La nostra redattrice, Simona Coppa, ha appena fotografato un’auto che naviga sui canali di Venezia: “Sono in motoscafo a fare da scorta (o da corteo, dipende dai momenti) alla macchina del figlio di Diabolik”.
In realtà si tratta della Citroën GT, che la casa francese ha creato in anteprima per il videogame della Playstation, Gran Turismo 5.
Senza dubbio un’idea originale per lanciare una nuova auto.
Mai guardare indietro. Ho sempre pensato che tornare sui propri passi dopo una scelta fosse un clamoroso errore. Certo, hai la sicurezza della strada che già conosci, ma la verità è che non sarà più la stessa. Pochi chilometri e ti pentirai amaramente di non aver avuto abbastanza coraggio e vorrai tornare ancora una volta a quel bivio, solo che a quel punto non sarà più possibile.
Per 34 anni questa è stata una certezza e l’ho sempre portata avanti con convinzione. Poi un giorno ricevo una telefonata di Marco che mi illustra un progetto su cui sta lavorando. Il progetto è tre passi avanti rispetto quello che ho visto finora e con poche frasi Marco riesce a sbriciolare il muro di cinismo che ho costruito lavorando per anni nel mondo della comunicazione. Le parole “entusiasmo”, “motivazione”, “divertimento” tornano ad avere un valore e sono di nuovo credibili. Nulla a che fare con i classici speech del direttore Marketing & Comunicazione di turno: “Vedrete, ci divertiremo un sacco. A un certo punto non capirete più la differenza tra quello che è lavoro e quello che è divertimento”. Un modo elegante per dire che non vi verranno pagati gli straordinari, nemmeno durante il fine settimana.
Insomma, ho cambiato idea e sono tornato a Grazia Magazine perché credo sia un’occasione unica e perché in questo progetto ci credo sul serio.
Come anticipato da Marco nei giorni scorsi, l’aperitivo di ieri è stato per me il momento dei saluti. Sebbene sarebbe stata perfetta come sceneggiatura di un episodio di Degrassi High, non me ne vado per seguire Kaitlin in Canada.
Ho lavorato per 11 anni come portavoce e ufficio stampa e l’anno scorso mi è venuta voglia di cambiare. Vedere come si sta dall’altra parte della barricata. La prima cosa che ho capito è che i giornalisti detestano gli uffici stampa, e visto come lavora la maggior parte, non mi sento di difendere la categoria.
I dieci mesi come blogger di Grazia sono stati meravigliosi e difficilmente troverò ancora un’accoglienza così calorosa come quella che hanno saputo darmi Vera e la redazione e voi commentatori di questo blog. Ho imparato molto sulla comunicazione in rete, sul giornalismo, sulla moda (ormai giudico una donna più dalle scarpe che indossa che non dai libri che ha letto) e per la prima volta ho capito che le riunioni possono essere allo stesso tempo produttive e divertenti. Quelle dell’area Marketing & Comunicazione sono al massimo caustiche.
Ci siamo, è arrivato il momento di accaparrarvi un posto all’aperitivo più esclusivo dell’anno. Lasciate un commento a questo post indicando il nome con il quale volete essere registrati e il numero di eventuali accompagnatori.
Aperitivo di Grazia
8 luglio 2009
alle 19.30
Enterprise Hotel - Corso Sempione, 91 – Milano
Chi ci sarà. Vera Montanari e la redazione attualità e moda di Grazia (sì, potrete chiacchierare con il Direttore, le famose giornaliste e le stylist di cui vi ho spesso raccontato negli ultimi mesi), Marco “Marcom” Mazzei, il sottoscritto dotato di smartphone che aggiornerà in diretta il twitter di Grazia, Kaitlin (a costo di bloccare i motori del suo aereo con ettolitri di sciroppo d’acero) e – mi informano dalla regia – delle modelle per la gioia degli uomini presenti. Nei prossimi giorni seguiranno altri nomi.
Cosa ci sarà.Lactacyd, sponsor ufficiale dell’evento, vuole che le attività dell’aperitivo siano una sorpresa, ma sono comunque riuscito a strappargli alcune anticipazioni: ci sarà food & beverage in abbondanza (siamo a Milano, qui si parla così, abbiate pazienza), per cui non prendete impegni per cena, musica lounge e tutto il necessario per socializzare e il tocco di stile by Grazia con un trendissimo Swap Party!
