo single (per forza, chi se la piglia?). Potessi almeno contare sui tuoi: sono separati da vent’anni ma se non li sistemi ai lati opposti della tavola scatta la rissa. E come regolarsi con la zia Carla e lo zio Franco, che si sono lasciati e pare che lui abbia già un’altra? Inviti, regali e posti a tavola da calibrare con il bilancino, stando attenta agli ex, ai figli (tuoi, suoi e vostri), alle nuove coppie… quasi quasi ti viene voglia di lasciar perdere. Stai già fantasticando di brindare con hostess e steward, sul volo Milano-Bali?
Prima leggi qui, la nostra guida “salvanatale”, messa a punto con l’aiuto di Csaba dalla Zorza, esperta di bon ton (e di famiglie ricostituite: è figlia di separati, ha un matrimonio alle spalle e convive con un separato). L’obiettivo è uno solo: trascorrere il Natale tutti insieme appassionatamente (o quasi).

Il figlio di lui deve esserci. Punto uno. Se il partner ha un figlio nato dal matrimonio precedente, non ci sono santi: a Natale lo devi invitare. E senza bluff… ¶ Leggi il resto…

Mamma e figlia, un porno per due

Michelle Ferrari e Alba Latella

«Mamma, voglio diventare come Moana Pozzi», ha detto un giorno Michelle (nome d’arte). La madre, Alba Latella, laureata in letteratura francese e insegnante alle scuole superiori, non è svenuta, né si è buttata dal ponte dell’autostrada. «L’importante è che sia una scelta consapevole», le ha risposto. «Dopo di che, non c’è niente di male». Michelle ha già girato sei film, posato nuda per un calendario e, la sera, si esibisce in spettacoli di striptease. La mamma approva.
Si assomigliano, madre e figlia. Non solo nei lineamenti e nel sorriso. Ora, tutte e due hanno scritto un libro dove parlano di sesso spinto, liberatorio, ludico. Due romanzi autobiografici, usciti in questi giorni per Mondadori, espliciti nel titolo come nel contenuto: Volevo essere Moana è quello di Michelle Ferrari, Ho trovato il punto G nel cuore, quello di Alba Latella.
Nella vita normale gestiscono un agriturismo in collina, sopra La Spezia: “All’isola che non c’è”, come quella di Peter Pan. Meta di scolaresche, luogo di relax e base ideale per esplorare le Cinque Terre. Sono le due del pomeriggio, fa caldo. Michelle è vestita da sera. Porta un abito-sottoveste leopardato, tacchi 14 centimetri, trucco da riflettori. Siamo perplessi.
Alba, Lei approva in tutto e per tutto la scelta di sua figlia? «Non l’ho incoraggiata e nemmeno ostacolata. Quando me ne ha parlato, le ho chiesto di valutare bene le conseguenze. Perché una volta che ti incollano l’etichetta di pornostar, quella ti resta. Nel barattolo con la scritta “zucchero” ci può essere anche il sale, ma sarà comunque il barattolo dello zucchero…»… ¶ Leggi il resto…

Come sono le vostre Desperate Friends?

E’ capitato anche a voi di essere ostaggio di un’amica disperata per amore?

Il motivo della crisi della mia amica è un classico (purtroppo): lui non risponde, non chiama, fa il muro del silenzio e lei non si dà pace. Come non capirla? Da un mese, ne parliamo al telefono tutte le sere, per un paio d’ore. Le amiche servono a questo, no? Quasi ogni sera, ci facciamo un aperitivo. Per aiutarla a distrarsi (e tenermi lontana dall’alcolismo), le ho proposto di passare insieme il fine settimana al mare. Il week end è stato drammatico. Lei è sempre più depressa, io a rischio contagio. Vorrei fare una pausa, ma se non rispondo al telefono mi sento in colpa, mi capite vero? Lei è così sola… Mi domando, però, perché quando soccorri un’amica “in emergenza”, a questa non passa per la mente di chiederti (almeno una volta su 10): «E tu come stai?».
M’è venuta l’idea di scrivere un pezzo sulle Desperate Friends. Che ne dite?

Il delitto d’onore

Brunetta Morabito, 31 anni, non è morta. È uscita dal coma, cammina, vede, parla e tiene in braccio il suo bambino. Al Centro Studi Neurolesi di Messina, dov’è ricoverata, i medici dicono che è quasi un miracolo. Le hanno dovuto ricostruire il palato e la mandibola e, per fortuna, il terzo proiettile, quello che l’ha colpita al centro della fronte, non è esploso, altrimenti non ci sarebbe stato niente da fare. Ma Brunetta Morabito doveva morire. Solo così avrebbe riparato alla vergogna di avere avuto un figlio senza essere sposata. L’aveva deciso uno dei suoi fratelli, Giovanni, 24 anni, già pregiudicato. Gli amici di Locri lo chiamano «Ringo» perché è un «duro» come suo nonno, Giuseppe Morabito, boss della mafia calabra (ora in carcere dopo 12 anni di latitanza). Ha aspettato che Brunetta partorisse - «una donna incinta non si tocca», ha detto ai Carabinieri di Reggio Calabria quando si è costituito - poi, il 24 marzo scorso, l’ha aspettata nell’atrio della casa dove lei si era trasferita con il suo compagno e le ha sparato in pieno volto. «Non volevo colpirla alle spalle. Volevo che vedesse», ha poi dichiarato. Pentito? Per niente. Semmai dispiaciuto per non avere portato a termine il delitto d’onore.

Il “delitto d’onore” scompare, ma solo dal codice penale. La Turchia, ansiosa di entrare nell’Unione Europea, l’ha abolito. Con il risultato agghiacciante che nelle zone rurali dell’Anatolia, dove alle ragazze basta uno sguardo per essere “disonorate”, i parenti non le uccidono più. Ma le costringono a togliersi la vita (evitando così il rischio di finire carcere).

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