Grazia Perché non puoi aspettare

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E io, mamma di un blogger

festa della mamma

scritto da Lucetta, la mamma di eiochemipensavo

Mio figlio è un blogger, mia zia lo definisce uno che perde tempo per scrivere a degli sconosciuti. Io, invece, proprio per poter leggere il suo diario giornaliero, mi sono evoluta, anche se sono avanti con gli anni. Vedo che ha tanti amici e questo mi fa molto piacere.

Mi farebbe piacere riceverere, in occasione della festa della mamma, auguri da lui e da qualche altro blogger. Da parte mia, auguri a tutte le mamme dei blogger.

Anche questo è parlar d’amore

Ieri, che ero fermo al semaforo, ti ho vista che eri anche tu ferma al semaforo, proprio lì davanti a me, ti ho riconosciuta subito: dal colore e dal modello della tua macchina e soprattutto dalla sagoma dei tuoi capelli che si intravedevano dal lunotto posteriore. Poi, quando ti giravi leggermente a destra o a sinistra, la tua silhouette mi faceva ricordare i tempi dell’Istituto Tecnico, quando ti guardavo senza posa, dal banco dietro, senza mai osare dirti niente. Sì, già allora.
Ho pensato di seguirti fino a casa, per poi salutarti e fare due parole facendo finta di passare di lì per caso…
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Tradita su internet

M’ha detto Polli che l’altra settimana ascoltava la radio, dove c’era una trasmissione dove parlavano di problemi di cuore, problemi di coppia e questioni affini.
M’ha detto Polli che a quella trasmissione c’erano i conduttori che leggevano una lettera che aveva mandato un’ascoltatrice che era stata tradita dal marito.
Questa lettera, dicevano alla radio, m’ha detto Polli, diceva che l’ascoltatrice aveva beccato il marito a tradirla con una diciottenne che aveva incontrato in chat… ¶ Leggi il resto…

Senza secondi fini

Sempre cara mi fu quest'ernia al colon

La donzelletta vien dalla campagna
ma si veste da Prada.

(inviato da Parsifal)

E’ possibile che non sappiate che verso la fine del 2007 è uscito un libro che ha scosso la letteratura italiana dalle sue fondamenta, un libro che già solo a prenderlo in mano ti dici porca miseria, questo libro rivoluziona la letteratura italiana a partire dalle sue fondamenta!
Questo libro di cui sto parlando, e non ne sto parlando perché ne sono il curatore insieme all’insigne Stefano Andreoli, si chiama Sempre cara mi fu quest’ernia al colon - il libro dei Fincipit, anzi, il fatto di essere parte in causa (in condominio con buona parte dei blogger italiani, autori di molte delle battute contenute nel libro) mi costringe a una modestia che non avrei se il libro fosse stato curato da altri: se lo fosse stato, di sicuro avrei potuto dire che è un libro che non solo rivoluziona la letteratura italiana, ma tutta la letteratura mondiale. Purtroppo, se dicessi una cosa simile mi si potrebbe accusare di intenti SMACCATAMENTE PROMOZIONALI che questo articoletto, credetemi, non ha… ¶ Leggi il resto…

Esteti

Colgo l’occasione di potermi confrontare con il raffinato pubblico femminile di Graziablog su una questione che mi attanaglia da tempo e della quale non riesco a venire a capo.

Ma quelli lì, con un filo di barba tutta tornita, con un filo che scende giù dalle basette e poi fa l’angolo e costeggia tutta la faccia per poi risalire su per trasformarsi in un filo di baffi; io me l’immagino, quella gente lì, la mattina, davanti allo specchio del bagno, che stan lì un’ora con i loro menti protesi, con le squadrette i goniometri, a guardarsi le simmetrie le angolazioni

Ma secondo Voi, quei lì, son gente normale?

You ain’t nothin’ but a Blog dog

Stamattina, son uscito di casa per andare in ufficio, e all’angolo del palazzo c’era una signora con un cagnetto al guinzaglio, e il cagnetto stava odorando l’angolo del palazzo, e la signora cercava di tirarlo via, ma lui, no, non voleva andare via, era lì che odorava, e non aveva mica ancora finito, di odorare quel che c’era da odorare all’angolo del palazzo.
Io lo guardavo, ‘sto cagnetto, e si vedeva che a guardarlo, ‘sto cagnetto, lui ci aveva una smania di finire di odorare, muoveva il naso da sinistra a destra, poi andava un po’ più giù, muoveva il naso da sinistra a destra, mi ha dato l’idea, vedere odorare ‘sto cagnetto, che ‘sto cagnetto stesse leggendo qualche cosa, all’angolo del palazzo, qualche cosa che io non vedevo, e neanche la signora, ma io a questo punto, vederlo muoversi così, ero sicuro che stesse leggendo qualcosa.
Continuavo a guardarlo, e la signora cercava di tirarlo via, e io mi son immaginato (credo di essermelo immaginato, ché se è vero, sarebbe da farci un post) che il cane le dicesse Aspetta un attimo, no, che devo finir di leggere quel che ha scritto Bobi.
Dopo poco, poi, il cagnetto, smetteva di muoversi così come leggendo, la signora continuava, con una certa gentilezza devo dire (dopotutto era il suo cane), a cercare di tirarlo via, e il cagnetto, l’ho sentito dire Aspetta che lascio un commento.
Poi dopo ha alzato la zampetta e si è lasciato tirar via. Fino al prossimo angolo.

***

Segnate il territorio

***

Mi chiamo Alessandro, e scrivo tutti i giorni o quasi su un blog che si chiama E io che mi pensavo. Ho curato, insieme a Stark, l’antologia dei Fincipit Sempre cara mi fu quest’ernia al colon, edita da Mondadori a fine 2007, ma di questo avremo tempo a riparlare. Ho un cane che si chiama Breznev, che ha una specie di blog anche lui.

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