Segnatelo sull’agenda, sull’iPhone, su Google calendar, dove vi pare purché prendiate nota:
Aperitivo di Grazia
mercoledì 8 luglio 2009
Milano
Nei prossimi giorni seguiranno maggiori informazioni su luogo, orario, attività e adesioni.
Per cui state pronti, perché si tratta di un evento a numero chiuso e gli ultimi non saranno i primi.
Qualsiasi donna io abbia frequentato negli ultimi otto anni, in un modo o nell’altro si ispirava a Carrie di Sex and the City. Mondanità, vita sessuale molto attiva, linguaggio caustico e ottime frequentazioni. Purtroppo c’era un aspetto di Carrie che nessuna di loro condivideva e su cui le preferivano Bridget Jones: il look domestico.
Pigiama rosa con fiocchetto
Claudia era solita accogliermi a casa sua indossando il regalo di Natale della mamma: un pigiama rosa con fiocchetto. Bellissimo, se la tua età anagrafica è composta di una sola cifra. Imbarazzante se da quella donna sei attratto e in un momento ti senti più come il fratello maggiore che non il fidanzato. Lei non ha voluto abbandonare il pigiama perché la madre si sarebbe offesa, io ho preferito non metterla davanti a una scelta difficile.
Tuta da casa sdrucita
Laura era un avvocato. Il suo look da lavoro era sempre inappuntabile, motivo per cui quando arrivava a casa voleva stare comoda. Aveva la sua tuta da casa preferita. Una bellissima tuta, quasi sexy nel modo in cui evidenziava le sue curve. Purtroppo era la stessa che indossava mentre preparava l’esame di “Diritto privato” e i 700 passaggi in lavatrice a 40° si vedevano tutti. Un gruviera di tessuto liso e intriso di umori universitari che non ne volevano sapere di andarsene. Ho rivisto Laura il mese scorso e sta sempre con la sua tuta preferita. Il nostro rapporto, invece, non è andato oltre il primo lavaggio.
Sesso. Per millenni l’uomo ha fatto sesso, punto. Nella maggior parte dei casi infischiandosene della soddisfazione della partner e mirando esclusivamente alla propria. Un comportamento deprecabile se visto con i nostri occhi da terzo millennio, ma che stranamente non aveva mai prodotto alcuna crisi d’identità nel maschio.
Preliminari. Poi è giunta la tanto agognata e legittima parità tra uomini e donne, la quale, ed è una verità incontrovertibile, ha però creato squilibrio nella sfera sessuale della coppia. Avete iniziato a pretendere di più. A dirci che non eravamo in grado di soddisfarvi. A farci dubitare della nostra virilità. A imporci i preliminari come condizione essenziale affinché il sesso fosse anche per voi un piacere.
Non senza qualche resistenza, ma alla fine vi siamo venuti incontro. Tutti gli uomini oggi sanno che i preliminari vanno fatti, qualcuno s’impegna di più, altri ci mettono lo stesso entusiamo di quando stanno in fila alle poste, ma non si può negare che vi abbiamo dato ascolto e pagando pure un caro prezzo in termini di autostima.
Esce oggi nelle più importanti librerie Bimbo a bordo, di Barbara Sgarzi, un libro per chi pensa ancora che “fare figli è ancora la cosa più naturale del mondo”, sebbene oggi sembri più complicato che far decollare uno shuttle…
Barbara, meglio nota in rete con il nick di Blimunda, è stata una delle blogger e delle commentatrici più attive e apprezzate di questo blog, soprattutto per aver raccontato in maniera allegra e briosa la sua gravidanza. Ed è proprio da quello scambio con future mamme come lei, insicure e piene di dubbi e stufe di sentirsi dire “Cara! Da dietro sei uguale!”, che è nato “Bimbo a bordo”, edito da Morellini editore.
Ma chi meglio dell’autrice può raccontarci questo libro? Ho contattato Barbara in Liguria, da cui, nonostante una connessione internet a carbone, mi ha subito risposto.
Per quale motivo hai deciso di scrivere Bimbo a bordo?
