Grazia Perché non puoi aspettare

Cosa avrebbero fatto Nikola Tesla e Thomas Edison a Tokyo?

tokyoadvVenire a Tokyo è stata un’invenzione mia. Sono io che ho scritto un sms a Marica proponendole di trasferirci qui, lei mi ha risposto con un sì e da lì mi sono messo al lavoro.

Ricerca, sviluppo e sperimentazione sono tutte componenti importanti nella fase di realizzazione del progetto. In che percentuale e con che metodo sono dati che fanno parte della “formula”. Segreta, come quella del colonnello di KFC.

Mi sono chiesto se al prossimo spostamento (sì, non restiamo qui a vita) userò l’approccio di Nikola Tesla o quello di Thomas Edison.

Non credo farò grandi scoperte o invenzioni rivoluzionarie, specialmente qui a Tokyo dove di invenzioni e stranezze la sanno lunga.
L’approccio, qui o altrove, è fondamentale. E’ tutto.

Per l’esperimento Milano-Tokyo ho mischiato le due scuole di pensiero, ho iniziato da bravo ragazzo, raccogliendo informazioni con metodo, studiando le variabili e facendo calcoli, era il Tesla che è in me a guidare il gioco. Mi sembrava l’approccio giusto per un esperimento come il nostro.

Spostarsi da Milano a Tokyo senza contatti, senza conoscenza del luogo e della lingua richiedeva della ricerca seria. Mi è servita? A metà percorso mi ero già annoiato, volevo entrare in azione, bloccare un giapponese per strada a Milano e presentarmi in giapponese (l’unica cosa che so fare tuttora) non riuscivo ad aspettare fino al 30 Giugno. L’attesa non faceva per me, ero stufo dei calcoli e della simulazione. Thomas Edison aveva preso il timone: ero più confuso ma più produttivo.

Arrivato da quattro mesi tiro il bilancio senza decretare nessun vincitore nella “Guerra delle correnti”. Ho trovato la formula che mi sembra più adatta e che ovviamente non ho applicato. La sperimenterò per lo spostamento da Tokyo a…?

E’ necessaria una buona preparazione e dello studio prima di agire ma una volta atterrato non risparmiare un secondo, non risparmiare energie. Le opportunità ci sono, specialmente nella grande Tokyo con i suoi 30 milioni di abitanti.

Corro subito fuori: ho dei brevetti da registrare e ne ho anche visti un paio non registrati, da rubare ovviamente.

Vostro, Alessio Edison

Non mi piaceMi piace (1 punti, 1 voti)
Loading ... Loading ...

commenti

Ci sono 4 commenti
per "Cosa avrebbero fatto Nikola Tesla e Thomas Edison a Tokyo?"
  1. Bonjour Alessio,
    Chissà forse sarà Mathilde, ormai “la maga di Tokyo” (come Edison era quello di Menlo Park), a diventare una grande scienzata merito questa vostra esperienza giapponese ;)
    Io non ho capito se vi piace o no il Giappone e come va la vostra esperienza (non ci siete andati abbastanza preparati?), se siete felici del vostro progetto (mi sembri deluso o fraintendo?)

  2. Ciao CK, nessuna delusione anche se dire un definitivo “Si mi piace” è difficile. L’esperienza vale tutti gli sforzi. Matilde è ormai la “maga” di Tokyo ;)

  3. immagino sia arduo fare già bilanci e non sia facile adattarsi in un Paese tanto diverso dal nostro…tenete duro!! ;o)
    p.s. alessio, in quella fotina però sembri un galeotto…

  4. Appunto perché una cultura molto diversa, vi permetterà di tornare in Italia molto ricchi culturalmente parlando. E sono sicura che la piccolina più tardi sarà molto fiera quando dirà che ha vissuto in Giappone (ricordo di una mia compagna che aveva vissuto da piccola a NYC, ci faceva sbavare nel senso positivo ;)
    Un bacino a Matilde!
    ps: è stato bello rileggerti di nuovo sul GraziaBlog

Scrivi un commento

Devi essere registrat* per commentare.