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Un po’ di cronaca dal Nordest

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Spritz Time Fall/Winter

Il marito è mio e me lo gestisco io. Torna la voglia di essere moglie

E’ tornata la Moglitudine. Anzi, la Neo-Moglitudine. Le mogli di una volta stavano accanto al loro uomo nel bene e nel male, schiena dritta, occhio asciutto, un passo indietro e, soprattutto, zitte. Pensate a Eleanor Roosevelt, “first lady” di vasta influenza politica: girava il mondo come ambasciatrice senza portafoglio, e tornava a fare rapporti dettagliati al marito Franklin, bloccato dalla poliomielite sulla sedia a rotelle. Mai ha espresso un malumore pubblico sul canestro di corna che il presidente le metteva alla Casa Bianca con la graziosa segretaria Missy Hand. Nancy Reagan, influente e coriacea consigliera del marito Ronald, che in privato faceva il buono e cattivo tempo nella Stanza Ovale, in pubblico si limitava a fissarlo con occhi adoranti. Jacqueline Kennedy, accanto al presidente John o all’armatore Aristotele Onassis, fedifraghi impenitenti, si dedicava in silenzio allo shopping e ai viaggi.
Con Hillary Clinton, le cose cambiano. Fiera del soprannome “Billary”, apertamente femminista e ambiziosa, gioca con fierezza il ruolo di co-presidente e “policy maker” senza pari. Costretta a occuparsi di questioni più tradizionalmente femminili, come infanzia e istruzione, si erige a usbergo del marito, sotto attacco per l’affaire Monica Lewinsky. Hillary si espone sostenendo la falsità delle accuse, attribuendole a “una vasta cospirazione di destra”. Smentita nel modo più umiliante dalla celebre macchia sul vestito blu di Monica, rimane a fianco di Bill, moglie ferita e leale. Ai giornalisti che chiedono quanti tradimenti abbia intenzione di sopportare, cita l’ingiunzione biblica di perdonare “non sette volte, ma sette volte sette”. Così nasce la Neo-moglitudine. In Italia, un po’ in ritardo, arriva con la fantastica lettera aperta di Veronica Lario, con la quale rompe la proverbiale riservatezza, chiedendo pubbliche scuse da Silvio Berlusconi per le sue indiscrezioni galanti esibite con disinvoltura davanti alla stampa. Oggi il “ritorno della Moglie” si fa tsunami. Anna Falchi resta salda a fianco di Stefano Ricucci durante le sue difficoltà giudiziarie, ma non gli lesina pubbliche accuse aspre: «È arrivato a compromettere la nostra vita insieme per una corsa al potere e al denaro… Stefano mi ha deluso, ma resto sua moglie».
Confermano il “Risorgimento della Moglie” Nina Moric e Livia Aymonino, rispettivamente consorti provate ma costanti di Fabrizio Corona, paparazzo-imprenditore, e Silvio Sircana, portavoce del premier Romano Prodi. Corona è in galera per lo scandalo Vallettopoli, Sircana rischia il posto per una foto in cui dall’auto guarda un travestito. La Moric ha ondeggiato, prima criticando Corona: «Non ha valori morali, ambisce solo a soldi e successo», poi restandogli accanto, sempre più unita a lui, ora che è accusata di riciclaggio. Aymonino scrive in un’accorata lettera al quotidiano la Repubblica umida di lacrime: “Ho una vera, grande, leale fiducia in Silvio”. Se è bene o male non si sa, ma c’è un fatto: le Neo-mogli, pur diversissime, hanno in comune l’essere professioniste che non campano di sola luce riflessa. Forse per loro vale quel che si diceva dei reduci americani della Prima guerra mondiale, molti dei quali ex contadini: «Come si farà a ricacciarli dietro l’aratro, ora che hanno visto Parigi?»



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