E’ uscito per Newton & Compton il mio libro su Milano. Centouno storie che sono più di un anno di scoperte, di incontri, di occhi e di cuore aperto. Di capire un sacco di cose, che a starla a sentire Milano non fa che parlarti e insegnarti. E io non parlo mai di lavoro, ma questo è un caso speciale. E almeno l’intro vorrei farvelo leggere. Poi fosse per me manderei a tutti quanti il file di word, che tanto di royalties non prenderò una lira. Ma se vi capita di passare in libreria, sfogliatelo. Che ci sono le illustrazioni di Thomas Bires. E sono bellissime.
Non sono in molti ad apprezzare davvero Milano. Fate una prova su strada: attaccate bottone con qualcuno e cominciate a lamentarvi. L’ottanta per cento si dirà d’accordo e aumenterà il carico. Il dieci per cento sacramenterà. L’ultimo dieci per cento, pur senza fare assolutamente nulla per convicervi del contrario, vi guarderà con una strana luce negli occhi. ¶ Leggi il resto…





Al telefono con un’amica salta fuori l’argomento lacrime. Piango in continuazione, dico. Di quel che capita, rabbia, gioia, tristezza. A volte persino speranza. Magari mi risolvesse la ritenzione idrica. Lei non solo comprende, ma ha pure lo stesso problema di feedback. Dio benedica le amiche. Procedo a spiegare.

Incontro
Sto seduta nella sala d’attesa del mio dentista impegnata nello sport da anticamera per eccellenza: lo zapping tra riviste. Tra tette e culi che non hanno più nulla di umano, suggerimenti modaioli poco praticabili e oroscopi cinesi, cingalesi e salesiani, finisco con l’imbattermi nel seguente stralcio di posta del cuore. Abelarda Pincopallo, neosposina trentenne, lamenta l’eccessiva presenza dell’ex di lui nella propria vita coniugale. Per una quindicina di righe ricama intorno all’intramontabile concetto: due maròni. Sul finire però si pone delle domande: Ma sarà giusto lamentarsi? O sbaglio io? E qui accade l’insospettabile. L’esperto del caso, che ipotizzo psicologo ma che per quel che ne so potrebbe essere pure macellaio, dà una risposta non solo relativamente equanime, non solo corretta per forma e sostanza, ma anche - cuor mio non tremare - estremamente puntuale, brillante e sensata. Novello Socrate, argomenta grosso modo così:
























Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.