
Parliamo del Grande Fratello. L’abominevole reality show per minus habens - giunto alla decima, gloriosa edizione - propone anche quest’anno una gallery di casi umani, provincialotti in cerca di peritura fama, squinziette pluri tatuate e pierciate (pron. pirsàte, da piercing).
Tutti che “amano viaggiare” e vogliono mettersi in gioco, sfidare se stessi, riconquistare una ex. C’è la timida e introversa, il determinato e sicuro di sé, la possessiva e gelosa: tutti col doppio aggettivo rafforzativo di aspetti della personalità generici e allo stesso tempo caratterizzanti, per favorire l’immedesimazione del pubblico in (almeno) uno dei concorrenti.
Sono indecisa se immedesimarmi nell’”anima pugliese intrappolata in un corpo da Californiana” (così si è definita lei stessa) o nell’Austin Powers siculo (che dev’essersi fatto prestare gli occhialoni dal conterraneo Daniele Magro di X Factor) o nella venticinquenne perugina che ha partecipato perché “si annoia e magari riesce a trovare un fidanzato” (che comunque mi sembra una motivazione più ragionevole di “per capire cosa vuole dalla vita”. Lì dentro? Mah…)
I virgolettati sono presi da un giornaletto con i programmi tv, che ho trovato sul davanzale della finestra del bagno a casa di amici che, al contrario di me, hanno un televisore. Il mio si è rotto, l’ho buttato. Non è vero funziona benissimo e comunque non ha il decoder, non glielo compro, non se lo merita. Stacco. Poco tempo fa, Marina Remi ci ha raccontato che doveva scegliere tra suo marito (la tv) e il suo amante (il teatro). Beh, ha scelto.
Alla fine il Grande Fratello sono andata a vederlo a teatro.

































Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Fortunati Genovesi!!!
L’avevo già scritto sul tuo post Marina, mi sarebbe piaciuto tanto tanto vedere l’opera a teatro. Com’è andato? La critica? Il pubblico ecc.? Vi fermate a Genova o girate per l’Italia ora?
Pero’ una cosa: anche se per festeggiare il 60a anniversario del libro, il vostro “2984″ era una prova di inventare un seguito o è un’adatazione moderna ma fedele della storia?
A me fa un effetto strano quel 2 al posto dell’1, toglie la magia
Ciki, Marina è stata bravissima: faceva Giulia, la protagonista. Lo spettacolo è stato coinvolgente e… sconvolgente, con scene molto forti, giochi di luci e ombre, musiche da pelle d’oca. Noi del pubblico eravamo parte della rappresentazione: quando siamo entrati hanno diviso maschi da una parte e femmine dall’altra, ci hanno dato delle tute da indossare (per sentirci “tutti uguali”) e ci hanno fatti sedere su panche di legno. All’inizio dello spettacolo c’è una scena chiamata “momento d’odio” dove alcuni televisori trasmettono un monologo di Enrico Ghezzi e gli attori mescolati tra il pubblico gridano insulti: con Marina eravamo d’accordo di fare un’indianata, doveva infilare nel copione una parola fuori contesto. Abbiamo scelto “scoiattolo” (chi ha visto UP sa di cosa parlo: http://www.youtube.com/watch?v=cQb84PNxu5A) e durante il momento d’odio Marina ha urlato “Scoiattolo malefico!”. Una grande, ci siamo rotolati dalle risate.
Già prima mi sarebbe piaciuto tanto vedere l’opera, adesso con il tuo commento Gaia - dico sul serio - ci sarei corsa!
Il regista (si capisce che è all’altezza del libro con le sue numerose idee originali di cui parli) era al corrente per lo “scoiattolo malefico”? :)
ps: musica di Eurythmics o tutt’altra cosa?
La musica era di Einsturzende Neubauten!
C’est toute ma jeunesse Gaia :))) Li adoravo (ho imparato il tedesco come prima lingua alla scuola media). Parlo al passato perché non li ascolto più da un bel po’. Sono adatti a Orwell con quelli loro suoni un po’ speciali ;)
Adoro una canzone dei Fad Gadget in omaggio al gruppo tedesco, si chiama “Collapsing a New People”.
Ci sono stati dei filmati della pièce de théâtre 2984?
grazie gaia. è stato bello avervi lì.
prima di infamare ghezzi a colpi di “scoiattolo malefico” ho chiesto il permesso alla regia che ha acconsentito, solo che poi gaia continuava a ridere e a ripeterlo e io non avevo modo di fermarla: sono cose belle. :)
lo spettacolo sta andando bene sia di pubblico che di critica e questo gli regala ottime possibilità di conquistarsi un futuro. incrocio le dita.
appena sarà disponibile qualche video lo condividerò con piacere. intanto se qualcuno passa da genova siamo in scena fino al 12 di novembre.