Perché sono rimasta incinta a sopresa, dopo aver militato per anni nella gloriosa fazione delle childfree più convinte. E quindi in gravidanza mi sono sentita confusa, sola, di pessimo umore, insicura, lamentosa e in piena crisi da “Oddio, adesso cosa faccio?”. Spesso questi stati d’animo si susseguivano nella stessa giornata, senza soluzione di continuità. Parlandone sul blog ho trovato molte amiche che mi hanno aiutato a superare quei momenti bui, per cui spero che questo libro possa servire ad altre donne. Anche solo per farsi due risate, che quando hai la taglia di un capodoglio e poco altro da ridere, non fanno male.
Esistono 5 regole auree che dovete osservare durante il primo appuntamento se volete che lui vi inviti per un secondo. Nulla di stravagante, si tratta semplicemente di regole dettate dal buon senso, ma che spesso voi sembrate ignorare.
1. Non menzionare l’ex fidanzato. Non importa che sia stata una storia di dieci anni e che voi ne siate uscite vive solo una settimana fa, l’ex fidanzato non va mai menzionato, nemmeno a domanda diretta. Glissate, sorridete e cambiate argomento. Siete abilissime nel farlo. Affrontare l’argomento ex fidanzato vi porterà, senza rendervene conto, a parlarne per ore. Magari ne parlerete male, ma il vostro monologo lungo tutta la serata ci farà solo pensare «Non lo ha ancora dimenticato. E’ sufficiente che lui la chiami e ritorneranno insieme. Tempo sprecato, meglio chiudere qui la serata».
2. Siete state con solo tre uomini nella vostra vita. Questa è l’unica risposta che dovete fornirci quando vi chiediamo con quanti uomini l’avete fatto. Sappiamo bene che si tratta di una menzogna bella e buona, ma ditecelo ugualmente, ci rassicurerà. E in ogni caso saremo portati a pensare al massimo a otto, nove. La realtà invece è sicuramente a due cifre, quando non ha sfondato le tre. Comunicarci una cosa del genere renderebbe la nottata non particolarmente divertente. Noi uomini tendiamo a essere competitivi e sapere che siete state con 60 uomini ce li farebbe vedere tutti in piedi attorno al letto, nudi, mentre sghignazzando ci dicono: «Su ragazzo, vediamo come te la cavi. Con noi non ha mai avuto difficoltà a raggiungere l’orgasmo”.
3. Ripulite il vostro profilo di Facebook. Quando ci aggiungete ai vostri amici di Facebook, la prima cosa che facciamo è andare a vedere le vostre foto. L’intento iniziale è quello di goderci la vostra bellezza – motivo che ci ha spinto a chiedervi un appuntamento – ma poi troviamo sempre quello che non vorremmo mai avere visto: foto di voi completamente ubriache e riverse su un tavolo pubblicate dalle vostre amiche, foto che vi ritraggono circondate da ballerini cubani i cui bacini sono tutt’uno con il vostro, foto di voi e del vostro ex fidanzato alle Maldive mentre vi scambiate effusioni. Prima di aggiungerci agli amici, eliminate tutte queste immagini, altrimenti il rischio è che vi arrivi un messaggio privato che recita: “Ho avuto un inconveniente, tocca rimandare l’appuntamento. Mi faccio sentire io…”
Durante il primo giorno al liceo classico Berchet di Milano ci venne detto “Voi sarete la futura classe dirigente di questo Paese”. Una frase che non ha mai abbandonato la mia testa e che in questi giorni continua a tornarmi in mente guardando questo video. Chissà se l’hanno detto anche a lei.
Gabriele Muccino in redazione con noi: «A quarant’anni posso finalmente credere nell’amore» / Giorgio Pasotti «Sono papà da due settimane!» / Jeff Bridges «Ho 60 anni e 33 di matrimonio: a Hollywood sono un recordman» / Vandana Shiva «Utopista io? Voglio solo salvare il mondo»
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Silvio Muccino è alla sua prima esperienza di doppiatore, ruolo che ha accettato con entusiasmo e voglia di divertirsi. Nel frattempo sta già preparando il suo prossimo film: scritto, diretto e interpretato da lui.
Ecco alcuni momenti dell’intervista:
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